Tonno spiaggiato

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6.0 Awesome
  • voto 6

Inaspettate sorprese

Cosa accadrebbe se la persona più importante della nostra vita non volesse più saperne nulla di noi, in seguito a una nostra gaffe? Cosa potremmo escogitare per poter ottenere un suo perdono? Un problema, questo, che riguarda soprattutto il giovane Francesco, bizzarro protagonista di Tonno spiaggiato, opera prima del regista Matteo Martinez, il quale già da molto tempo ha iniziato una proficua collaborazione con l’ormai lanciatissimo Frank Matano, protagonista, tra l’altro, della presente pellicola.
Il nostro Francesco, dunque, è un ragazzo pieno di aspettative che sogna di diventare uno stimato cabarettista. Peccato soltanto che, durante le serate in cui si esibisce, nessuno sembra apprezzare davvero la sua arte. Nessuno, a parte Francesca, una barista che lavora nel locale dove il ragazzo è solito esibirsi e che inizierà con lui una lunga storia d’amore. Tutto sembra andare a gonfie vele fino a quando, durante uno spettacolo, Francesco non troverà un modo per far ridere il suo pubblico, facendo una serie i battute sul peso della sua ragazza. Inutile dire che, da quel momento, la povera Francesca, profondamente offesa e umiliata, non vorrà più sentir parlare di lui. Almeno fino al giorno dei funerali di sua nonna, dove, in preda alla disperazione, si lancerà in un abbraccio con il suo ex fidanzato, per poi pentirsene immediatamente. Come fare, dunque, affinché un simile slancio d’affetto si ripeta? L’unica soluzione sembrerebbe, paradossalmente, proprio quella di uccidere un altro parente della ragazza. La vittima prescelta, dunque, sarebbe proprio l’anziana, ma grintosa zia Nanna.
Malgrado una sinossi indubbiamente accattivante, un lungometraggio come Tonno spiaggiato le sue problematiche le ha eccome. E la cosa si nota sin dall’inizio, dove battute poco convincenti e situazioni al limite della forzatura fanno da apertura a questo lavoro di Martinez. Parecchio sottotono, dunque, i primi minuti del film, dove, oltre alle sopracitate forzature, si affiancano anche momenti privi di pathos che spingerebbero lo spettatore ad abbandonare volentieri la sala. Eppure, nel giro di poco tempo, la situazione sembra cambiare radicalmente. Ciò accade nel momento in cui la storia sembra tingersi di giallo, con un Francesco/Frank Matano in veste di prete maldestro che cerca in tutti i modi – senza riuscirci e, ovviamente, con una buona dose di sensi di colpa – di uccidere l’arzilla Nanna. Momento, questo, in cui una comicità debole e piuttosto banale viene sostituita da una molto più irriverente, che spesso esce dai confini del politically correct e che prevede momenti esilaranti (come la scena in cui vediamo l’anziana e “religiosa” amica di Nanna che, durante la sua quotidianità, non fa altro che bestemmiare o il momento in cui Francesco organizza insieme a un amico una finta apparizione di Padre Pio, al fine di tendere un ulteriore agguato alla povera Nanna) supportati da una regia con non pochi guizzi al proprio interno, come il momento (altamente hitchcockiano, se vogliamo) in cui Francesco guarda il riflesso di Nanna sulla lama di un enorme coltello.
Peccato, dunque, per l’inizio non troppo convincente e per uno script con qualche elemento di troppo lasciato in sospeso (vedi soprattutto la carriera da cabarettista dello stesso Francesco). Soprattutto perché, malgrado possibili remore iniziali, Tonno spiaggiato si è rivelato un lungometraggio tutto sommato divertente, che forse sta a indicare che la collaborazione tra Matteo Martinez e Frank Matano sia davvero qualcosa di riuscito. Ma questo, ovviamente, solo il tempo potrà dircelo.

Marina Pavido

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