Questione di punti di vista
Nella selezione dei cortometraggi in concorso all’ottava edizione del Saturnia Film Festival si è cercato di dare spazio ad alcune delle tecniche che fanno parte della famiglia allargata dell’animazione, per mostrane l’incredibile varietà delle genere in questione e per fare in modo che il pubblico potesse entrare in contatto con modus operandi e visioni differenti. Ecco allora che a darsi battaglia sullo schermo della kermesse toscana è stata una terna di opere realizzate con metodi tradizionali quali la stop motion (Playing God) o la 2D animation (Cafunè) e di ultimissima generazione come l’AI.
Quest’ultimo è il caso di Portrait Not Landscape di Erik Howell, regista americano formatosi alla USC e già autore del documentario Netflix Impossible Dreamers, che da qualche anno ha adottato e imparato a utilizzare i principali strumenti di intelligenza artificiale per creare diversi cortometraggi (tra cui Message in a Bot e The Confession), facendo di lui uno dei massimi esponenti nel campo attualmente in circolazione.
La sua più recente creazione Portrait Not Landscape, scritta da Jeremy Adair, ci immerge in una competizione artistica dove rigore e immaginazione si scontrano, rivelando il confine sottile tra conformità e libertà creativa. La gara d’arte che vede protagonista un giovane aspirante pittore alle prese con una giuria composta da esperti e studiosi porta a un’interpretazione severa e a una messa in discussione delle regole. Discussione che si tramuta in un accesso dibattito tra punti di vista diametralmente opposti in merito a un’opera e alla sua possibile catalogazione, che finirà per instillare un dubbio anche nello spettatore di turno, chiamato a sua volta a schierarsi da una parte all’altra dei due schieramenti. È su questo che la scrittura prima e la sua trasposizione poi ruotano e si sviluppano per dare vita a una divertente e brillante commedia dal ritmo serrato sul concetto di concepire e fare Arte. Ed è la sua genesi creativa un atto provocatorio che invita il fruitore a una riflessione. Sintomatico che proprio questa riflessione sul fare Arte vada in scena in un cortometraggio realizzato con l’intelligenza artificiale.
Francesco Del Grosso









