Sinkhole

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5.0 Awesome
  • VOTO 5

Si cade sempre più in basso

Come da tradizione non poteva mancare all’interno del ricco cartellone del Florence Korea Film Fest, a maggior ragione nell’edizione in cui si celebra il ventennale, il disaster movie di turno. Ed ecco affacciarsi sugli schermi reali e virtuali della rassegna toscana quello firmato da Kim Ji-hoon dal titolo Sinkhole, presentato in quel di Firenze nella sezione “Orizzonti Coreani” dopo l’anteprima mondiale nella splendida cornice della Piazza Grande del Festival di Locarno 2021.
Con la sua sesta fatica dietro la macchina da presa, il regista sudcoreano torna al filone catastrofico con il quale si era già confrontato con risultati altalenanti in altre due occasioni: da prima con il traballante Sector 7 e poi con il più convincente The Tower. Dopo avere raccontato la battaglia di un degli operai di una piattaforma petrolifera contro una spaventosa creatura marina e l’odissea degli ospiti e dei vigili del fuoco per sopravvivere e domare un incendio scoppiato in un lussuoso complesso residenziale di Seoul, Kim Ji-hoon ci mostra la lotta per la sopravvivenza di un gruppo di terremotati di un quartiere periferico della Capitale. Tra questi figurano Dong-won e la sua famiglia, che da poco si sono trasferiti in una casa comprata dopo anni di duro lavoro nel condominio al centro della tragedia. Pieno di felicità per il traguardo raggiunto, l’uomo invita i suoi colleghi per una festa di inaugurazione dell’appartamento. Ma la forte pioggia caduta la sera prima, crea una gigantesca voragine, e in una manciata di minuti, la casa e tutte le persone al suo interno vengono inghiottite. Centinaia di metri sotto la voragine, Dong-won, il suo vicino Man-su e gli sfortunati ospiti devono trovare una via d’uscita. Il tutto mentre la pioggia torna a cadere incessante, con la voragine che comincia a riempirsi d’acqua. Ne scaturisce una vera e propria lotta contro il tempo, con i soccorsi dall’esterno che tentano in tutti i modi di aiutare i sopravvissuti a trovare una via d’uscita.
Come nelle pellicole precedenti, anche stavolta l’autore strizza l’occhio alle produzioni hollywoodiane, scontrandosi però con i limiti di una CGI lontana visivamente e qualitativamente dagli standard richiesti dal filone in questione per risultare credibile e spettacolare. CGI che, al contrario di quanto visto in Sinkhole, ha dato un forte contributo alla causa di altri prodotti appartenenti al medesimo filone battenti bandiera sudcoreana e sicuramente più riusciti: dal capostipite Tidal Wave di Yoon Je-kyoon al più recente Ashfall di Byung-seo Kim e Hae-jun Lee (film d’apertura Far East Film Festival 2021), passando per Pandora di Park Jung-Woo e Tunnel di Kim Seong-hun. Lo stesso Kim Ji-hoon nel suo The Tower aveva dato vita a un disaster movie più convincete da questo punto di vista, cosa che purtroppo non si è ripetuta stavolta, dove proprio gli effetti davvero poco speciali, espressione produttiva di un vorrei ma non posso, ha finito con il rappresentare il tallone d’Achille. Lo scarso impatto visivo, mescolato all’artigianalità dei VFX utilizzati per ricreare la gigantesca voragine che ha inghiottito l’intero palazzo, depotenzializzano e di molto la resa. Del resto, in un blockbuster come questo, l’efficacia degli effetti speciali è determinante ai fini della riuscita. Venendo meno, di conseguenza, s’innesca una reazione a catena che va a inficiare su tutte le altre componenti strutturali, a cominciare dalla regia. Nonostante gli sforzi profusi dal cineasta sudcoreano in fase di ripresa, infatti, Sinkhole non regge l’urto del grande schermo, scendendo ben al di sotto delle normali aspettative.
Peccato, perché Kim Ji-hoon si presenta allo spettatore con un disaster movie sui generis per quanto concerne la scrittura. Pur seguendo alla lettera le regole d’ingaggio tipiche del filone, lo sceneggiatore Jeon Cheol-Hong  consegna nelle sue mani uno script che coglie inizialmente in contropiede lo spettatore. Si parte, infatti, con il tono leggero della commedia, con le solite schermaglie tra dirimpettai a provare a strappare qualche risata, almeno sino allo scoccare del trentatreesimo minuto, quando la terra inizia a tremare e il palazzo a sprofondare. Nonostante il dramma in atto, il film mantiene il medesimo tono per poi iniziare a disperderlo gradualmente in prossimità del giro di boa dell’ora per lasciare spazio unicamente a quello più serioso. In quel momento, Sinkhole entra nel recinto del canonico e ci si adagia.

Francesco Del Grosso

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