Intervista a Eva Dans

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Dall’Uruguay un sorprendente lungometraggio d’esordio, “Carmen Vidal Female Detective”

Tra i film selezionati per l’edizione 2021 del Ravenna Nightmare Film Fest uno in particolare, provenienza sudamericana, per una lunga serie di motivi ci aveva parecchio entusiasmato. Tanti gli aspetti riusciti, a partire magari dalla ricetta deliziosamente originale e “sui generis”, per quanto imbevuta di suggestioni cinefile: la detection affidata a un’investigatrice fuori dagli schemi, l’ironia diffusa, le musiche ricercate, l’affiorare di una tenue malinconia e di converso le parti più crude del racconto rappresentate in modo straniante, grottesco. Ecco a voi Carmen Vidal Female Detective.
Ci fa molto piacere che un così brillante lungometraggio d’esordio, frutto di una produzione con pochi mezzi e parecchie idee, si trovi ora in concorso a un’altra giovane manifestazione cinematografica, che s’appresta qui in Italia a tagliare il traguardo della seconda edizione: parliamo dell’Indiecinema Film Festival. Tutto ciò ci ha talmente motivato da spingerci ad attivare un filo diretto con l’Uruguay, che ci permettesse di interpellare la cineasta nonché attrice protagonista Eva Dans, da subito assai disponibile e aperta al confronto, tanto sulle caratteristiche di questo convincente debutto alla regia che sui suoi progetti futuri e, più in generale, sullo stato di salute del cinema nella piccola nazione sudamericana.

D: Carmen Vidal Female Detective è il tuo primo lungometraggio, ma abbiamo notato che come attrice hai partecipato a diversi cortometraggi, in passato… puoi raccontarci qualcosa di queste esperienze? E come nasce il tuo feeling con il cinema?
Eva Dans: Questo è il mio primo lungometraggio, ma non il mio primo copione. In realtà ho studiato cinema specializzandomi in sceneggiatura. Recitare è qualcosa che ho sempre fatto sin da quando ero adolescente e, anche se adoro farlo, non ha mai rappresentato la mia prima scelta, a livello professionale. È solo che recitare in un film è meno complicato di farne uno, credo. Sono cresciuta in una famiglia parecchio cinefila e quando avevo 14 anni avevo già deciso che sarei diventata regista.

D: Tornando al tuo film d’esordio, Carmen Vidal Female Detective, puoi descriverci tutta la difficoltà di scrivere, dirigere e recitare come protagonista in un’opera cinematografica?
Eva Dans: Non dirò certo che tutto ciò è stato facile, ma per me è risultato più estenuante perché ho anche prodotto il film insieme ad Alina Kaplan. Quindi l’intero processo (dalla sceneggiatura allo schermo) è stato molto impegnativo. Durante le riprese, ho lavorato con uno storyboard e questo mi ha tolto un po’ di pressione. Ovviamente non puoi filmare tutto come volevi, ma nella maggior parte dei casi potevo attenermi a questo, perché alcuni dei luoghi in cui avremmo girato li conoscevo già da quando stavo lavorando allo storyboard. Ovviamente, però, ho dovuto riguardare bene in seguito ogni ripresa, cosa che ora si può fare perché tutto è digitale. Penso spesso ai registi che hanno recitato nei loro film quando tutto veniva girato in pellicola, penso che deve essere stato molto difficile. Perché quando reciti a volte pensi e senti che stai facendo una cosa, ma in certi casi ciò che effettivamente mostri è qualcosa di diverso. Quindi è difficile vedersi “da dentro”. Questa è per me la parte più complicata della regia e della recitazione.

D: Abbiamo davvero amato, nel tuo film, una così ispirata miscela di generi, tra giallo e commedia, con una continua intersezione e sovrapposizione di sketch divertenti, stati d’animo malinconici ed eventi drammatici. Come definiresti il tuo approccio al genere e alla narrazione cinematografica?
Eva Dans: Grazie davvero, sono molto contenta che vi sia piaciuto. Non saprei proprio definire il mio approccio al genere. Mi è sempre sembrato naturale mescolare certi generi in quel modo, suppongo che abbia a che fare con la persona che sono. Sono una sognatrice, un tipo fantasioso e amo la commedia. Ma sono anche uruguaiana, quindi non posso sfuggire alla malinconia e alla depressione. Mi piace anche il contrasto tra il vecchio e il nuovo e volevo metterlo in un film, quindi combinare il noir con la commedia è stato un ottimo pretesto per farlo. Il resto – come la costruzione dei personaggi, il finale drammatico, le particolari scelte estetiche, eccetera eccetera – deriva dai riferimenti cinematografici di base, ovvero noir e commedia, generi che mi appassionano molto.

D: Cosa c’è di Eva Dans nel personaggio di Carmen Vidal?
Eva Dans: Beh, adoro la pizza, la birra e l’erba. Ma non sono una solitaria come Carmen Vidal e mi piace anche parecchio cucinare, quindi la mia dieta non è solo a base di pizza, sebbene mi piaccia molto. Parlo e rido tanto, il mio tono di voce è piuttosto alto, forte, mentre Carmen Vidal da questo punto di vista si contiene di più. Naturalmente, per quanto Carmen Vidal sia un po’ una perdente e una pessima detective, non credo si abbia bisogno di una detective rumorosa che possa essere individuata, scoperta da un momento all’altro.

D: Nello stile vagamente retrò del film, ci sembra che la musica ricopra un ruolo importante. Chi ha composto i temi musicali e come sono stati scelti?
Eva Dans: La musica esercita sicuramente un ruolo importante. Amo il jazz, ho suonato il clarinetto per molti anni ed era chiaro, per me, che il film aveva bisogno di molta musica, per “stare al passo della narrazione, della finzione”. La nostra colonna sonora è stata magnificamente composta da Maximiliano Silveira, abbiamo lavorato insieme per diversi mesi e abbiamo utilizzato parecchi riferimenti, come ad esempio certi brani di The Lounge Lizards (la band di John Lurie), oppure l’album Night Lights di Gerry Mulligan, Chi ha incastrato Roger Rabbit e persino la colonna sonora del Dracula di Coppola.

D: Quanto è difficile oggi produrre (e distribuire) un film indipendente in Uruguay?
Eva Dans: È difficile fare film. Per me, tutto il cinema uruguaiano è “indie”. I film sono finanziati con fondi pubblici o con denaro proprio e/o in cooperazione con attori e tecnici, che hanno poi una percentuale dei proventi del film. Di per sé non c’è quasi “industria”, nel senso di avere case di produzione, con abbastanza soldi per finanziare il tuo film. Ma abbiamo tecnici professionisti, in compenso, visto che si effettuano molte riprese in Uruguay che necessitano di “service” qualificati, per le produzioni estere in arrivo.
Carmen Vidal Female Detective è stato girato con appena 8.000 dollari (per lo più i miei risparmi personali, alcuni di Alina, quelli di attori e tecnici associati con una percentuale del film garantita anche a loro). Inoltre, lo si è fatto ottenendo una serie di cose gratis. Successivamente abbiamo ricevuto un finanziamento pubblico per la postproduzione, si trattava di circa 37.000 dollari, e questo ci ha permesso, tra l’altro, di avere una colonna sonora originale per il film. Ma anche se sei abbastanza fortunato da produrre l’intero film con tutti i finanziamenti pubblici a disposizione in Uruguay, difficilmente potrai raccogliere più di 300.000 dollari o giù di lì.
Quindi, in Uruguay hai reso professionisti tecnici e attori grazie ai servizi di produzione indirizzati a chi viene da fuori, ma non hai abbastanza soldi per finanziare il cinema nazionale. Ogni anno ci sono sempre più progetti e meno soldi. Quindi, quando fai un film uruguaiano, è sempre per amore del cinema e probabilmente la maggior parte delle persone è sottopagata.

D: Come giudichi l’esperienza del Ravenna Nightmare e più in generale la partecipazione a festival e manifestazioni simili?
Eva Dans: Mi piacciono i festival, naturalmente, sono molto importanti per mostrare film che altrimenti non avresti probabilmente modo di vedere. Non sono potuta andare personalmente al Ravenna Nightmare Film Festival, cosa che mi sarebbe piaciuta molto, ovvio, visto che non sono mai stata in Italia. Amo il cinema italiano. Amo Mario Bava e Dario Argento, sono registi davvero unici.
Grazie a Ravenna ad esempio ho conosciuto te, stiamo facendo questa intervista e il film sarà proiettato in un altro festival italiano (l’Indiecinema Film Festival, N.d.R.). Quindi è fantastico.

D: Infine, c’è già qualche nuovo progetto cinematografico all’orizzonte, come attrice e/o come regista?
Eva Dans: Sì, ho molti progetti, inclusi il prequel e il sequel di Carmen Vidal Female Detective, ma non ci sono così tanti produttori con cui fare questo, per cui se sei un produttore, stai leggendo tutto ciò e vorresti prender parte a una trilogia poliziesca uruguaiana, per favore, chiamami.

Stefano Coccia

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