Father Father

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8.5 Awesome
  • VOTO 8.5

Umorismo surreale in parrocchia

L’ipocrisia della Chiesa cattolica e l’umanità dei preti descritti con sguardo ironico; Father Father di Michael McDowell, cortometraggio in concorso all’edizione speciale dell’Irish Film Festa, è una commedia politically incorrect su un ordinando prete che ha un rapporto di una notte con una suora prima di essere ordinato sacerdote e partire per una missione in Africa. Otto anni dopo torna nella sua comunità e scopre di essere padre.

La storia si svolge nell’Irlanda del Nord in pieni anni ’70 (dal 1971 al 1979); sullo sfondo il conflitto nordirlandese, The Troubles e la speranza portata dell’imminente visita di Papa Giovanni Paolo II (avvenuta nel settembre 1979).
Tutto ha inizio nel marzo 1971, nel Saint Patrick Day: è la notte prima dell’ordinazione per il seminarista James e i suoi compagni, e decidono di trascorrerla partecipando a una festa di San Patrizio in maschera. Vestiti da preti, i tre si confondono facilmente tra la folla; James incontra la bella Dervla, travestita da suora, e scoppia la passione in una notte infuocata. Da quella che sembra essere solo una one night stand, nasce una splendida bambina, la piccola Grace, che la ragazza crescerà da madre single. Otto anni dopo, nel 1979, padre James torna a casa dall’Uganda accolto da un apparentemente rigido Monsignore, che fa affidamento su di lui per mostrare al Papa in arrivo il futuro della Chiesa cattolica. Ma la scoperta di essere padre lo metterà di fronte ad una scelta.

McDowell narra la sua storia con un misurato utilizzo di flashback e grande dimestichezza nei tempi comici; quella che è in fondo una critica all’ipocrisia della Chiesa e delle piccola comunità assume il tono di uno spettacolo di stand up esilarante, politically incorrect appunto, ma assolutamente divertente, nel testo, nello svolgimento e nei colpi di scena ad effetto. L’interpretazione dei tre personaggi principali è resa poi magnificamente dai brillanti Martin McCann, Ian McElhinney (irresistibile la scena dei Superman di Dio) e Diona Doherty, la cui espressività rende la storia surrealmente umoristica.

Michela Aloisi

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