Prato Film Festival 2021: diario di bordo #1

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1^ giornata

Nonostante si tratti di un lunedì e spesso si associa a questo giorno una valenza negativa, soprattutto perché si torna a lavoro, per i pratesi, coloro che sono di passaggio o vogliono recarsi apposta nel capoluogo toscano dove hanno lasciato le loro testimonianze in città artisti come Donatello, Filippo Lippi e Botticelli, a partire da questo lunedì, il 26 luglio, usciti da lavoro o per chi è in villeggiatura potrà incontrare il Cinema sul grande schermo e coloro che lo creano.
La prima delle sei serate della manifestazione viene inaugurata (presso l’arena estiva cinematografica del Castello dell’Imperatore) da un ricordo che è molto a cuore all’ideatore e direttore artistico Romeo Conte: un omaggio a Carlo Monni, a cui è dedicata questa nona edizione. A ricordarlo sul palco la nipote Antonella Monni e l’attore Sergio Forconi, amico fraterno e compagno di set in tante pellicole, a partire dall’indimenticabile Berlinguer ti voglio bene.
A seguire gli spettatori potranno assistere a Ostaggi, esordio nel lungometraggio di Eleonora Ivone e adattamento cinematografico tratto dall’omonima pièce teatrale di Angelo Longoni, che del film è anche coproduttore. Una ‘black comedy’ tutta da ridere, con un cast corale d’eccezione: Vanessa Incontrada, Gianmarco Tognazzi, Alessandro Haber, Enrico Lo Verso, Elena Cotta, Jonis Bascir e Francesco Pannofino. Ci si trova di fronte a una «commedia che parla delle diseguaglianze economiche e razziali e dei conflitti esistenti nella nostra società. Un uomo è inseguito dalla polizia perché ha rapinato il furgone portavalori di una banca, fuggendo entra in una panetteria e prende in ostaggio, oltre al panettiere, gli avventori presenti: una vecchia signora, una prostituta e un siriano immigrato clandestino. Tutto si svolge come in un acquario, come se i personaggi fossero dei ‘pesci umani’ guardati dallo spettatore. Un gioco di relazioni fondato su pulsioni fondamentali e contrapposte: la paura, la generosità, la solidarietà, l’opportunismo, il disprezzo, la disperazione. L’acquario è osservato a distanza anche dalla polizia comandata da due personaggi in conflitto fra loro e che costituiscono le due facce contrapposte dello Stato: un commissario che vuole risolvere la situazione con la forza è l’anima intransigente e ottusa che punta ciecamente solo all’ordine e alla repressione. Una psicologa/negoziatrice, che disprezza la violenza e che vorrebbe risolvere la ‘crisi’ con le armi della mediazione, è l’anima più umana dello Stato, quella che i cittadini sono meno abituati a vedere. Nel negozio gli ostaggi e il carceriere offrono di sé stessi momenti comici e grotteschi ma anche tragici e dolorosi. Questa miscela crea situazioni divertenti ma anche di forte tensione. Il rapinatore conduce una strampalata trattativa con le forze dell’ordine nel tentativo di garantirsi la fuga. Un clima di empatia lentamente si instaura all’interno della panetteria» (dalle note di sceneggiatura).
Ad accompagnare e introdurre la visione del film la regista, il co-sceneggiatore e produttore e due dei protagonisti Pannofino e Bascir.
Prato ha dato i natali anche alla stilista Eleonora Lastrucci che, grande affezionata del festival, contribuirà alla manifestazione coi suoi abiti esclusivi, che saranno indossati dalle attrici e dalle registe presenti e premiate.

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Maria Lucia Tangorra

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