Guardiani della Galassia

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8.5 Awesome
  • voto 8.5

Quintetto stellare

In pochissimi potranno, dopo averlo visto scorrere sul grande schermo a partire dal 22 ottobre dopo la presentazione in anteprima (il 21 ottobre) nella sezione “Alice nella città” della nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, obiettare sul fatto che Guardiani della Galassia rappresenti ad oggi una delle più riuscite trasposizioni cinematografiche di un fumetto. Nato nel 1969 dal sodalizio tra Arnold Drake (testi) e Gene Colan (disegni) per entrare a fare parte dello storico universo Marvel Comics, a trentanove anni di distanza un lavoro di restyling portato avanti dal duo formato da Dan Abnett e Andy Lanning ha poi dato nuova linfa vitale alla serie, rinnovandone la formazione protagonista e le avventure. Una scelta, quella di una reincarnazione, che si inserisce in una sorta di filone revival intrapreso dalla casa editrice negli anni 2000, teso al recupero e al rilancio di diversi personaggi creati nella cosiddetta silver age dei comics americani e successivamente accantonati o dimenticati dagli autori. Ed è proprio su questo restyling e sul nuovo team che è incentrato il film, scelto per fare parte della Fase Due del Marvel Cinematic Universe, successiva alla prima culminata, invece, nel 2012 con il fortunatissimo cross-over The Avengers.
A raccontare da dietro la macchina da presa le gesta galattiche del quintetto protagonista è stato chiamato James Gunn, opzione tra quelle possibili (l’altra altrettanto valida e in linea poteva essere rappresentata dal regista di Kick-Ass, Matthew Vaughn) a nostro avviso più che azzeccata visto il carattere irriverente che anima la matrice originale e il fortunato precedente avuto con il riuscitissimo Super – Attento crimine!, con il quale Guardiani della Galassia condivide il registro parodistico, il dna da buddy movie, ma soprattutto l’irriverenza travolgente delle gag e delle battute. Il tutto condito da uno humour nero a tratti scorretto e senza peli sulla lingua, che si riversa su una base sci-fi epica old style che non può non riportare alla mente la saga lucasiana di Star Wars e il cinema di fantascienza degli anni Ottanta. Se nella pellicola del 2011 un fantomatico vendicatore mascherato di nome Crimson Bolt prestò la sua opera per combattere le piccole-grandi ingiustizie della vita quotidiana, ripulendo le strade dalla feccia umana con un campionario di bizzarri ma efficaci ferri del mestiere, in quella del 2014 l’azione si proietta nello spazio infinito, dove l’audace esploratore Peter Quill è inseguito da cacciatori di taglie per aver rubato una misteriosa sfera ambita da Ronan, un essere malvagio la cui sfrenata ambizione minaccia l’intero universo. Per sfuggire all’ostinato Ronan, Quill è costretto a una scomoda alleanza con quattro improbabili personaggi: Racket, un procione armato; Groot, un umanoide dalle sembianze di un albero; la letale ed enigmatica Gomora e il vendicativo Drax il Distruttore. Ma quando Quill scopre il vero potere della sfera e la minaccia che costituisce per il cosmo, farà di tutto per guidare questa squadra improvvisata in un’ultima e disperata battaglia per salvare il destino della galassia.
La nuova pellicola diretta dallo sceneggiatore e regista statunitense è un mix esplosivo di sorrisi, conflitti a fuoco e botte da orbi, che regala alla platea di turno due ore abbondanti di puro intrattenimento, dove azione e divertimento confluiscono per dare origine a uno show stereoscopico in grado di soddisfare tutti i palati, compresi quelli particolarmente esigenti degli appassionati del fumetto. Il 3D aumenta in maniera esponenziale l’esperienza sensoriale del fruitore, che Gunn stimola e arricchisce senza soluzione di continuità con soluzioni tecniche e sequenze dal forte impatto visivo, capaci di catapultare lo spettatore nel vivo dell’azione (vedere ad esempio le scene di battaglia nello spazio).

Francesco Del Grosso

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