Florence Korea Film Fest 2022: presentazione

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Avere vent’anni

Correva l’anno 2002 quando nasceva una delle rassegne più importanti tra quelle dedicate alla cinematografia coreana organizzata fuori dai confini nazionali. Ad ospitarla la splendida città di Firenze, laddove l’Associazione Culturale Taegukgi – Toscana Korea Association e il direttore artistico Riccardo Gelli da un ventennio a questa parte danno vita al Florence Korea Film Fest, con l’obiettivo di promuovere ill seducente universo culturale coreano attraverso la lente d’ingrandimento del grande schermo, delle esposizioni d’arte e dei convegni. Tra prime visioni e classici contemporanei, la manifestazione, unica nel suo genere in tutta Italia, offre documentari, cortometraggi, film e ampie retrospettive sui principali registi del Paese ospitato, con la partecipazione degli stessi autori tra cui Kim Ki-duk, Park Chan-wook, Lee Chang-dong e Bong Joon-ho.
Questi sono solo alcuni dei protagonisti che sono transitati nella kermesse toscana nel corso delle passate stagioni, ai quali si vanno ad aggiungere quelli altrettanto prestigiosi che animeranno il tappeto rosso della ventesima edizione, che si terrà a Firenze e in remoto dal 7 al 15 aprile nei cinema La Compagnia (sala principale della manifestazione), Stensen, MAD Murate Art District e online sulle piattaforme Più Compagnia e Mymovies. Tra le star che faranno la loro comparsa nella nove giorni fiorentina ci sono Hwang Dong-hyuk e Lee Jung-jae, rispettivamente regista e attore di Squid Game; il maestro del cinema coreano Im Sang-soo; la regista Shin Su-won, tra le più rappresentative del mondo femminile della Corea del Sud; e l’attore Cho Jin-woong insieme al regista Lee Kyu-man. Un autentico parterre de rois, questo, per festeggiare un’edizione speciale, quella in cui la kermesse spegne le sue prime venti candeline.
L’inaugurazione è affidata al regista Im Sang Soo, che venerdì 7 aprile sarà presente in sala per incontrare il pubblico e introdurre, per la prima volta in Italia, il suo ultimo film Heaven: to the Land of Happiness. Presentato al Busan International Film Festival (BIFF) è un road movie interpretato da Choi Min-sik (tra più famosi attori in Corea del Sud, storica la sua interpretazione in Oldboy) nei panni di un detenuto malato terminale che scappa con Park Hae-il (The Host) anch’egli gravemente malato che non può permettersi le cure necessarie in un’avventura che diventerà il loro viaggio alla ricerca della felicità. Nel cast anche Yuh-Jung Youn, la nonna non convenzionale Soonja di Minari. Chiuderà la kermesse l’atteso Escape from Mogadishu del regista Ryoo Seung-wan. Il film, campione d’incassi al botteghino in Corea del Sud è basato su una storia vera, ambientato durante la guerra civile a Mogadiscio quando i diplomatici rivali della Corea del Nord e del Sud rimangono intrappolati insieme e uniranno le forze per riuscire a scappare.
Il festival racconta in 80 film la Corea del Sud in un programma diviso per sezioni. Si parte con i maggiori successi al botteghino in “Orizzonti Coreani”, che comprende tra gli altri Hard Hit, debutto alla regia di Kim Changju, un thriller intenso e imprevedibile che inizia con una chiamata anonima sulla presenza di una bomba a bordo di una macchina; Guimoon: The Lightless Door, ambizioso horror diretto da Kim Yong-wan, che omaggia la tradizione dei luoghi abbandonati e infestati strizzando l’occhio al mokumentary; e Midnight del regista Kwon Oh-seung, un thriller dove si gioca pericolosamente “a nascondino” tra un killer psicopatico e una donna non udente. Si prosegue poi con “Independent Korea”, la sezione che ospita i lavori di giovani registi del cinema indipendente e sarà rappresentata da sei film che quest’anno si focalizzano sulle problematiche generazionali: da Snowball di Lee Woo-jung, che pone al centro della storia il precario equilibrio delle amicizie adolescenziali, ad A Song for My Dear di Lee Chang-yeoul, che porta lo spettatore all’interno delle difficoltà di una coppia con l’avanzare della malattia.
Non manca poi l’attenzione alle storie individuali e collettive, fotografate nei documentari selezionati dal Festival per la sezione “K-Documentary”, nella quale figurano opere come Coming to you e The Man Who Paints Water Drops. Nel primo Byun Gyu-ri firma un commovente e personale resoconto di due madri e dei loro figli che fanno coming out, in un paese con un forte pregiudizio. Mentre nel secondo, la coppia formata da Oan Kim e Brigitte Bouillot portano sullo schermo la biografia del compianto artista Kim Tschang-yeul, che ha costruito il suo mondo profondo di opere attorno a un motivo: le gocce d’acqua, simbolo ricorrente nella storia della Corea e dell’Asia.
Tra le novità assolute la sezione “Webtoon & Cinema”, il focus sui fumetti digitali pensati per essere letti su smartphone, tra le ultime tendenze della Corea del Sud e il lancio sul mercato di K Vision, la prima piattaforma online in Italia dedicata al solo cinema coreano. Tra i quattro titoli in cartellone si segnala 26 years di Cho Geun-hyun, basato sul popolare manhwa del 2006 e racconta la storia immaginaria di cinque persone comuni che si uniscono per assassinare l’uomo responsabile del massacro di civili innocenti a Gwangju nel maggio 1980. Al programma si aggiunge una retrospettiva dei film all’attore Lee Jung-jae, la prima organizzata in Italia, con una selezione di dieci dei maggior successi in carriera, dall’esordio The Young Man sino al più recente Deliver us from Evil, passando per Assassination, il thriller storico ambientato durante l’occupazione giapponese degli anni Trenta.

Francesco Del Grosso

Riepilogo recensioni per sezione dal 20° Florence Korea Film Fest

Orizzonti Coreani

Guimoon: The Lightless Door di Sim Deok-geun

Sinkhole di Kim Ji-hoon

Hard Hit di Kim Changju

The Policeman’s Lineage di Lee Kyu-man

Midnight di Kwon Oh-Seung

Independent Korea

Snowball di Lee Woo-Jung

Not Out di Lee Jung-Gon

Omaggio a Lee Jung-jae

Assassination di Choi Dong-Hoon

New World di Park Hoon-jung

Il mare di Lee Hyung-seung

Webtoon & Cinema

Shark: The Beginning di Chae Yeo-jun

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