Fuori tempo massimo
Ritorna sul grande schermo, dopo un decennio, l’abbondante famiglia Portokalos de Il mio grasso grosso matrimonio greco. La figlia di Ian e Toula, Pris, ha ormai 17 anni, ed è pronta per un bel matrimonio greco, o meglio, questo è ciò che desiderano i suoi nonni, zii, cugini ecc..
Nel frattempo, mentre Ian e Toula cercano di riscoprire l’intimità matrimoniale, gli anziani genitori di lei scoprono di non aver ufficializzato le proprie nozze.
Insomma, poca fantasia in questo secondo capitolo. Si certo, momenti sorridenti non mancano, però si avverte una certa forzatura. A dire il vero, le stringhe sono tirate sin da principio e le pillole ironiche sono lanciate nel mezzo davvero “a caso”. Forse 10 anni sono troppi per un nuovo capitolo, forse non c’era molto altro da dire; l’unica cosa certa è che sembra una commediola familiare, da tv via cavo, il sabato pomeriggio.
Non ci sarebbe molto altro da dire, ma come ogni stroncatura è bene elencare tutti i motivi che abitano alla base del giudizio. Dunque, come già detto, la trama è del tutto inconsistente, addirittura cucita male. Le scene si mescolano liberamente, prive di una vera logica. Anzi, la logica manca totalmente e certi spunti sono infilati nella sceneggiatura con tale insensatezza, che ci si può immaginare gli sceneggiatori con lo sguardo perso nel vuoto, mentre inventano “scuse” narrative assurde, giusto per procedere nella scrittura. Ad esempio, ricorre la figura della vecchia bisnonna: muta e vestita di nero, a quanto pare ultracentenaria, la nonnina si fa prendere da momenti di pura follia ed è protagonista di teatrini al limite della verosimiglianza.
I luoghi comuni si sprecano: incomunicabilità tra mamma e figlia; la scelta del college e il timore della separazione; il rapporto di coppia che va rinvigorito dopo molti anni di matrimonio; i battibecchi ricorrenti tra due vecchi sposi. Inutile dire che resta tutto in superficie e non c’è alcuna indagine circa l’universo psicologico dei personaggi.
Passiamo oltre e soffermiamoci sulle prestazione degli attori. John Corbett interpreta Ian, che forse non avrà più di 10 battute e la cui presenza nel film appare totalmente inutile. Toula, Nia Vardalos, era ed è ancora, nonostante il decennio trascorso, un personaggio imbranato, goffo, nessuna novità o crescita. Lo stesso commento vale per il resto della famiglia: ogni cosa è rimasta congelata nel tempo, in attesa di un nuovo ciak, dopo i titoli di coda del primo capitolo.
Federica Bello









