Prato Film Festival 2019: diario di bordo #1

0

1^ giornata

La settima edizione del Prato Film Festival parte (alle h 11) presso il Teatro D’Annunzio del Convitto Nazionale Statale Cicognini con i primi sette titoli della sezione “Diritti Umani”. Tra questi ve ne segnaliamo alcuni: Where is Europe? di Valentina Signorelli, un docu-film che esplora l’operato delle ONG nel Mediterraneo attraverso gli occhi dei suoi operatori, rilanciando la questione dell’identità europea in questi tempi così incerti. In Time to Change di Maryam Rahimi – già apprezzata regista di Mare Nostrum – dà voce alle donne e alla sentita ricerca del cambiamento. A suo modo anche 1745 di Gordon Napier punta l’obiettivo della macchina da presa su figure femminili in cerca della propria libertà. Sono opere che toccano tasti dolenti, con cui tutti noi dovremmo fare i conti e spesso il cinema ci costringe a farlo.
Nel pomeriggio vi consigliamo di non perdervi l’incontro delle 17 presso il Dek Bistrot con l’attrice Marit Nissen e Paolo Sassanelli, regista e interprete di Due piccoli italiani.
La giornata si conclude, infatti, con la proiezione fuori concorso di questo gioiellino, esordio dietro la macchina da presa di Sassanelli (fattosi conoscere al grande pubblico con Un medico in famiglia), co-protagonista insieme a Francesco Colella e Rian Gerritsen. «Il tema del film indaga, attraverso due personaggi borderline, i disagi e le difficoltà del vivere questo momento storico. La passiva accettazione iniziale dei due protagonisti di un’esistenza priva di stimoli ed emozioni, echeggia la deriva in cui spesso tutti noi rischiamo di essere trascinati. Il viaggio che i due protagonisti intraprendono rappresenta la necessità di reagire alle difficoltà, aprendo la porta e uscendo di casa alla ricerca della felicità. Le scoperte di situazioni, realtà e persone inaspettate che li travolgono e insegnano loro il senso della vita, dell’amore, della gioia, dell’emozione. E se accade a loro, così naif e improvvisati, inesperti della vita, può accadere a chiunque, purché si trovi il coraggio di andare incontro alle occasioni che la vita offre» (dalle note di regia).
Un’occasione da cogliere per recuperare la visione del lungometraggio, arricchita dalla presenza degli artisti con cui si potrà approfondire tutto il lavoro che c’è dietro il risultato finale, probabilmente ancor più sentito quando si tratta di un’opera prima.

Maria Lucia Tangorra

Leave A Reply

tredici − 11 =