La donna elettrica

0
8.5 Awesome
  • voto 8.5

La mina vagante

Nemmeno il tempo di gioire per i tanti successi, consensi e riconoscimenti raccolti nel circuito festivaliero internazionale, ai quali siamo certi se ne andranno ad aggiungere altrettanti da qui ai prossimi mesi, che per La donna elettrica è già tempo di remake. Del resto, un film come quello di Benedikt Erlingsson, già autore del pregevolissimo Storie di cavalli e di uomini, capace come pochi altri negli ultimi anni di colpire al cuore con un ritratto di donna memorabile e un omaggio al paesaggio di struggente bellezza, non poteva non attirare su di sé le attenzioni di qualche addetto ai lavori d’oltreoceano. Ed è così che l’ultima pellicola del cineasta islandese, presentata in anteprima mondiale alla “Semaine de la Critique” di Cannes 2018 e nelle sale nostrane con Teodora Film dal 13 dicembre, avrà presto un adattamento a stelle e strisce, diretto, prodotto e interpretato da Jodie Foster.

Sarà dunque la due volte premio Oscar a prendere il posto di Erlingsson e di Halldóra Geirharðsdóttir (che per il ruolo si è guadagnata una meritatissima candidatura all’European Film Award), rispettivamente dietro e davanti la macchina da presa, in una commedia travolgente e fuori dagli schemi che unisce emozione, impegno e divertimento. La protagonista, Halla, sembra una donna come le altre, ma dietro la routine di ogni giorno nasconde una vita segreta: armata di tutto punto compie spericolate azioni di sabotaggio contro le multinazionali che stanno devastando la sua terra, la splendida Islanda. Quando però una sua vecchia richiesta d’adozione va a buon fine e una bambina si affaccia a sorpresa nella sua vita, Halla dovrà affrontare la sua sfida più grande…

L’universalità di una storia come questa, ambientata nei magnifici paesaggi dell’Islanda ma in grado di parlare al pubblico di ogni latitudine, permette al film di abbattere qualsiasi tipo di resistenza, anche quelle dello spettatore più esigente. E lo fa divertendo, ma anche portando sullo schermo non pochi spunti di riflessione, a cominciare dal forte messaggio ecologista del quale il film si fa portatore sano e convinto. Con tocchi surreali (vedi l’orchestrina segue la protagonista ovunque, accompagnano con le proprie note le sue azioni) che riportano la mente al cinema di Aki Kaurismäki, uno humour al vetriolo e un pizzico d’azione (i sabotaggi ai pali elettrici e la fuga pirotecnica dalle forze dell’ordine che le danno la caccia), La donna elettrica ci porta al seguito di un’amazzone moderna che combatte per il pianeta, una donna forte disposta a correre dei rischi per fare la cosa giusta, trasformandosi in un incrocio al femminile tra Rambo e V for Vendetta.

La donna elettrica è una piccola perla che non bisogna lasciarsi per nulla al mondo sfuggire, dove tutto è al posto giusto (dalla regia eclettica alla straordinaria interpretazione della sua protagonista) e contribuisce a dare forma e sostanza narrativa e visiva ad un unicum che difficilmente la Foster riuscirà a replicare. Se saprà farlo, allora non avremo problemi a recitare un mea culpa, ma nel frattempo le consigliamo caldamente di studiarsi la matrice originale da cima a fondo per capire quantomeno da dove iniziare.

Francesco Del Grosso

Leave A Reply

2 × quattro =