Speranze green
Voglio andare a vivere in campagna, ah ha
Voglio la rugiada che mi bagna, ah ah
Ma vivo qui città
e non mi piace più
In questo traffico bestiale
La solitudine ti assale e ti butta giù
Che bella la mia gioventù
Voglio ritornare alla campana, ah ah
Voglio zappar la terra e fare la legna, ah ah
Ma vivo qui città
che fredda ‘sta tribù
Non si può più comunicare
Qui non si può più respirare
il cielo non è più blu
E io non mi diverto più…
Cantava così nell’ormai lontano 1995 il compianto Toto Cutugno nel suo celeberrimo brano, Voglio andare a vivere in campagna. Ben altri tempi quelli, con il desiderio di tornare alla terra, alla natura e alla sua essenza, oltre che alle proprie radici, allontanandosi dallo stress e dal caos metropolitano per condurre uno stile di vita più sano, era un’esigenza molto forte e particolarmente sentita. Probabilmente la stessa che oggi, a trent’anni di distanza circa, in un’epoca ancora più iper-tecnologica e iper-cinetica che fagocita tutto e tutti come quella in cui viviamo, muove e spinge moltitudini di persone verso quel tipo di scelta. Tra queste ci sono i protagonisti di Benvenuti in campagna, il quarto lungometraggio di Giambattista Avellino, scritto da Michele Abatantuono e Lara Prando, in uscita nelle sale a partire dal 16 aprile 2026 con Vision Distribution.
Nel film del regista livornese, che mancava dal grande schermo da C’è chi dice no del 2011, ci ritroviamo al seguito di Gerry, ricercatore universitario precario, di sua moglie Ilaria, vigilessa sempre in strada nel traffico cittadino, e del figlio adolescente Giulio, che sono ad un punto di svolta nelle loro esistenze. Sarà il bilocale in cui sono costretti a vivere, sarà che la loro libido è scivolata tre metri sottoterra, sarà che la città li sta lentamente strangolando nei suoi grigi tentacoli, ma la famiglia Fontana ha preso una decisione radicale: è necessario un ritorno alla NATURA! Trasferirsi in aperta campagna sognando di rendere una fattoria diroccata una moderna azienda agricola, sembra l’unica scelta in grado di rasserenare la nostra coppia aiutandoli a sconfiggere l’ansia urbana e l’incertezza verso il futuro. Se non fosse che se c’è qualcosa che è proprio l’opposto della serenità, beh, è la natura. E i nostri lo scopriranno presto. Attraversando una serie di disavventure, dall’affabile vicino milionario che gioca a fare il coltivatore, alla scoperta del primo amore da parte del giovane Giulio, passando per punture d’insetto, trivellazioni sbagliate e miseri raccolti, tutte le loro speranze Green appassiranno miseramente.
Dunque, quella di Benvenuti in campagna, visti i risvolti e le vicissitudini dei personaggi, non è proprio una favoletta bio e rurale come quelle che ci vengono il più delle volte propinate, nonostante poi il lieto fine in un modo o nell’altro non tarderà ad arrivare, magari sotto altre forme. Ma quello ovviamente lo lasciamo alla visione di una pellicola che nel suo essere geneticamente la tipica commedia nostrana a buon mercato, leggera e piacevole da fruire senza troppe pretese se non lo scanzonato divertimento, asseconda in tutto e per tutto una formula già collaudata e plasmata per le contemporanee esigenze distributive e di confezione delle piattaforme (non a caso il film è co-prodotto da Disney+). Lo stesso Avellino, con la complicità del nutrito cast, nel quale spicca un Maurizio Lastrico nei panni di Gerry in gran forma comica, asseconda tale esigenze dispensando risate con battute e gag semplici ed efficaci, tra cui le scene del parto o della trivellazione nelle quali la temperatura dello humour sale in maniera febbrile. In tal senso, la timeline ci mette più del dovuto a carburare, ma al giro di boa finalmente la scrittura ingrana la marcia giusta e permette alla resa di viaggiare senza particolare intoppi. I personaggi si trovano così ad affrontare piccole odissee personali e familiari in piena campagna, che vanno nel verso contrario di quelle del Pozzetto del cult Il ragazzo di campagna e nella medesima dei protagonisti di La casa dei nostri sogni e Scappo dalla città.
Francesco Del Grosso









