Far East Film Festival 2015: presentazione

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Il 17 porta fortuna!

Si dice che il 17 non sia un numero particolarmente fortunato, ma la line up di questa nuova edizione del Far East Film Festival, la 17esima appunto per la kermesse friulana dedicata al cinema popolare dell’Estremo Oriente organizzata con grandissima passione e competenza dal CEC (Centro Espressioni Cinematografiche) e diretta dal duo Sabrina Baracetti e Thomas Bertacche, sembra almeno sulla carta voler smentire la secolare diceria. Inutile stare qui a elencare i meriti e i pregi di una manifestazione che anno dopo anno è cresciuta sempre di più, guadagnandosi un posto di diritto nella All of Fame del circuito festivaliero grazie a un connubio perfetto tra qualità e varietà dell’offerta. Non è un caso, infatti, che figuri tra i cinquanta Festival più importanti del mondo secondo Variety. Basterebbero un simile riconoscimento e l’occhio fisso di una videocamera puntata sul foyer o sulla platea del Teatro Nuovo Giovanni da Udine per documentare la grandissima affluenza di pubblico registrata nelle passate edizioni, a rappresentare due validi e ottimi motivi per puntare su una realtà che è diventata a tutti gli effetti una vera e propria certezza, fiore all’occhiello non solo della cultura locale e regionale, ma in primis nazionale e internazionale. Questo, però, sembra non essere sufficiente a convincere coloro che seminano ed elargiscono alla cieca fondi ministeriali e statali a manifestazioni che non possono e non riescono a godere della medesima portata in termini di riscontro da parte degli addetti ai lavori e non, a contribuire in maniera significativa alla causa portata avanti dal FEFF. Una causa che forse, anzi probabilmente, chi occupa le poltrone che contano non ne ha ancora compreso l’importanza sia da un punto di vista culturale che da quello economico, con la costruzione sempre più solida di un ponte di interscambio cinematografico e non solo in grado di collegare l’Italia all’Oriente, trasformando la città di Udine nella sua colonna portante. Senza dimenticare la possibilità di poter vedere dei film che, altrimenti, sarebbe difficile, se non impossibile, reperire nel poco lungimirante mercato nostrano. Detto questo, a mettere subito le cose in chiaro, perché alla fine sono i fatti a contare e non le parole, ci pensano un’apertura e una chiusura con il botto, affidate rispettivamente all’ancient Roman action Dragon Blade di Daniel Lee e al great action-adventure The Taking of Tiger Mountain di Tsui Hark. Nel primo, Lee porta sul grande schermo un super kolossal d’intrattenimento mozzafiato su scala epica, dove la coppia formata da Adrien Brody e John Cusack affianca il mitico Jackie Chan, quest’ultimo grande ospite di questa edizione, per raccontare un entusiasmante scontro di civiltà sulla Via della Seta tra antichi romani e guerrieri della Dinastia Han. Nel secondo, il collega di origini vietnamite, leggendario pioniere della new wave hongkonghese degli anni Ottanta, partendo dalle pagine del romanzo “Tracce nel bosco innevato”, mostra il duello senza esclusione di colpi tra il feroce bandito Hawk, asserragliato in una fortezza durante la guerra civile del 1946, e l’investigatore Yang, infiltrato sotto copertura tra le fila della banda criminale. Non c’è che dire, due autentiche bombe di adrenalina sganciate sulla platea di turno.

Nel mezzo una dieci giorni davvero entusiasmante e ricca di appuntamenti, proiezioni, incontri, eventi, campus, workshop e laboratori, che animerà dal 24 aprile al 2 maggio allargandosi a macchia d’olio le strade della città, ma soprattutto gli spazi, le sale e gli schermi del Teatro Nuovo Giovanni da Udine e del Visionario. Il tutto preceduto da un pre-apertura di assoluto prestigio e attesa che porterà alla kermesse friulana nella serata del 23 aprile udite udite Joe Hisaishi. Il celebre compositore, pianista e regista nipponico, autore di indimenticabili colonne sonore per alcuni capolavori di Miyazaki e Kitano, dirigerà la RTV Slovenia Symphony Orchestra in un concerto sold out (1000 biglietti volatilizzati nel giro di 24 ore) che si preannuncia indimenticabile, al termine del quale riceverà il Gelso d’Oro alla carriera. Ma le chicche non sono di certo finite con una line up che regala altre emozioni forti e almeno una dozzina di sorprese pronte a travolgere i cosiddetti fareasters (una famiglia tanto vasta quanto trasversale che include appassionati, giornalisti, addetti ai lavori, studenti, docenti, semplici curiosi), per un totale di 70 film in concorso, di cui 13 anteprime internazionali e 25 europee, provenienti da ben undici cinematografie (Hong Kong, Giappone, Cina, Corea del Sud, Singapore, Filippine, Taiwan, Thailandia, Indonesia, Vietnam e, per la prima volta, Cambogia), più un omaggio al Sitges International Fantastic Film Festival attraverso una selezioni di cinque opere scelte fra quelle presentate alla scorsa edizione (tra queste The Duke of Burgundy di Peter Strickland visto anche al 32° Torino Film Festival). Tra questi troviamo in una rapida carrellata alcune pellicole particolarmente attese, a cominciare dai due capitoli horror sci-fi in salsa nipponica di Parasyte realizzati da Yamazaki Takashi dalle tavole del bestseller manga di Hitoshi Iwaaki, proseguendo con lo spy-thriller made in Hong Kong dal titolo Helios di Longman Leung e Sunny Luk, l’esordio alla regia con il ritratto generazionale on the road The Continent del noto blogger Han Han, infine lo scuro e solenne gangster movie sudcoreano Gangnam Blues di Yu Ha, per chiudere in bellezza con l’adorabile e irriverente Women Who Flirt, che segna il ritorno di Pang Ho-Cheung ai territori della romantic comedy.
Il risultato è un tripudio di generi che esplora a 360° la produzione popolare asiatica dell’annata, passando in un battito di ciglia dai blockbuster polverizza-botteghino ai futuri cult movie e agli outsider, con uno sguardo rivolto al documentario (da non perdere In the Kingdom of Dreams and Madness di Mami Sunada che ci permette di entrare con una grazia tutta nipponica nel mondo tanto leggendario quanto inaccessibile dello Studio Ghibli), al cortometraggio e anche al passato, in questa edizione dedicato a due importanti restauri di pietre miliari come Stage Sisters (1964) di Xie Jin e The Tragedy of Bushido (1960) di Morikawa Hidetaro, ma anche ai Martial Arts hongkonghesi grazie a una retrospettiva che proporrà un greatest hits da brividi: dall’immortale The Way of the Dragon di sua maestà Bruce Lee al cult The Young Master di Jackie Chan, da un classico come Spooky Encounters di Sammo Hung a un altro classico come Rightings Wrongs di Corey Yuen, senza ovviamente dimenticare Once Upon a Time in China 2 di Tsui Hark.

E pensare tutto ciò viene fatto solo con lo sforzo congiunto di partner privati, istituzioni locali e fondi regionali. Visto il sopraccitato programma e gli ospiti che interverranno nell’arco di questa 17esima edizione viene da chiedersi allora: cosa avrebbero potuto fare gli organizzatori della kermesse con una mano in più? Non abbiamo la palla di vetro per scoprirlo, ma una cosa è certa: avrebbero fatto ancora meglio di quanto hanno già dimostrato di aver saputo fare nonostante le difficoltà. A noi di Cineclandestino che la seguiremo in diretta con recensioni e approfondimenti quotidiani, basta e avanza.

Francesco Del Grosso

Riepilogo recensioni per sezione del Far East Film Festival 2015

Competition

My Ordinary Love Story di Lee Kwon

Ecotherapy Getaway Holiday di Shûichi Okita

Dragon Blade di Daniel Lee

Confession di Lee Do-yun

Ode to My Father di JK Youn

Kung Fu Jungle di Teddy Chen

La La La at Rock Bottom di Yamashita Nobuhiro

The Royal Tailor di Lee Won-suk

Brotherhood of Blades di Lu Yang

Second Chance di Kung Wen-yen

Sara di Herman Yau

Helios di Longman Leung e Sunny Luk

The Continent di Han Han

The Wicked di Yoo Young-seon

The Curtain Rises di Motohiro Katsuyuki

The Last Reel di Sotho Kulikar

Cart di Boo Ji-Young

100 Yen Love di Take Masaharu

Hollow di Tran Ham

Tha Taking of Tiger Mountain di Tsui Hark

Port of Call di Philip Yung

My Brilliant Life di E J-yong

Parasyte – Part 1 di Takashi Yamazaki

Parasyte – Part 2 di Takashi Yamazaki

Tokyo Love Hotel di Ryuichi Hiroki

Documentaries

Garuda Power: The Spirit Within di Bastian Meiresonne

Sitges Reloaded

The Duke of Burgundy di Peter Strickland

Magical Girl di Carlos Vermut

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