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The Gesuidouz

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VOTO: 8

Qual è la funzione di una papera di gomma?

In concorso nella sezione Long Play Feature del Seeyousound Festival ed in anteprima italiana, il giapponese The Gesuidouz di Kenichi Ugana è una divertente commedia dai tratti surreali, imprevedibile e disarmante, come è nello stile del regista, che la nostra redazione ha apprezzato negli anni grazie a opere come Wild Virgins e Moja, tra supereroi vergini con poteri da mago alla Harry Potter ed alieni con le fattezze di un pupazzo di peluche un po’ Gizmo un po’ Yoda, la cui cifra stilistica è quella della gentilezza e dell’empatia verso gli altri.

Protagonista, una malmessa punk band, i Gesuidouz; seguita da un unico fedele fan, a causa dello scarso successo è sul punto di essere mollata dalla propria etichetta discografica, che offre però loro un’ultima possibilità: ritirarsi in campagna per scrivere una nuova canzone nella speranza che diventi la hit che cambi le sorti del gruppo. I quattro membri della band, la cantante Hanako, il batterista Santaro, il bassista Ryuzo ed il chitarrista Masao, arrivano così in un desolato paesino di campagna, accolti con calore da una anziana contadina che gli consegna una casa tutta per loro, cibo genuino ed un delizioso cane shiba di nome Pochi, subito ribattezzato da Hanako John Cage.

Quello che sembrava un semplice ritiro musicale diventa per i ragazzi la scoperta di un mondo bucolico che li riconcilierà con la vita, grazie soprattutto al sostegno morale della stessa signora, inaspettato balsamo per le loro anime di musicisti sconfitti: sebbene ammetta di non capire la loro musica, è sempre pronta ad elogiarla, ammirata dalla creatività dei ragazzi, ripagando finanche i loro concerti per mucche ed ortaggi con doni alimentari. Il primo compenso per un live dei Gesuidouz, verdure ed ortaggi freschi, sarà la pietra miliare per il morale dei ragazzi, il cui cambiamento si farà sempre più evidente: via i vecchi abiti, ecco apparire colorati kimono e schiere di paperelle di gomma, che rimandano alla memoria Harry Potter ed il papà di Ron, Arthur Weasley, quando chiede -seriamente interessato- ad Harry “Qual è esattamente la funzione di un’anatra di gomma?”.

E tra una catastrofe nel lavoro agricolo ed una appetitosa cena cucinata dall’ottimo cuoco Santaro, la passione di Masao per gli ohagi (dolci di riso ed azuki, i tipici fagioli rossi), i consigli da guru del cane John Cage e le silenziose jam creative guidate da Hanako ed ispirate da un fervido immaginario horror (da Braindead di Peter Jackson a The Mutations di Jack Cardiff, da Un lupo mannaro americano a Londra di John Landis a Suspiria di Dario Argento), di notte sul viso di Hanako appare il suo primo sorriso, mentre la rinnovata ispirazione porta alla creazione della agognata hit ed al successo mondiale. Senza entrare in particolari, il finale è tuttavia agrodolce, mentre la band suona una canzone dai ritmi punk rock e l’anima malinconica in quella che per loro è diventata la Glastonbury del Giappone: la stalla della loro fan campagnola. Una canzone toccante che parla di Zombie, per chi, come la stessa Hanako, ride ai film dell’orrore e piange con il punk.

Il punk non è morto, sembra dirci Kenichi Ugana; laddove il punk non è fatto di borchie ed anarchia ma piuttosto di anticonformismo e libertà individuale, la libertà di essere se stessi contro il conformismo delle masse. I Gesuidouz sono per certo verso dei disadattati nel nostro mondo, ma sono come diamanti da sgrezzare, con il proprio talento unico ed una gentilezza innata, che nella vita di campagna trovano l’habitat armonico in cui sbocciare. D’altronde potremmo quasi definire punk lo stesso stile registico, con trovate visionarie e personaggi decisamente sopra le righe, situazioni surreali e momenti onirici; uno stile che chi scrive trova assolutamente irresistibile, dove la commedia stralunata si apre in mille sfaccettature, dalla magia di Wild Vergins alla fantascienza di Moja, fino alla musica e all’unicità del mondo punk di The Gesuidouz, con il tratto comune del mostrare al proprio pubblico la potenza della gentilezza e dell’umanità che salvano, guariscono, portano ad un cambiamento profondo nel cuore e nella vita dei protagonisti e del mondo.

Michela Aloisi

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