El Camino

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7.0 Awesome
  • voto 7

Il lungo addio di Jesse Pinkman

Si trattava dell’evento più atteso della stagione, da parte di Netflix; la diffusione di El Camino – il film di Breaking Bad – ha spiazzato il pubblico ed i fan della serie che si è più distinta per tecnica e innovazione nel nuovo millennio. La segretezza dietro il progetto è stata talmente profonda che i fan ipotizzavano persino un’uscita per il 2020. Invece, esattamente con lo stesso stile che lo ha contraddistinto per gli anni del successo di Breaking Bad, Vince Gilligan è riuscito ad ultimare le operazioni per l’estate e consegnare il prodotto a sorpresa in pieno autunno.
La storia di El Camino parte esattamente da dove ci eravamo lasciati in BB: con Jesse Pinkman (sempre interpretato dall’immenso Aaron Paul) liberato da Walter White (Bryan Cranston) dalle grinfie della famiglia Alquist. La fuga di Jesse avviene a bordo di un furgoncino pick-up El Camino dal quale Gilligan ha estratto il titolo per il film; classica mossa geniale dello showrunner della serie. Le vicende narrate all’interno del lungometraggio porteranno Jesse Pinkman, braccato e ricercato dalla polizia e dai federali, a dover lasciare Albuquerque per sempre, creandosi una nuova identità e ripartendo da zero. Ovviamente, come nello stile della serie, le disavventure e le vicende al limite dell’assurdo non mancano mai per l’ex braccio destro del Signor White. Seppur la sceneggiatura, figlia dello stesso regista, sembra essere convincente nel delimitare la storia del personaggio, inevitabilmente il ritmo del film ne risente. L’adrenalina e i colpi di scena che abbiamo vissuto lungo le cinque stagioni della serie originale purtroppo vengono a mancare. Oltre al ritmo, anche le scenografie e la fotografia non sembrano essere così convincenti come nel passato, anche perché i luoghi ove BB ha avuto i suoi momenti migliori, sono ormai un ricordo del passato. Nonostante la presenza di questi elementi che intaccato la qualità tecnica del film, non possiamo esimerci dal dire che abbiamo visto El Camino come il canto di un cigno struggente ormai consapevole del doversi congedare dal suo pubblico per sempre. Il film, infatti, sembra essere la definitiva chiusura di questo universo televisivo creato con grande fatica e intelligenza, che ha avuto un impatto sul pubblico di non poco conto facendo razzia di Premi Emmy nel corso degli anni in cui è stata proiettata sul canale AMC. Jesse ci dice addio. E lo fa dopo essere diventato uomo. L’immagine del ragazzo sperduto e fuori di testa voglioso solo di guadagnare denaro col traffico di droga è ormai un passato lontano come una terra straniera. La sceneggiatura del film alterna sequenze che riguardano il tempo presente, in cui Jesse è in fuga, a momenti che riguardano il passato, in particolare la sua prigionia nelle mani della famiglia di Todd Alquist (Jesse Plemons). In più, il regista ha voluto inserire una sequenza degna di un western alla Sergio Leone, innalzando Jesse ad un novello Clint Eastwood in un momento ricco di tensione ed emozione, in cui tutti potevano aspettarsi anche il peggio. Non mancano momenti che ci regalano forti emozioni, e sono le scene in cui rivediamo, seppur poco tempo, alcuni dei personaggi presi dalla serie che ci hanno regalato momenti indimenticabili. L’impossibilità di inserire tutti i personaggi passati per la serie in un lungometraggio di sole due ore di lunghezza, e nota. Tuttavia, Vince Gilligan ha voluto fare in modo che Jesse Pinkman e l’universo di Breaking Bad si congedassero nel migliore dei modi: lasciandoci dei ricordi indelebili e una nostalgia fortissima.
Buona fortuna Jesse!

Stefano Berardo

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