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CineSatiricaMente (8): Nessun premio a Venezia per “Succederà questa notte” ! Ma all’autore poteva andare anche peggio…

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Poco tempo fa Nanni Moretti ha incontrato la redazione di CineClandestino, anzi, ci si è proprio scontrato.

Attenzione, tratto da una storia vera!

Alcuni testimoni hanno parlato di 25 minuti di applausi per Succederà questa notte, l’ultimo film di Nanni Moretti presentato in anteprima all’83esima edizione della Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia. Per qualcun altro invece i minuti sono stati 30. I più infervorati parlano addirittura di 50 minuti. E ci sarebbero poi quelli per cui gli applausi sarebbero durati non meno di 2 ore, ma fortunatamente la commissione antidoping del Lido li ha colti in fragrante, constatando un tasso di Spritz nel sangue cento volte superiore a quello consentito all’accreditato medio e comminando loro una squalifica di otto giornate, in vista della prossima edizione del festival…
Nonostante ciò il film di Nanni Moretti è tornato a casa senza premi. E a chiunque, malignamente, stia ora commentando “forse c’è un po’ di giustizia in questo mondo” vorremmo ricordare che il nostro è un mondo in cui può capitare che il pessimo sindaco Gualtieri salga sul palco, a Roma, assieme al non meno deleterio Jovanotti. Quindi altro che “migliore dei mondi possibili”. E vaffanculo Leibniz.

Tornando a bomba, o per meglio dire a Ecce Bombo, gli spiriti più delicati si staranno forse preoccupando del fatto che il povero Nanni possa esserci rimasto male. Li vorremmo pertanto rassicurare che il regista ha ben altro di cui preoccuparsi, al giorno d’oggi. Tipo la sua incolumità personale!
E non ci riferiamo qui a ipotetici spettatori talmente ammorbati dal suo Tre piani, da meditare sanguinose rappresaglie, ma a un increscioso fatto di cronaca che vi era stato fino ad ora celato, nascosto, insabbiato. Un fatto che ha visto protagonista proprio la redazione di CineClandestino. O meglio, due suoi laboriosi ma a volte incauti rappresentanti…
Giacché quella che ci apprestiamo a raccontarvi è a tutti gli effetti una STORIA VERA.

Qualche settimana fa il sottoscritto si era fatto accompagnare al Cinema Greenwich dalla collega Michela Aloisi per vedere assieme Borgo di Stéphane Demoustier, film ambientato in Corsica che destava in entrambi una certa curiosità. E stando alla recensione pubblicata sul sito l’attesa era stata almeno in parte ripagata. Al termine della proiezione, però, si è verificato l’imponderabile.
Come diverse altre multisale il Greenwich prevede veri e propri labirinti, prima che si raggiunga l’uscita, roba che a confronto un horror come Backrooms fa l’effetto di un vecchio, rassicurante numero di Tuttocittà. E alla porticina che dà sulla strada ci si arriva pertanto, eufemisticamente parlando, un po’ stressati. Quella sera poi un “solido” non ancora identificato sembrava ostruire il passaggio sul marciapiede. E così la già menzionata Michela Aloisi ha cominciato a prenderlo a sportellate, nel tentativo di spostarlo. Chi scrive, sbirciando fuori dalla porta, ha però notato che quell’oggetto ingombrante era in realtà….. Nanni Moretti!!!!
Intento, tra l’altro, a pontificare sul film appena visto, attorniato da un gruppetto di amiche o magari “giovani fan” (età media stimata tra i 70 e e gli 85 anni). Visto che il cineasta si limitava a scostarsi, con un certo fair play, di pochi centimetri, giusto per liberare quel tanto il passaggio e senza neanche lamentarsi dei vigorosi colpi sulla schiena, il sottoscritto con altrettanto aplomb si è messo a sussurrare all’indiavolata giornalista cinematografica: “Fai piano, c’è uno spettatore che si è attardato davanti all’uscita, davanti a noi”.
E Michela Aloisi, per niente scossa (del resto era lei a scuotere): “Ah, sì? Allora si levasse!

L’indomita esponente della critica capitolina per giunta è fisionomista quanto un Mister Magoo sotto effetto di acidi, sicché manco si era accorta di chi stesse per travolgere. Pochi passi sul marciapiede e il sottoscritto, laconico: “Sai, mi sa che era proprio Nanni Moretti, quello che stavi prendendo allegramente a sportellate”.
La chiosa di Michela Aloisi: “Sul serio? Ma me lo dovevi dire subito che “lo spettatore” davanti al portone era lui, così gliene davo ancora di più! Lo sai, vero, che non mi sono mai del tutto ripresa, dalla visione de Il Sol dell’Avvenire?.
Arrivati alla macchina, siamo tornati indietro per sincerarci di non essere in preda ad “allucinazioni da cinema corso in una torrida estate” (ottimo titolo per un ipotetico film postumo della Wertmüller). Era decisamente lui. E ci è persino sembrato che, svicolando un attimo dagli sguardi adoranti delle ottuagenarie ammiratrici, ci abbia rivolto un’occhiataccia preoccupata come a dire: “Questi qua hanno due brutte facce da ‘sovranisti’, non è che sono tornati indietro per mettermi sotto con l’automobile?.
Tranquillo, Nanni, tranquillo… ci si vede la prossima volta al Greenwich. Michela Aloisi si sta già allenando con la porta blindata, a casa, per replicare un “saluto adeguato”.
Quando? Chissà, magari “succederà questa notte”.

Stefano Coccia

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