Saranno (sicuramente) famosi
Dalla première al Toronto Film Festival 2025 è trascorso circa un anno e di Nimrods, la nuova scatenata commedia di formazione on the road sui primi anni dei Green Day scritta e diretta da Lee Kirk, sembravano essersene perse le tracce. Ma ora i fan e non solo della celebre band punk rock statunitense possono finalmente tirare un sospiro di sollievo, anche se il periodo scelto da Nexo Studios per l’uscita nelle sale italiane non è proprio dei migliori. La pellicola infatti farà il suo passaggio nelle sale nostrane dall’11 al 18 agosto 2026, nel pieno della stagione balneare, anticipato il 31 luglio scorso dalla pubblicazione del nuovo album del gruppo di Rodeo. L’album, composto da 30 brani, viene pubblicato su CD, diverse versioni in vinile, cassetta e piattaforme digitali e contiene 22 brani dei Green Day amati dai fan e tratti da tutta la loro carriera, oltre a brani esclusivi della colonna sonora, tra cui il nuovo brano dei Green Day “I’m Never Gonna R.I.P.” e quattro registrazioni live inedite tratte dall’esibizione della band al Palladium di Los Angeles, come mostrato nel film. La colonna sonora include anche brani di The Paradox, Ultra Q e Mckenna Grace, oltre a quattro tracce del gruppo di fantasia al centro di Nimrods.
Come avrete capito non si tratta di un documentario che ripercorre gli esordi del trio formato da Billie Joe Armstrong, Mike Dirnt e Tré Cool, bensì un coming-of-age on the road romanzato liberamente ispirato ai primi anni di tour dei Green Day a bordo di un furgone, ben prima dell’uscita del disco rivelazione Dookie. A rivivere quelle disavventure musicali sulle quattro ruote al posto loro ci pensano i componenti di una band fittizia battezzata Analog Dogs. Un escamotage, questo, davvero efficace e intelligente che ha permesso alla scrittura di celebrare lo spirito degli esordi del gruppo, la loro attitudine “DIY” e il loro duraturo lascito alla cultura rock ‘n’ roll, evitando però il classico iter biografico con una serie di licenze prese dalla penna di Kirk per dare forma e sostanza a un racconto che potesse rivolgersi anche a quegli spettatori che gravitano al di fuori della fan-zone della band a stelle e strisce. Così facendo si allarga ulteriormente il raggio di azione dell’opera in questione e il suo potenziale pubblico. Mossa a nostro avviso strategica quanto azzeccata che speriamo, indipendentemente dal periodo non particolarmente felice di distribuzione, possa essere recepita e assorbita meglio rispetto a quanto accaduto allo sfortunato Better Man.
Episodi realmente vissuti vengono così rimescolati, spostati di contesto e attribuiti ad altri personaggi, fino a trasformarsi nel materiale di una commedia on the road a sfondo adolescenziale, con tutti i temi e gli stilemi del filone del coming-of-age annessi. La scrittura e la conseguente messa in quadro di Nimrods pertanto seguono lo schema e il modus operandi tradizionali per quanto concerne il filone di riferimento, alternando momenti di leggerezza a parentesi più sentimentali. Il tutto scandito delle puntuali e numerose parentesi musicali che a intervalli regolari irrompono sullo schermo per ricordarci e ribadire la centralità e l’importanza della colonna sonora e della discografia dei Green Day come ingrediente principale della ricetta cinematografica. Da questo incrocio genetico tra vero e inventato nasce un tour per l’America che prende il via quando Tommy riceve una telefonata in cui viene invitato con la sua band ad aprire il concerto di Capodanno dei Green Day. Peccato che si tratti di un elaborato scherzo organizzato dal fratello maggiore Wayne. Convinto che la sua vita stia per cambiare, Tommy ruba l’auto di Wayne e parte alla guida della propria band da Kansas City verso Los Angeles, deciso ad arrivarci in tre giorni.
Il risultato è un mix che diverte e coinvolge, anche e soprattutto grazie alla spinta propulsiva dei membri della band americana, che con le incursioni nei panni di se stessi regalano, insieme al resto del cast (nel quale figurano tra gli altri Mason Thames e Keen Ruffalo), una buona dose di risate e una compilation di brani tutti da gustare.
Francesco Del Grosso








