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Brado

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VOTO: 8

Cadere e rialzarsi

Che Kim Rossi Stuart fosse uno dei migliori attori del panorama nostrano lo sapevamo già e non lo scopriamo di certo oggi che alle spalle ha una filmografia di tutto rispetto, impreziosita da una serie di performance che hanno lasciato il segno. In tal senso, c’è da dire che come il buon vino migliora con il passare del tempo. Abbiamo ancora davanti agli occhi l’intensa e toccante interpretazione in Cosa sarà di Francesco Bruni, per la quale ha ricevuto moltissimi complimenti senza raccogliere però i riconoscimenti che avrebbe meritato. Del resto si sa che i premi in Italia e non solo lasciano sempre l’amaro in bocca e il più delle volte non rispecchiano i reali valori in campo. Ma non è mai troppo tardi per rimediare alle sviste e ai torti fatti. L’occasione per farlo è riconoscere alla sua ultima prova davanti la macchina da presa in Brado, del quale ha firmato anche la regia, la terza dopo l’acclamato Anche libero va bene e il controverso Tommaso, tutti i meriti del caso. In questo nuovo film, l’attore e regista capitolino conferma non solo di essere un attore di livello, calandosi in un ruolo recitativamente complesso ed emotivamente impegnativo, ma di avere delle indubbie qualità anche dall’altra parte della cinepresa.
Nella pellicola, in sala dal 20 ottobre con Vision Distribution, tratta da un suo racconto dal titolo La lotta pubblicato nella raccolta Le guarigioni, ci porta al seguito di un figlio che non voleva più avere niente a che fare con suo padre, ma che è costretto ad aiutarlo a mandare avanti il ranch di famiglia dopo che questi si è fratturato alcune ossa. I due si ritrovano per addestrare un cavallo recalcitrante e portarlo a vincere una competizione di cross-country, ma allo stesso tempo provano a sciogliere quel grumo di rabbia, ostilità, rancore, che ha impedito loro per tanto tempo di essere vicini. È un difficile percorso a ostacoli quello che deve compiere il cavallo, ma anche quello che devono affrontare i due per ricostruire l’amore e la vicinanza che avevano perduto. In questa impresa li aiuterà un’addestratrice di cavalli, di cui il giovane si innamora.
Come regista e sceneggiatore, Kim Rossi Stuart torna dunque sui suoi passi chiamando nuovamente in causa temi a lui cari come il rapporto padre-figlio (che aveva affrontato anche come attore nel bellissimo Le chiavi di casa di Gianni Amelio) e la ricerca di un posto nel mondo da parte di esseri umani che hanno smarrito o stanno cercando la propria strada. Ecco allora che Brado li accoglie a braccia aperte e con gli orizzonti narrativi spalancati per portare sullo schermo un dramma familiare che si veste per l’occasione da romanzo di formazione, da sport-drama e persino da western contemporaneo. Con questi colori e relative sfumature a disposizione sulla tavolozza drammaturgica, l’autore porta sullo schermo gli highlights di un riavvicinamento affettivo che si ricompone dopo essere andato in frantumi. Niente di più universale, ma al contempo niente di mai banale e superficiale nel modo in cui il tutto viene trasposto in immagini, suoni e parole, con dialoghi e intrecci tra i personaggi che vedono il termometro emotivo e di verità salire continuamente, arrivando a toccare punti altissimi come nelle scene della furibonda litigata notturna tra Renato e suo figlio Tommaso (uno straordinario Saul Nanni) o nel potentissimo finale davanti alle quali è davvero impossibile rimanere indifferenti.

Francesco Del Grosso

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