Salento Finibus Terrae: prima tappa

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Salento Finibus Terrae Film Festival 2015: San Vito dei Normanni

Si chiude il 21 luglio la prima delle tre tappe principali che vanno a comporre il programma itinerante della 13esima edizione del Salento Finibus Terrae Film Festival Internazionale. Cornice della quattro giorni in quel di San Vito dei Normanni il bellissimo Auditorium e Cortile del Chiostro dei Domenicani, dove le platee di turno hanno potuto assistere alle giornate inaugurali della kermesse pugliese e dove potranno godere di altre due intense giornate di proiezioni e incontri. Perfidia di Bonifacio Angius e Perez di Edoardo De Angelis  hanno scaldato ancora di più le bollenti serate del 18 e 19 luglio, rese ancora più incandescenti dal magma variegato di cortometraggi proposto all’interno delle sezioni competitive dedicate alla produzione breve nazionale e internazionale.
La prima tappa si concluderà con altre due giornate ricche di appuntamenti per tutti i palati, anche quelli più esigenti. La varietà offerta dal festival ideato e diretto da Romeo Conte, infatti, consente al pubblico di misurarsi con opere di diverso genere e formato, scelte però con coerenza e attenzione ai temi e agli stilemi, quanto basta per evitare di trasformare il tutto  in un contenitore sterile dove andare a gettare alla rinfusa prodotti audiovisivi, come accade invece in moltissime altre iniziative analoghe. Ed è proprio sulla base di quest’ottica che all’interno del programma giornaliero della kermesse salentina è possibile imbattersi in una selezione di documentari che affrontano le tematiche più disparate, alcune di stretta attualità come quella della fuga dei giovani nostrani all’estero per cercare lavoro e fare fronte alla crisi economica, raccontata da Brunella Filì nel suo Emergency Exit – Young Italians Abroad; oppure quella della disabilità e dello sport come nel caso di Fabrizio Misce Caselli, dove Alessio e Claudio Focardi ripercorrono la storia di un uomo che, in conseguenza di un trauma, si trova a vivere una vita completamente diversa da quella che avrebbe mai immaginato; o ancora pellicole come Ovunque proteggi di Massimo Bondielli che, oltre a rievocare l’omonima canzone di  Vinicio Capossela, riporta alla mente dello spettatore i fatti drammatici avvenuti il 29 giugno del 2009 alla stazione di Viareggio, quando allo  scoccare delle 23:50 un incidente sul lavoro provocò una vera strage costata la vita a 32 persone.
E in questo valzer di emozioni, ricordi e suggestioni che solo il “cinema del reale” è in grado di mescolare senza soluzione di continuità, trovano spazio anche una raccolta di cortomentraggi provenienti da tutto il mondo, suddivisi nelle diverse sezioni competitive: in Mondo Corto da non perdere lo Svizzero Come un morto ad Acapulco di Alessio Pizzicannella, dove una scrittrice di soap opera diventa la  vittima dei cliché che ossessionano la sua vita; Signs Everywhere dell’americano Julio Ramirez, sulla storia di un uomo che pur tentando di isolarsi dalla realtà sarà suo malgrado costretto ad affrontarla; il tunisino Père di Lofti Achour, disavventura notturna on the road a bordo di un taxi; e il thriller casalingo made in France di Lubna Playoust dal titolo Valse à trois. A difendere il tricolore troviamo il mistico Io sono Teresa di Andrés Arce Maldonado e  Il Palo di Mark Petrasso, con una giovane coppia di amanti che in in una giornata soleggiata prova a mettere insieme i pezzi della propria storia.
Grande attenzione anche all’infanzia e ai diritti umani con le sezioni Children World e Oltre i diritti umani. Nella prima trova spazio una finestra sul mondo dell’infanzia a tutte le latitudini, dove oltre all’italiano Nella tasca del cappotto di Marco Di Gerlando, storia di un’amicizia tra un bambino e due marionette, particolare attenzione dovrebbe essere rivolta all’intenso My Heart dell’iraniano Yaser Talebi e al bellico Tears della spagnola Yahya Ghobadi. Mentre nella seconda, tra i cortometraggi presentati degni di nota il tenero Due piedi sinistri di Isabella Salvetti, che racconta l’incontro di due giovani ragazzi, Mirco e Luana; l’emozionante Come il vento tra i salici di Giorgio Gori e Tomaso Vimercati; e l’onirico confronto generazionale tra uno zio e suo nipote al centro di Punto di Vista di Matteo Petrelli.
Al termine della tappa di San Vito dei Normanni verranno assegnati i primi riconoscimenti ai film vincitori delle diverse sezioni competitive.

Francesco Del Grosso

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