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What Does That Nature Say to You

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VOTO: 8

Situazioni imbarazzanti

Ecco, ora possiamo finalmente dire che anche quest’anno la Berlinale ha raggiunto un proprio compimento: è arrivato Hong Sangsoo! Già, perché, di fatto, il celebre regista sudcoreano è praticamente di casa nella capitale teutonica (dove, tra l’altro, è stato anche sovente premiato). Poteva mai mancare, dunque, a questa 75° edizione del Festival di Berlino? Assolutamente no. E così, eccolo arrivare, in corsa per l’Orso d’Oro, con la sua ultima fatica: What Does That Nature Say to You. E già da una prima, sommaria lettura della sinossi ci rendiamo conto che ciò davanti a cui ci troviamo riguarda situazioni – indubbiamente spiacevoli e imbarazzanti, ma anche, diciamolo pure, estremamente esilaranti – che ognuno di noi ha in un modo o nell’altro vissuto.

Protagonista di What Does That Nature Say to You, dunque, è il trentenne Donghwa (impersonato da Ha Seongguk), il quale, pur provenendo da una famiglia piuttosto abbiente e rinomata, ha deciso di mantenersi da solo, optando per un tenore di vita decisamente più basso (ma comunque dignitoso) e dedicandosi alla sua grande passione per la poesia. Il giovane ha da tre anni una relazione con Junhee (Kang Soyi) e un giorno decide di accompagnarla in macchina a trovare i suoi genitori, che vivono in una grande villa all’interno di una pittoresca cittadina in cui non mancano punti panoramici e pagode da visitare. Quasi per caso, dunque, i due incontrano nel cortile di casa il padre della ragazza, il quale chiede a Donghwa di fermarsi per un po’ da loro. Alla compagnia si uniranno anche la madre, anch’ella poetessa, e la sorella di Junhee. Cosa accadrà durante queste ore di “convivenza forzata”?
Una strana calma, una straniante sensazione di pace più e più volte evidenziata dallo stesso padre di Junhee nel mostrare il grande giardino di casa al ragazzo, dunque, ben si contrappone a una certa (inizialmente naturale) tensione di fondo: come mai ognuno dei membri della famiglia della ragazza (ognuno per conto proprio) continua a porre a Donghwa sempre le stesse domande, riguardanti la sua automobile usata, la sua barba e la situazione finanziaria sua e della sua famiglia?

Girato volutamente con una qualità video sfocata (proprio come vede senza occhiali il giovane protagonista), What Does That Nature Say to You si distingue per una messa in scena garbata ed elegante, tipica del regista di Seoul, dove lunghi dialoghi e profonde riflessioni sulla vita e, soprattutto in questo caso, sulle relazioni interpersonali, insieme ad ambientazioni in cui è innanzitutto una piacevole tranquillità a regnare suprema, fanno da grandi protagonisti. Tale calma, tuttavia, sembra destinata a durare ben poco. Almeno fino a quando il tasso alcolico (insieme al numero di domande indiscrete) non si alzi notevolmente.
Non mancano, durante la visione di What Does That Nature Say to You, momenti fortemente esilaranti, dovuti anche alle espressioni degli attori e al “non detto”. Ma, al contempo, ciò che viene qui effettuato è una profonda e mai banale analisi sulla società e, nello specifico, sul mondo altoborghese, con tutti i suoi sorrisi di circostanza, i suoi rancori nascosti e le sue ipocrisie. In poche parole, ancora una volta Hong Sangsoo non ha deluso il suo pubblico. Questo suo ultimo lungometraggio è un lavoro gradevole, profondo e intelligente, degna conclusione per un ricco e variegato concorso berlinese.

Marina Pavido

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