Mai per sempre

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7.0 Awesome
  • VOTO 7

Destini spezzati

Torna il cinema corale, ad alta densità emotiva e di certo profondamente umano del campano Fabio Massa, di cui avevamo apprezzato molto il precedente Aeffetto Domino. Rispetto a tale lungometraggio, Mai per sempre presenta una struttura drammaturgica più lineare, in cui però hanno nuovamente diritto di cittadinanza scelte di vita sofferte, conflitti famigliari, impulsi vendicativi, segreti sempre più difficili da mantenere.
I toni, nel film scritto con Demetrio Salvi e Diego Olivares, son a tratti quelli di una crime story imbevuta di suggestioni ambientali e modelli di comportamento tipici del Mezzogiorno italiano, ma il regista nonché interprete principale è bravo a non cadere in visioni eccessivamente stereotipate, lasciando – nonostante l’aura tragica di fondo – un discreto margine di libertà per i suoi personaggi. Sono comunque le loro scelte, nei momenti cruciali, a caratterizzarli dal punto di vista etico.

Ciò che appassiona del personaggio di Luca, incarnato dallo stesso Fabio Massa, ma volendo anche del suo amico e collega di lavoro Antonio alias “Sei meno meno”, interpretato da uno spigliatissimo Emiliano De Martino, è proprio quel desiderio di normalità destinato a scontrarsi coi casi della vita; casi che non sono affatto immuni da pesanti eredità famigliari, errori di gioventù ed intrighi orditi da soggetti con meno scrupoli morali. Come quando la compagna di Luca, Maria, comincia ad essere stalkerata da un uomo violento (Livio ovvero Massimiliano Rossi) riaffiorato dal suo passato, il passato di una giovane donna ucraina che all’arrivo in Italia aveva vissuto situazioni a dir poco problematiche. Ed è con grande piacere che abbiamo rivisto sullo schermo una Yuliya Matarchuk tanto bella quanto intensa, nel proprio ruolo.
Ad irrobustire il plot sono del resto la compattezza del cast e certe presenze di spicco, da Cristina Donadio a un implacabile Gianni Parisi, dall’adorabile Benedetta Valanzano a un Massimo Bonetti il cui cameo è comunque di grand’effetto, funzionale peraltro a delineare il mesto orizzonte dell’opera: una società marcia, in cui la corruzione diffusa e le azioni dei delinquenti finiscono per condizionare la quotidianità e le aspirazioni di chi sogna una vita normale, serena.

Grazie anche a un montaggio come sempre studiatissimo, Fabio Massa assicura al film una messa in scena curata, credibile, che fa da sfondo a situazioni dal timbro emotivo assai vario: confronti drammatici, scenette di alleggerimento, scambi di tenerezze tra giovani innamorati, conti regolati spietatamente. Nel definire il mood di Mai per sempre, si passa con disinvoltura da tonalità rosa a echi dell’Amleto o di altre tragedie. Laddove però il regista vorrebbe sottrarsi all’eccessiva enfasi di produzioni come Gomorra – La Serie, la cui tendenza a mitizzare imprese e personaggi malavitosi appare a volte eccessiva, caricaturale, l’epilogo del lungometraggio rivela forse qualche scena madre di troppo. Peccati veniali, per un racconto cinematografico che ci ha fatto comunque entrare in sintonia, senza scorciatoie ed in modo genuino, coi suoi protagonisti.

Stefano Coccia

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