La guerra dei mondi

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8.0 Awesome
  • VOTO 8

Il grande Marziano ci guarda

Avremmo voluto essere in sala. Perché specie per il Fantafestival, per la sua pluridecennale tradizione, andrebbe gridata a gran voce la necessità di uno spazio fisico, di un pubblico reale che con spirito talvolta anche goliardico riempia una sala cinematografica, lanciandosi spavaldamente alla scoperta di vecchie e nuove frontiere dell’immaginario fantastico. Ma i tempi oscuri che stiamo vivendo proponevano altro. Per cui tocca essere comunque grati a Simone Starace e Michele De Angelis, che hanno voluto in ogni caso realizzare questa quarantesima edizione del festival capitolino (le cifre tonde fanno sempre un certo effetto), mettendo on line un programma di tutto rispetto. La rassegna comincia mercoledì 11 novembre e si chiuderà il 15, ma noi di CineClandestino, anche in virtù dell’ormai consolidata amicizia col Fantafestival, vorremmo offrirvi comunque qualche gustosa anticipazione.

E questo ci porta a parlare di alcuni “amici comuni”: sempre questa settimana sarà possibile vedere in streaming alcuni capisaldi del cinema polacco, grazie a un’edizione del CiakPolska Film Festival ugualmente rimaneggiata e migrata per l’occasione sulla piattaforma della Cineteca di Milano. Come si accennava poc’anzi, il dinamismo mostrato negli ultimi anni dall’Istituto Polacco di Roma non soltanto ha spinto la nostra rivista a un’attenzione maggiore verso il loro festival, attenzione culminata nella media partnership del 2019, ma è servito a tessere altri preziosi rapporti. Uno di questi è con il Fantafestival. E difatti la kermesse capitolina proprio in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma presenterà venerdì 13 (data anch’essa evocativa) una chicca del cinema (più o meno) di genere partorito un tempo oltrecortina. Sarà visibile dalle 23, nella sezione emblematicamente ribattezzata “Stelle rosse“. Ed è per l’esattezza La guerra dei mondi di Piotr Szulkin, angosciante esempio di fantascienza minimalista e allegorica che vide la luce nel 1981, in un periodo particolarmente tormentato della storia polacca. Tant’è che certe tensioni politiche sono a dir poco palpabili…

Il titolo italiano potrebbe invece creare false aspettative. Perciò lasciate ogni speranza di incrociare H. G. Wells o magari Steven Spielberg, voi che entrate in questo racconto. Semmai, se si fosse spinto l’acceleratore sulla commedia, il film di Piotr Szulkin sarebbe diventato all’improvviso parente di Ciao Marziano, il cult di Pier Francesco Pingitore con Pippo Franco protagonista. Nel senso che entrambe le pellicole approfittano, pretestuosamente, di una presenza marziana sulla Terra, per portare avanti una loro critica sociale. Anche se poi ciò avviene da angolazioni e con tonalità del tutto differenti.
Il film girato nella patria di Stanisław Lem, la Polonia, è in realtà un concentrato di spunti kafkiani e – soprattutto – orwelliani, che ruota attorno al tentativo di ribellione portato avanti da un giornalista televisivo, nei confronti delle tante e abominevoli mistificazioni proposte dalle autorità polacche riguardo a un ipotetico sbarco di Marziani nel paese. Le loro reali intenzioni vengono qui mascherate ad arte, ingannando di continuo il popolo grazie a un perverso meccanismo cui compartecipano brutali uomini in divisa, laidi burocrati e mezzi di informazione asserviti agli interessi di Stato. Le metafore e le allusioni a ciò che stava avvenendo allora in Polonia ovviamente si sprecano. Una messa in scena minimale ma al contempo di gran classe consente pertanto allo spettatore di calarsi, assieme allo spaesato protagonista, in questo incubo senza dubbio ancorato alle dolorose vicende della Polonia comunista, ma per altri versi ancora tremendamente attuale.

Stefano Coccia

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