Il direttore del festival Inventa Un Film di Lenola ci racconta la 26esima edizione
Il 4 agosto si è conclusa a Lenola la 26esima edizione del Festival Internazionale Inventa Un Film. Tanti film di qualità presentati dal 29 luglio fino all’ultimo giorno di proiezioni, diverse eccellenze relative al panorama del cinema indipendente italiano premiate. Di tale successo abbiamo parlato con Ermete Labbadia, ideatore e Direttore Artistico della così longeva manifestazione cinematografica.
D: Il Festival Internazionale Inventa Un Film è giunto alla ventiseiesima edizione. Quanto lavoro c’è dietro tanta longevità? E che rapporto si è sviluppato negli anni con la gente e con le istituzioni di Lenola, la località che ospita il festival?
Ermete Labbadia: Il festival attualmente ha 21 sezione competitive, di cui 17 riguardanti gli audiovisivi. Arrivano alla segreteria del concorso quasi 4000 opere cinematografiche e più di 2000 opere letterarie. C’è quindi un lavoro enorme non solo nella fase di selezione delle opere, ma anche in quella di comunicazione coi singoli autori che decidono di iscrivere le loro opere.
Il potenziamento del festival Inventa un Film è stato inserito dall’Amministrazione Comunale di Lenola dal 2022 nel progetto “Lenola Domani” presentato e poi, dopo qualche mese, approvato per il finanziamento nell’ambito degli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) dell’Unione Europea (Avviso pubblico per la rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici). Questo ha dato vita al progetto IBEX. Nell’ambito del progetto IBEX, nella serata di apertura del 26° festival Inventa un Film, è stato proiettato come evento speciale il cortometraggio girato integralmente a Lenola, Fiabexit, che sta ricevendo numerosi riconoscimenti e selezioni (più di 15 al mese) in festival sul territorio italiano ed estero.
Con le istituzioni attualmente il rapporto è ottimo ma ci sono stati anche anni nel decennio passato in cui l’Amministrazione comunale di Lenola non contribuiva per nulla finanziariamente e comunque, nonostante queste difficoltà, il festival è riuscito sempre ad emergere, andare avanti e a rinnovarsi.
Con la gente il rapporto è ottimo… i cittadini contribuiscono con la loro partecipazione ed entusiasmo alla realizzazione del festival.
D:Le diverse sezioni del festival, corti, lungometraggi e documentari, sembrano una vetrina notevole di autori emergenti, non ancora adeguatamente valorizzati dai festival maggiori o da altri canali. Qual è quindi la filosofia che anima la vostra selezione? E quali sono gli autori italiani più importanti che in passato avete ospitato nel concorso cortometraggi, prima che diventassero noti al grande pubblico con le loro opere più mature?
Ermete Labbadia: Una caratteristica rilevante del festival di Lenola è stata sempre quella di lanciare e valorizzare autori, che dopo un arco di tempo hanno ottenuto un grande successo nelle sale cinematografiche o si sono imposti in premi e festival importanti (Oscar, Cannes, Venezia, David, Nastri…) e parallelamente vedere la partecipazione di autori, che hanno deciso di spedire le loro opere al concorso “Inventa un Film” dopo essersi affermati già nei festival e nei premi più importanti del mondo.
Numerosi sono gli autori italiani che hanno partecipato in competizione ad Inventa un Film e che poi si sono affermati in campo nazionale e internazionale. Tra questi Matteo Rovere, Edoardo De Angelis, Sydney Sibilia, Gabriele Mainetti, Francesco Amato, Piero Messina, Susanna Nicchiarelli, Enrico Maria Artale, Claudio Noce, Giulia Steigerwalt, Alessandro Celli, Fabio Mollo, Simone Massi, Nico Bonomolo, Simone Isola, Laura Bispuri, Max Croci, Edoardo Leo, Pippo Mezzapesa, Giuseppe Marco Albano, Ciro D’Emilio, Alessandro Capitani, Giorgia Farina, Ludovico Di Martino, Francesco Lagi, Valerio Vestoso, Paolo Zucca, Carmen Giardina, Aldo Iuliano, Davide Del Degan, Alessandro Grande, Alessandro Aronadio, Gianluca e Massimiliano De Serio, Andrea Jublin, Matteo Oleotto, Lorenzo Corvino, Michele Vannucci, Giulio Mastromauro, Domenico Croce, Simone Scafidi.
D: Le due sezioni, Lungometraggi di finzione e Documentari, che compongono Oro invisibile, si propongono di restituire visibilità a opere poco considerate dalla tradizionale distribuzione in sala. Qual è quindi il problema principale, per cui tanto cinema indipendente con delle qualità non ottiene dalle nostre parti ciò che riesce ad ottenere altrove? E come si può ovviare a tale mancanza?
Ermete Labbadia: Ci sono, purtroppo, in Italia molti lungometraggi, di qualsiasi tematica e di qualsiasi genere (anche commedie, thriller, horror ecc) che nonostante la loro indubbia qualità e a volte la potenziale attrattività per un grosso bacino di pubblico, hanno nelle sale cinematografiche una distribuzione minima, nulla, oppure non adeguata al loro merito, per motivi “politici” o per mancanza di accordi con le major nazionali o con altre società indipendenti con un maggior peso sul mercato interno. Da qui l’attenzione del festival Inventa un Film, che nelle ultime nove edizioni ha assegnato a diversi lungometraggi il marchio di qualità “Oro invisibile”, dando spazio ad alcuni registi di questi lungometraggi con proiezioni integrali dei film e dando voce ad altri con interviste dal vivo e con proiezione di trailer, teaser o brevi spezzoni.
Per ovviare a tale mancanza produzioni e soprattutto distribuzioni dovrebbero avere più coraggio e non guardare esclusivamente al lato economico a breve termine ma si dovrebbero soffermare sulla qualità dei lavori, che oltre a far bene al cinema italiano produrrebbe probabilmente anche maggiori incassi a medio e lungo termine per chi attuasse politiche del genere
D: Spulciando la lista dei film di finzione, abbiamo notato lungometraggi che abbiamo parecchio amato per la loro originalità o per il farsi carico di determinati valori etici, sociali, vedi ad esempio La lunga corsa di Andrea Magnani e Global Harmony di Fabio Massa. Come valutate simili “tendenze”, a nostro avviso tra le più incoraggianti riscontrabili oggi nel giovane cinema italiano?
Ermete Labbadia: Chiaramente la valutazione è positiva e cerchiamo di incoraggiare filmati con queste tematiche anche con introduzione di sezioni specifiche, come per esempio nei cortometraggi “La finestra sociale”, “La finestra sociale – tema Disabilità oltre gli stereotipi”, in collaborazione con AIPD (Associazione Italiana Persone Down) Sud Pontino, il premio Migrantes Comune di Lenola, col coinvolgimento nella giuria del premio specifico dei MSNA (Minori Stranieri non Accompagnati), la sezione a tema Ambiente ecc.
D: Anche sul fronte documentaristico si impongono all’attenzione opere diversissime nell’ispirazione, ma decisamente attuali, in grado di sollecitare una notevole partecipazione emotiva da parte del pubblico. Tali ci appaiono senz’altro Bangarang di Giulio Mastromauro e Una risata ci salverà di Michelangelo Gregori, quest’ultimo da noialtri scoperto grazie ad Indiecinema Film Festival. Come siete arrivati a titoli del genere e cosa vi ha colpito dei due progetti in questione?
Ermete Labbadia: Conosciamo i due registi da decenni, dai loro primi lavori e ne abbiamo seguito e apprezzato l’evoluzione nel corso degli anni. Oltre alle tematiche trattate: “Infanzia e ambiente” in Bangarang di Giulio Mastromauro sule condizioni e i sogni dei ragazzi che vivono a Taranto, e rapporto satira – religione in Una risata ci salverà di Michelangelo Gregori ci ha colpito sicuramente la capacità registica di Mastromauro e l’originalità con cui Gregori ha trattato il tema in questione. La giuria che ha valutato i lavori ha assegnato i premi per miglior regia e fotografia a Bangarang e il premio per il miglior documentario a Una risata ci salverà.
D: Per finire, quali riscontri ha avuto questa edizione e quali prospettive ci sono per il futuro?
Ermete Labbadia: L’edizione è iniziata e finita molto bene. Apprezzatissima da pubblico e giuria la qualità dei lavori selezionati. La partecipazione del pubblico alle proiezioni e agli eventi è sempre crescente, così come l’impatto turistico conseguente. Sicuramente l’obiettivo è mantenere e possibilmente migliorare ulteriormente la programmazione. I successi, inoltre, dei corti prodotti dal festival contribuiranno ad allargare ulteriormente la platea delle persone consapevoli della qualità del festival stesso.
Stefano Coccia









