Spring

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6.0 Awesome
  • voto 6

Cambio di stagione

Spring è un film del 2014, scritto e diretto da Justin Benson e Aaron Moorhead.
Lo sa bene Giuseppe “Pupi” Avati quanto possano essere inquietanti le località della nostra bella penisola, i paeselli e le campagne della Bassa padana avvolte nella nebbia, i boschi friulani ripresi da Lorenzo Bianchini in Oltre il guado (2013) o il folklore della Val di Fassa ritratto da Stefano Lodovichi  nel recente In fondo al bosco (2015). Sono luoghi a noi vicini, legati alla memoria e che nutrono l’immaginario collettivo quando ha bisogno di posti familiari e ben conosciuti per potersi sviluppare appieno. Sembrano saperlo anche Justin Benson e Aaron Moorhead, una coppia di registi americani che, partendo da alcuni scorci di Roma, arrivano fino alle coste pugliesi: la penisola dipinta dagli occhi del turista americano e raccontata per interposta persona.
Perché a visitarla, l’Italia, è proprio Evan (Lou Taylor Pucci), che dopo la morte della madre e dopo aver perso tutto decide di girare l’Europa ritrovandosi alla fine proprio a Polignano a Mare (Puglia). Tra divertimenti più o meno superflui e scorribande con gruppi di vacanzieri incontrati lungo la sua strada, Evan conoscerà Louise (la bellissima Nadia Hilker), della quale si innamorerà senza conoscere il segreto che questa porta con sé.
Il plot da cui partono i due cineasti americani, che nello stesso anno hanno realizzato V/H/S: Viral (unione di cortometraggi girati in stile found-footage) ed ancora prima Resolution (2012), doveva dar vita nelle più sincere intenzioni ad un vero e proprio “romance horror”, un ibrido tra una perfetta storia d’amore ed una invece paranormale. Il pretesto della morte della madre, che spinge Evan ad esplorare i litorali affacciati sul mare, è purtroppo scollegato dal resto della vicenda, dal bisogno del protagonista di ritrovare un punto di riferimento sentimentale incarnato nella sfuggente Louise, restando quindi un mero cavillo da cui far partire l’avventura. La love story tra i due sicuramente funziona, aiutata anche dalla colonna sonora e dai paesaggi da cartolina immortalati nel film. La forza dei registi statunitensi risiede nell’aver dato forma ad un meta-roadmovie dove il senso del viaggio dentro la comunità è ben incarnato da Angelo (il compianto Francesco Carnelutti), un agricoltore presso il quale Evan presta servizio in cambio di un alloggio.
Purtroppo la magia contenuta in Spring, però, si esaurisce presto. Laddove infatti il lato passionale è ben architettato e riesce a coinvolgere al punto da sperare in un “happy ending”, il lato oscuro tende invece ad affievolire (se non addirittura a vanificare) tutta la narrazione. Non di certo dal punto di vista prettamente visivo, dove i due cineasti sono capaci di spiazzare lo spettatore con una fotografia asettica ma coerente con i toni misteriosamente omertosi del paesello pugliese, ma di certo per gli sviluppi successivi della vicenda. Il lavoro di Justin Benson e Aaron Moorhead sposta il contrappeso quasi totalmente sulla parte “romance” del prodotto, creando uno sbilanciamento che sacrifica eccessivamente la tensione e l’angoscia nei momenti orrorifici. Inoltre, la risoluzione dell’arcano (chi è Louise? da quale indicibile male è affetta?) alza troppo l’asticella e manifesta più del dovuto, dando a tratti l’impressione che sia più funzionale ad introdurre un excursus storico dei luoghi ripresi piuttosto che puntare esclusivamente alla conclusione del racconto. L’amore mostruoso perché impossibile tra i due, da cui parte il film nei propositi della sceneggiatura e che probabilmente doveva restare tale, cede il passo ad una storiella tenera ma patetica, sempre al limite del ridicolo. A maggior ragione nel momento in cui gli autori s’infilano nel groviglio dell’inverosimile e finiscono per smarrire la via d’uscita.
Spring ha di certo il merito di battere su sentieri che i registi nostrani sembrano aver abdicato da tempo, salvo qualche rara eccezione, eludendo non solo gli stereotipi di genere ma anche quelli più pericolosi legati all’immagine dell’Italia all’estero. In modo forse prolisso ma sicuramente limpido, i due registi statunitensi raccontano l’incontro tra due anime così diverse tra loro che mai avrebbero potuto passare inosservate, incorniciandolo dentro un’aria rarefatta che non basta però a mantenere in piedi tutta l’architettura del racconto. Una storia dalle lievi venature lovecraftiane tende allora a diventare una banale metafora in cui il sentimento supera le barriere della diversità senza però mai portarci realmente alle lacrime.
Il film è disponibile su supporto dvd e blu-ray, distribuito dalla “Midnight Factory” per Koch Media. Tra i ricchi extra presenti all’interno del disco – oltre al consueto trailer originale – una serie di interviste molto divertenti ai registi ed a tutto il cast, compresi i produttori esecutivi, davvero da non perdere se si vuole respirare l’atmosfera amichevole dei giorni delle riprese; un finale alternativo a quello presente nella pellicola originale, tutto da scoprire; alcune clip sulle scene eliminate, sugli effetti visivi utilizzati e sulle origini di Spring.

Riccardo Scano

Spring-dvd-coverSpring
Regia: Justin Benson, Aaron Moorhead
USA, 2014  Durata: 109′
Cast: Lou Taylor Pucci, Nadia Hilker, Francesco Carnelutti
Lingue: Italiano 5.1 DTS, Italiano 5.1 Dolby Digital, Inglese 5.1 Dolby Digital  Sottotitoli: Italiano
Extra: Interviste, Finale alternativo, Evan ti odio, Scene eliminate, Scrivimi una lettera, Le origini di Spring, Il talento di mr. Evans, Effetti visivi, Lo pseudogangster e la sua ragazza

 

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