Home AltroCinema Documentari Beyond – Lettera a chi non è andato oltre

Beyond – Lettera a chi non è andato oltre

382
0
VOTO: 7

Message in a Bottle

Bufere di neve, vento glaciale, temperature in picchiata, pericoli costanti, incidenti e condizioni meteorologiche e logistiche proibitive, ma anche panorami da mozzare il fiato in grado di regalare momenti magici e irripetibili. Sono questi gli estremi che Alex Bellini ha dovuto affrontare nel corso dei due viaggi compiuti nel 2017 e nel 2025 sul più grande ghiacciaio d’Europa, il Vatnajökull, in Islanda. Viaggi i cui highlights l’esploratore e attivista ambientale ha voluto raccogliere, con la complicità del co-regista e montatore Francesco Clerici, nel documentario Beyond – Lettera a chi non è andato oltre, presentato in anteprima nella sezione “Alp&Ism” del 73° Trento Film Festival.
A otto anni da una prima spedizione che lo aveva portato sull’orlo della morte, Bellini decide di tornare in quei luoghi per rileggere quell’esperienza che gli ha cambiato la vita con occhi nuovi e cercare una risposta alla domanda che da sempre lo accompagna: cosa significa davvero andare oltre? Da qui Beyond, con il titolo riassume alla perfezione quelli che sono gli intenti, non solo spettacolari ed esplorativi, di un’opera che da sfida e tour fisico tra i ghiacci si fa anche intimo per affrontare i limiti umani, il legame con la natura e per cercare delle risposte rimaste in sospeso. Del resto, dall’alba dei tempi è questo il senso più profondo che si cela dietro ogni viaggio, quello di dare delle risposte e scoprire cose di se stessi e del mondo che ci circonda.
Pensato come un messaggio in una bottiglia, una lettera, ma anche una confessione, Beyond si tramuta dunque per il protagonista in un’occasione per rielaborare quanto vissuto nel 2017 su quel ghiacciaio dove otto anni prima aveva rischiato di perdere la vita. In questo modo il film si trasforma in uno “spazio mentale”, in un ricordo e allo stesso tempo un sogno, con i droni sui paesaggi glaciali che sembrano così lunari da apparire quasi astratti. Il risultato è un viaggio quindi sia materiale, che onirico e interiore, scritto sullo schermo in prima persona con mezzi essenziali come una GoPro, un microfono e i footage originali del 2017. Con questi gli autori costruiscono un efficace e solido “ponte” tra passato e presente, nel quale il voice over permette a Bellini di raccontare e raccontarsi a tuttotondo in modalità diario di bordo. Un diario che prende forma e sostanza, lasciando allo spettatore di turno non solo la ricostruzione di un’impresa, ma anche delle importanti e significative riflessioni sulle urgenze del nostro tempo: il cambiamento climatico, la crisi dei ghiacciai e la necessità di rimettere al centro la relazione tra uomo e natura. Ciò permette al progetto di aumentare il suo valore e di conseguenza il peso specifico delle sue argomentazioni.

Francesco Del Grosso

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

1 × uno =