Il segreto della miniera

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7.5 Awesome
  • voto 7.5

Nelle viscere della terra

Il periodo della Seconda Guerra Mondiale è stato macchiato dal sangue di moltissime persone che ha purtroppo bagnato la nostra Terra. Ancora oggi vengono alla luce di tanto in tanto nuove fosse comuni causate da genocidi compiuti nel passato recente ma anche in quello più remoto. La storia che Hanna Slak, regista slovena giù autrice di diversi film e cortometraggi, ha deciso di raccontare ne Il segreto della miniera, ha a che fare proprio con un genocidio del passato. La storia narra le vicende di un minatore bosniaco emigrato in Slovenia nel corso della guerra civile che ha sconvolto i Balcani nella seconda metà degli anni Novanta. Il minatore in questione è Mehmedalija Alic ed è un uomo realmente esistito che ancora oggi lotta per far sì che la verità che egli ha scoperto, e che la regista ha voluto raccontare, sia portata totalmente alla luce.
La storia, seppur rimaneggiata dalla Slak, è basata su fatti storici realmente accaduti e quasi tutti i personaggi che compaino sullo schermo nel corso della proiezione sono realmente esistiti. Seppur la storia parte dai meandri del secondo conflitto mondiale per poi coinvolgere in linea di massima gli strascichi del conflitto civile balcanico, il film è pressoché ambientato ai giorni nostri. Una scelta stilistica della regista per tentare un approccio più funzionale ad un film capace di appassionare il pubblico riportando alla luce un oscuro segreto lasciato nelle viscere di una miniera abbandonata sul confine italiano. Seppur minime, ci sono diverse similitudini tra Il segreto della miniera ed il film, uscito recentemente, di Maximiliano Bruno, Rosso Istria. Mehmedalija Alic (interpretato dall’attore croato Leon Lucev) è un uomo di mezza età, felicemente sposato e padre di un bambino e di una ragazza adolescente. L’uomo ha l’ordine di sigillare questa vecchia miniera, ma una volta entrato in quei tunnel scoprirà una tristissima verità che lo porterà ad una lotta interiore per far emergere la verità su quanto accaduto, nonostante le frizioni e gli ostacoli che incontrerà sul suo cammino. Il film non soltanto illumina un uomo normale erigendolo a vero e proprio eroe normale, ma tratta anche il delicatissimo tema della morte. Non è difficile perciò evidenziare un confronto con le vicende dell’Olocausto (tema che riporta appunto alla seconda grande guerra). Oltre a questo, Alic deve fare i conti con il suo passato da profugo bosniaco, fuggito dalla guerra in Bosnia e giunto in un altro paese dove nonostante egli abbia sempre rispettato regole e leggi e si sia comportato da cittadino modello, il rischio che non venga riconosciuto in quanto cittadino sloveno è sempre in agguato. La cineasta slovena ha voluto infatti fare questo fortissimo parallelismo tra una morte riconosciuta e un’esistenza spazzata via in un attimo. Nel film sono presenti sequenze e momenti di grande regia, ognuno dei quali ha un significato personale e consente al film di alzarne la qualità visiva. Il lavoro concepito da Hanna Slak è stato fortemente significativo tanto che il film ha rappresentato la Slovenia alla corsa ai Premi Oscar del 2018. La storia del minatore Mehmedalija Alic e della sua triste scoperta è una storia che non può e non deve passare inosservata; il compito di questo film è quello di dare voce al “minatore” (titolo del film in lingua originale “Rudar” cioè, il minatore) nel suo tentativo di riportare alla luce questo mistero che sembra però destinato a restare nascosto nel buio. Ancora oggi, nella realtà, questa storia non trova una fine e il minatore Alic si ritrova “sospeso” tra chi lo considera un bugiardo e chi invece crede alla sua storia e sa che, in cuor suo, qualcosa ha veramente scoperto. Un altro aspetto che la Slak ha voluto sottolineare con questo film, è l’arroganza dei giovani che invece di imparare dagli errori del passato, ne commettono altri ancora peggiori e sembrano incapaci di gestire il futuro che loro è stato lasciato. Una critica fortissima quella della regista balcanica che però non intacca un lavoro estremamente toccante e ben concepito. Se volete scoprire il mistero de Il segreto della miniera, cioè Huda Jama (in sloveno la miniera maledetta) la soluzione vi aspetta al cinema dal 31 ottobre in alcune sale selezionate dal circuito Cineclub Internazionale, distributore in Italia del film.

Stefano Berardo

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