I WeirDO

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8.5 Awesome
  • VOTO 8.5

Chi è davvero strambo?

Terzo classificato alla 22a edizione del Far East Film Festival e vincitore del Gelso Rosa Premio MyMovies, partner fondamentale di questa edizione “virtuale” del Festival, è l’originale I WeirDo di Liao Ming-yi.

Stravagante commedia romantica che arriva da Taiwan, I WeirDO (Lo strambo) riporta alla memoria per certi versi il verdoniano Maledetto il giorno che ti ho incontrato come anche il Taika Waititi di Eagle vs Shark, per l’irresistibile bizzarria dei due protagonisti ed il tema trattato, il rapporto d’amore tra ‘strani’; in questo caso, entrambi gli ‘strambi’ soffrono di una patologia specifica: il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC).

I WeirDo si apre con Chen Po-ching (Austin Lin) che, in veste di narratore, si racconta: da voice over, ci illustra il suo disturbo ossessivo-compulsivo e il modo in cui esso condiziona la sua vita, dalla necessità di lavarsi continuamente le mani a quella di uscire di casa vestito quasi come un apicoltore, con impermeabile, mascherina chirurgica e guanti di gomma; una visione che, paradossalmente, ci riporta immediatamente alla realtà Covid che stiamo tuttora vivendo. Ma per chi soffre di DOC, la paura dei germi è una costante che nessuna cura può sanare. La vita ordinata e pianificata di Po-ching viene stravolta però dall’imprevisto: l’inattesa chiusura del solito supermercato lo porterà all’incontro con una ragazza affetta dal suo stesso disturbo: Chen Ching (Nikki Hsieh). Un incontro casuale che entrambi cercheranno di ripetere, riuscendoci, iniziando così a conoscersi, a trovare nuovi modi per frequentarsi, come le improbabili sfide ai rispettivi DOC, finendo infine per andare a vivere insieme. Fin qui, il film si regge su un’ironia acuta e divertente; anche la convivenza risulta facile, tra individui con lo stesso disturbo, che si costruiscono una nuova stabilità compatibile con il proprio DOC. Ma cosa succederebbe se qualcosa rompesse l’equilibrio? Qui il regista dà una svolta amara e a tratti drammatica alla storia, pur non perdendo in levità; l’improvvisa ed inattesa guarigione di uno dei due protagonisti porta lo squilibrio nella coppia, e vano è il tentativo di far sì che nulla cambi. ‘Lo strambo’ aveva trovato la sua normalità nel rapporto d’amore con un suo simile; se uno dei due ‘strambi’ guarisce, diventa ‘normale’ in senso stretto, e lo ‘strambo’ torna ad essere solo nel suo mondo. Ma in fondo non è vero per tutte le storie d’amore? Ci si conosce, ci si innamora, poi si cambia ed accade che ci si veda con occhi diversi. Quella descritta da Liao Ming-yi risulta essere una metafora dell’amore stesso e della vita di coppia, raccontata però attraverso gli occhi di due protagonisti particolari, bizzarri ma deliziosi. L’alchimia tra i due attori protagonisti, poi, è perfetta; e dà alla storia quel tocco di realtà che coinvolge lo spettatore.

Tecnicamente, lo stile del film è lineare e simmetrico; girato con l’iPhone XS, sfrutta le due diverse inquadrature, verticale ed orizzontale, per mostrare il mondo limitato in cui è costretto il protagonista e la sua successiva apertura ad un mondo più grande e complesso; mentre la scenografia sgargiante, geometrica e simmetrica anch’essa, e soprattutto le espressioni dei due protagonisti, rimandano a tratti ai personaggi degli anime, acquisendo via via profondità quando il mondo ‘strambo’ incontra il mondo ‘normale’. I WeirDO è una storia d’amore in equilibrio perfetto tra due mondi, quello degli anime e quello reale, quello di chi soffre di DOC e gli altri; un film fresco, leggero ma al contempo profondo e riflessivo, che ci conduce, nel finale aperto, al significato che ciascuno di noi dà all’amore.

Michela Aloisi

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