Santa Clarita Diet

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6.5 Awesome
  • voto 6.5

Finché morte non vi separi…oppure no

Anche per una coppia affiatata la vita matrimoniale può offrire grandi sfide, alcune si può metterle in conto, altre sono inaspettate ma gestibili, altre ancora sono inaspettate ed appaiono come difficoltà insormontabili, ma tutte rientrano nella grande definizione dei “casi della vita”.
Per Joel (Timothy Olyphant) e Sheila (Drew Barrymore) Hammond, tranquilla coppia di agenti immobiliari di Santa Clarita, California, possiamo parlare di “casi al di là della vita”.
Dopo aver contratto un misterioso virus, Sheila diventa uno zombie e ben presto inizia a desiderare di nutrirsi di carne umana. Le sfide che questo comporta per il matrimonio dei due sono al centro della serie. Santa Clarita Diet si inserisce nel filone della commedia zombie, sotto-genere della commedia horror che riscuote un certo successo da oramai diversi anni e che annovera titoli come L’alba dei morti dementi (Shaun of the Dead, 2004) e Benvenuti a Zombieland (Zombieland, 2009). Introduce però un elemento di novità nel genere con il personaggio di Sheila, la quale conserva intatta la sua personalità pur essendo oramai diventata una zombie, anzi, in ossequio al fatto che gli zombie sono guidati dall’Es, la parte istintiva della psiche umana, diventa più libera ed espansiva e, almeno all’inizio, il matrimonio ed il lavoro sembrano beneficiarne, ma il rovescio della medaglia non tarda a presentarsi, costringendo Sheila e Joel su di un sentiero sempre più difficile. Tuttavia, il registro della serie porta verso uno sviluppo farsesco, con una comicità a tratti folle. Bisogna dire che l’umorismo è decisamente di grana grossa e basato molto su gags slapstick non particolarmente raffinate, ma il surrealismo generale della serie prende il sopravvento ed amalgama tutti gli elementi facendo in modo che anche le volgarità non risultino sgradevoli o respingenti per lo spettatore.
Nondimeno la serie pare reggersi soprattutto sul carisma e talento dei due protagonisti.
Drew Barrymore non ha certo bisogno di presentazioni e qui appare in gran forma, capace davvero di dare spessore ed interesse al personaggio di Sheila.
Timothy Olyphant lo ricordavamo soprattutto per ruoli d’azione, come nel film Hitman – L’assassino (Hitman, 2007) e nella serie tv Justified (2010 – 2015), in entrambi i quali interpreta sempre il protagonista. Qui, nel ruolo del marito Joel, amorevole e devoto compagno che tenta di non farsi sopraffare dalla situazione, risulta essere una piacevole sorpresa. Barrymore e Holyphant sanno creare una chimica di coppia briosa e coinvolgente, brio che sanno replicare anche quando si relazionano con gli altri personaggi.
La serie risulta godibile, con un equilibrio tra trama orizzontale e verticale che permette di esplorare le varie situazioni tragicomiche che di volta in volta i protagonisti devono affrontare. Complice anche una durata inferiore, mezz’ora, rispetto ad altre serie presenti su Netflix, i cui episodi si avvicinano all’ora di durata, il ritmo risulta sempre alto, senza momenti di stanca, contribuendo così al piacere di seguire la serie in tutta la sua durata.

Luca Bovio

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