The Royal Tailor

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8.0 Awesome
  • voto 8

Il Genio e la prova del Tempo

Il pubblico della 17a edizione del Far East Film Festival accoglie nuovamente Lee Won-Suk con lacrime in sala, standing ovation e 5 minuti di applausi al termine di The Royal Tailor. Secondo film dopo la vittoria del premio del pubblico di due anni fa al suo film d’esordio How to Use Guys with Secret Tips.
Dol-seok è il sarto ufficiale del re, che con grande maestria e rispetto della tradizione crea da 6 generazioni sontuosi abiti per la famiglia reale. Gong-jin è un nuovo talento, un autentico genio della moda, innovativo e fuori dagli schemi. La regina inizia ad avere un certo interesse per i suoi lavori e scatta una rivalità tra i due sarti che cambierà la storia dei vestiti nella Corea dell’epoca Joseon.
I colori sgargianti e tessuti pregiati delle vesti sono i protagonisti visivi di questo film, che grazie ad una fotografia eccezionale ci sono mostrati nella loro maestosa eleganza, dando al film un tocco di grazia assoluta. Abiti che, come più volte ripetuto nel film, devono rispecchiare il contegno e il rango sociale di chi li indossa: è la corte reale ad essere messa in scena, con i suoi intrighi e i suoi giochi di potere.
Il giovane Gong-Jin è un autentico rivoluzionario, che stravolge con le sue opere e con la sua irriverenza i rapporti sociali a corte. E’ un personaggio puro, che agisce solo per la sua volontà di creare il bello. Pur rispettando e ammirando la tecnica del maestro è capace di ispirarlo al nuovo e persino di mostrargli luoghi onirici di assurda bellezza. Distrugge col suo genio la tradizione, ma riesce anche a instaurare con essa (personificata nel vecchio sarto Dol-Seok) un rapporto di reciproco rispetto. Da questo incontro nasce in entrambi un continuo stimolo a migliorare e affinare le loro abilità.
Si crea lungo il film un continuo gioco tra consuetudine e innovazione, tra conservatorismo e inventiva, che culmina con la decisiva vittoria del genio creativo e della bellezza. Ma la storia non sempre ricorda chi davvero ne ha scritto i momenti decisivi.
Anche gli altri personaggi sono costruiti con grande accortezza: la regina casta e distaccata del resto del mondo ma sempre decisa e orgogliosa, il re con la sindrome del fratello minore che sente di non possedere nulla di proprio se non gli scarti degli altri, l’alta nobiltà e la sua sconfinata ambizione. E’ un film che ci parla di amore e di invidia, di rispetto e di coraggio nella creazione artistica. Le storie di tutti si intrecciano in una trama complessa, e culminano in un finale che viene risolto con ottime scelte di regia.
Lee Won-Suk si distanzia notevolmente dal suo precedente film, mostrandoci le diverse inclinazioni e la forte e nuova ambizione di questo sorprendente regista, eppure ritroviamo in diversi punti la sua firma, con scene surreali e un umorismo strepitoso. Cattura il pubblico per divertirlo e commuoverlo, conquistando ancora una volta il cuore del Festival.

Mattia Pellegrini Miani & Tommaso Romanelli

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