Saturnia Film Festival 2018: prima tappa

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Diario di bordo #1 Manciano

Siamo nell’entroterra della Toscana meridionale, per la precisione a Manciano, comune alle porte di Grosseto. È qui, nell’arena a cielo aperto allestita nella suggestiva piazza Magenta sotto al Castello Aldobrandesco, che andrà in scena la prima delle tre tappe del Saturnia Film Festival 2018. L’appuntamento è fissato per le 21:30 con l’inizio delle proiezioni del primo slot di cortometraggi selezionati nelle quattro categorie competitive.

Offerti alla platea di turno in modalità randonomica, il palinsesto della serata inaugurale – così come quello della successiva – porterà sul grande schermo i primi titoli di ciascuna categoria, palleggiando da una sezione all’altra senza soluzione di continuità. Tale modalità consentirà al pubblico presente di muoversi liberamente e senza le solite griglie predefinite tra un genere e l’altro, così da confrontarsi con le diverse espressioni e stili della produzione breve.

Per quanto riguarda l’animazione sarà il turno di due dei tre corti selezionati dalla direzione artistica: da una parte Framed, il pluripremiato lavoro scritto e diretto da Marco Jemolo che racconta in stop motion l’odissea di un omino di plastilina, di quelli usati nel cinema d’animazione per fare film di intrattenimento, che un giorno decide ribellarsi alla sua condizione; mentre dall’altra The N.A.P. (not a problem), nel quale il regista pugliese Adolfo Di Molfetta ci catapulta senza rete di protezione in una cartoonia bidimensionale dove tutto è improvvisato.

Protagonista della prima tappa anche la fiction con tre cortometraggi made in Italy e due provenienti dall’estero, nello specifico da Spagna e Iran. Nella sezione internazionale spazio a opere che hanno segnato la recente stagione, riscuotendo consensi nel circuito festivaliero mondiale da parte del pubblico e degli addetti ai lavori: il vincitore del Premio Goya di categoria Mother di Rodrigo Sorogoyen e Gaze di Farnoosh Samadi. Opere, queste, entrambe caratterizzate da interpretazioni femminili di altissimo livello e da una sapiente costruzione della suspence. Non è da meno la produzione nostrana con un tris di shorts che affrontano temi come l’immigrazione (Magic Alps di Andrea Brusa e Marco Scotuzzi), il terrorismo (19’35” di Adam Selo) e la disabilità (Cani di razza di Riccardo Antonaroli e Matteo Nicoletta).

Per chiudere con il cinema del reale, che nella serata di Manciano sarà rappresentato dal breve documentario biografico che Francesco D’Ascenzo ha dedicato al compianto Paolo Villaggio dal titolo Allafinfinfirifinfinfinfine, un ritratto nel quale l’attore racconta e si racconta senza peli sulla lingua in un flusso orale di aneddoti, ricordi ed episodi inediti della sua vita dentro e fuori dal set.

Non ci resta che darvi appuntamento a domani con la seconda serata della neonata kermesse toscana, che da Manciano si trasferirà nella splendida cornice della Piazza Castello del borgo medievale Montemerano per la proiezione dello slot conclusivo.

Francesco Del Grosso

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