Occhi ribelli
A 82 anni, Malcolm McDowell deve arrendersi a un fatto: è diventato vecchio. Nel corso della giornata di visita al Lucca Film Festival, l’attore ha più volte giustificato così il premio alla carriera, consegnato al cinema Astra alla vigilia della proiezione del cosiddetto ultimate cut del Caligola di Tinto Brass. Eppure, incorniciati da un paio di occhiali blu, gli occhi dell’attore londinese rimangono vitali come non mai. Quegli occhi che sfoderano potenza filmica da oltre cinquant’anni attraverso ruoli iconici, primo su tutti la gloria e condanna di Alex, il protagonista di Arancia Meccanica: “Non vedo il film da vent’anni, lo ricordo molto bene, ma non è più nella mia coscienza, è più come una vecchia amante, è da qualche parte nel mio passato e di tanto in tanto riaffiora.”
Personaggio ribelle, cinema ribelle, binomio che ora sembra in difficoltà: sollecitato sulla questione, McDowell ha confermato, ponendo una connessione tra il cinema e gli stimoli dettati dalla cronaca: “sì, il cinema di allora era più ribelle e rivoluzionario. Era un periodo di grande ribellione in Europa e in America, era periodo della guerra del Vietnam, che era profondamente impopolare, non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa. Ci furono enormi manifestazioni in Europa riguardo alla guerra in Vietnam. Ora ovviamente stiamo nuovamente marciando. A un ritmo leggermente diverso, ma comunque. Sai, le cose sono piuttosto spaventose, temo davvero che non abbiamo lasciato ai nostri figli un mondo molto sicuro in cui vivere. È piuttosto brutto.”
Se Arancia Meccanica è una vecchia amante, il nome del suo regista, Stanley Kubrick, non viene citato quando viene chiesto a McDowell chi sia stato il regista con cui ha preferito lavorare. Non sorprendentemente (è stato negli anni piuttosto coerente a riguardo), l’attore ha incoronato Lindsay Anderson: “gli devo molto, perché mi ha scelto nel mio primo film, che era un incredibile film chiamato Se….. È stato come lavorare con un professore di Oxford. Era come un grande professore, pronto a perdere la calma, non con i suoi attori, ma se le cose non fossero andate bene nella produzione. Era molto poetico, era molto vulnerabile ed era un persona molto bella. Sono stato così fortunato di averlo come mio primo regista e non mi rresi conto di essere la star del film. Kubrick vide quel film e mi scelse come Alex in Arancia Meccanica. Quindi devo molto a Lindsay Anderson.”
La riconoscenza di McDowell non si è fermata a pochi nomi, toccando anche altri giganti come Robert Altman e Blake Edwards (“Adoravo lavorare con lui, perché era un grande regista di commedie”) e registi più recenti come Rob Zombie (“Non mi piacciono gli horror, ma ne ho fatto un paio con lui perché è davvero una persona stupenda”).
Non poteva mancare una domanda sul regista e sul film per cui l’attore era a Lucca, ovvero Tinto Brass e il suo controverso Caligola: “Mi piace molto Tinto, uomo molto intelligente. Ricordo che eravamo a Soho, a Londra, e lui disse ‘ecco perché mi piace Soho, perché ci sono sesso, cinema e cibo!’. È triste che non stia bene, gli auguro il meglio. Non penso abbia visto questa versione, ma si avvicina a quello che io e lui abbiamo fatto”.
A tal proposito, si segnala la presenza – non pubblicizzata – di Dave McKean, colosso del fumetto, dell’illustrazione nonché regista d’animazione, a Lucca perché autore del prologo animato di questa nuova versione di Caligola.









