Le olive della discordia
Le tradizioni e le vecchie abitudini si sa sono dure a morire, così come i pregiudizi quando queste vengono messe in discussione o sono oggetto di un tentativo di rinnovamento. È quanto Nikola Brunelli e i suoi compagni di scrittura Emanuele Mochi e Giuseppe Brigante hanno voluto ribadire nel cortometraggio da titolo Superbi, che in una manciata di mesi dalla sua prima apparizione pubblica ha collezionato più di trenta selezioni (tra cui quella al Bif&st 2025) e una decina di riconoscimenti nel circuito festivaliero internazionale prima di approdare in concorso all’ottava edizione del Saturnia Film Festival, laddove abbiamo avuto modo di vederlo e apprezzarlo.
Il regista e sceneggiatore anconetano ci porta in quel di Ascoli Piceno, dove la tradizione culinaria si scontra con le sfide della modernità. Ed è qui che va in scena una vicenda che punta tanto a divertire quanto a fare riflettere lo spettatore di turno con la lama affilata della satira. Protagonista della storia è Fulvio Superbi, un vecchio maestro delle olive ascolane, titolare di una storico locale nel centro di Ascoli Piceno. Nell’ultimo periodo ha perso il piglio e la passione degli anni d’oro. Nel mentre si trova a dover rivaleggiare con Ismail, italiano di seconda generazione che ha da poco aperto un negozio di olive fritte nella periferia di Monticelli che, incredibilmente, è in poco tempo diventato uno dei locali più popolari della città. Fulvio dal canto suo farà di tutto per ostacolare l’ascesa del rivale, fino a che non si renderà conto di aver trovato in Ismail il degno erede della sua attività.
Brunelli non si limita a raccontare una storia di competizione, ma utilizza anche elementi comici per mettere in discussione i pregiudizi e le paure nei confronti degli immigrati, inclusa la poca fiducia nei confronti dei giovani. Lo fa con uno humour brillante e tagliente, che non sfocia mai nel banale. Humour che diventa l’arma in più di una commedia dal tocco e dalle atmosfere mistery che ha in dotazione una serie di messaggi semplici e diretti con e attraverso i quali gli autori dello script affrontano tematiche universali e rilevanti come l’ignoranza, i comportamenti conservatori e di ottusa mentalità che si ostinano a chiudersi al nuovo, ma anche le tensioni tra le generazioni e le differenze culturali. Il tutto prende forma e sostanza in Superbi, un’opera in cui sono trovano spazio anche materiali d’archivio e l’animazione (omaggio a Ratatouille) e dove sono le situazioni, le battute e i duelli verbali tra i due personaggi principali e chi li interpreta a fare la differenza, a cominciare da quella di un Giorgio Colageli sempre in grande spolvero nei panni di Fulvio, al quale risponde un altrettanto efficace Maurizio Bousso in quelli di Ismail, che conferma quanto di buono ha offerto tra gli altri nel ruolo di Patrick ne Il Legionario.
Francesco Del Grosso








