Naturally

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6.5 Awesome
  • voto 6.5

È tutto molto naturale

Ah la natura umana, quale affascinante spettacolo! Le complessità dei suoi moti e dei suoi rapporti calamitano l’attenzione di artisti e pensatori da tempo immemore. Comprensibile dunque che un popolo introspettivo e che teneva in massima considerazione la mente razionale, vista come vera e unica differenza tra l’uomo e la bestia, ne fosse tanto intrigato. Gli antichi greci erano consapevoli della complessità dell’animo umano, delle sue luci e delle sue ombre. Tanto che la maggior parte dei loro miti si concentra sulle conseguenze che i moti dell’animo hanno sulle persone. Dei miti e dell’esempio che possono fornire hanno lungamente tratto ispirazione i tragici greci con opere immortali ed ancora oggi rappresentate, compreso il trittico magnifico: Sofocle, Euripide, Eschilo.
Di questa antica e gloriosa tradizione pare muoversi in osseguio il regista greco, benché trapiantato in Belgio, Dimitrios Stasinopoulos, il quale presenta in concorso a Indiecinema Film Festival 2020 il suo cortometraggio d’esordio Naturally.
Con una regia minimale ed una sceneggiatura lieve solo in apparenza, il giovane regista mette in scena tre storie d’amore “che si svolgono in modo molto naturale” nella cornice della stessa foresta.
Usiamo il termine “cornice” non a caso poiché Stasinopoulos adotta il sistema del tableaux vivant per mettere in scena le tre storie, indipendenti le une dalle altre. I personaggi finiscono così per essere non solo contenuti, ma ingabbiati nelle inquadrature. Ciò finisce per suggerire l’idea di individui rinchiusi in una gabbia, o forse meglio, un labirinto, per i quali la libertà di scelta è limitata ad opzioni pre-ordinate e prevedibili. Alcuni proporrebbero la similitudine di topi in laboratorio, altri parlerebbero di fato immutabile e dunque di mendacità della volontà individuale. Tuttavia non ci pare essere questo l’intento del regista. Dubbio che riteniamo legittimato da dialoghi e situazioni che riportano alla mente le soap-opera più che il teatro greco antico. Ci pare, in verità, che il giovane cineasta sia stato mosso dal desiderio di ragionare su naturalità ed artificiosità dei rapporti umani. Non poi così banale come approccio. Il centro appare dunque essere la falsa naturalità dei rapporti, governati altresì da elementi esterni, come le convenzioni sociali e l’immagine che di noi stessi proiettiamo in rapporto alla società. Non intende dare una propria soluzione, ma, rifacendosi all’esempio dei suoi antichi conterranei, mettere in scena il male provocato da comportamenti sbagliati ed i suoi effetti per provocare una catarsi educativa nello spettatore.
Obbiettivo nobile, che riteniamo perseguito con un certo successo in un’opera che forse non si può considerare impeccabile, con una tendenza più teatrale che filmica; ma stiamo pur sempre parlando di un’opera prima e dunque qualche imprecisione può senz’altro essere compresa e perdonata per un autore che promette bene.

Luca Bovio

Il cortometraggio è disponibile per la visione sulla piattaforma IndieCinema

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