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Slow Train Coming

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VOTO: 7

Attesa infinita

In questi giorni di presenza assidua all’Asian Film Festival 2026 siamo riusciti anche a buttare un occhio sul Concorso Cortometraggi. Come in altre edizioni uno sguardo problematico su rapporti famigliari e di coppia pare essere il denominatore comune dei diversi corti provenienti di volta in volta da Cina, Singapore, Taiwan.
Emblematico il caso dello straniante Between Waves del film-maker cinese Wantao Liu, che con poche pennellate riesce ad affrescare il complicato, conflittuale rapporto tra due fratelli lontani da casa, in una location marittima che già da sola sembra definire il mood delle loro interazioni e i toni di un dialogo sempre più frammentario e stentato.

Il lavoro che ci ha maggiormente incuriosito, però, è ugualmente connotato da una matrice cinese ma con un singolare, interessante sbocco in Italia. Slow Train Coming, sottotitolo Natura morta, è difatti il corto che un altro cineasta orientale emergente, Shuo Chen, ha realizzato in Toscana presso l’ameno borgo di Monte San Savino, provincia di Arezzo. E a rendere ancora più sapido tale progetto vi è il fatto che sia stato concepito nell’ambito di un workshop guidato dal celebre regista spagnolo Victor Erice, che ha dato lustro al piccolo comune italiano.
Come si può facilmente intuire dalla cornice in questione, gli amabili scorci della cittadina arroccata nel verde della Val di Chiana sono una componente cui l’autore ha saputo dare il giusto rilievo. Ma per il resto Slow Train Coming, titolo che sembra evocare anche un’intensa ballad di Bob Dylan, ha risvolti decisamente intimisti: inizialmente ritratto mentre si prepara la cena, con una sicuramente deliziosa bruschetta in primo piano (sulla qualità dell’olio della zona non nutriamo infatti alcun dubbio), il protagonista è un uomo solo un po’ avanti con gli anni, che da tempo brama di incontrare una matura, gentile signora cinese conosciuta sul web, Il loro rapporto è stato filtrato finora dallo schermo di un PC. Eppure, l’ormai imminente viaggio in Italia della donna assieme a un gruppetto di connazionali potrebbe offrire loro la possibilità di vedersi di persona, ipotesi caldeggiata soprattutto dal posato ma ancora arzillo toscanaccio. Ciò che i due stanno provando a distanza ad organizzare è un incontro alla stazioncina di Monte San Savino. Si sa che i treni italiani non sono sempre affidabili e si prospetta quindi un’attesa lunga. Il problema però potrebbe non coincidere coi classici ritardi di Trenitalia. E l’attesa del protagonista rischia così di diventare infinita, dando al corto un retrogusto quasi beckettiano.

Stefano Coccia

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