Bombshell – La voce dello scandalo

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6.0 Awesome
  • VOTO 6

Colpito e affondato

Avrebbe dovuto inaugurare il Bif&st – Bari International Film Festival 2020 lo scorso 21 marzo nella splendida cornice del Teatro Petruzzelli, ma lo slittamento a data da destinarsi dell’undicesima edizione della kermesse pugliese per le note cronache pandemiche ha per forza di cose impedito che ciò accadesse. Stiamo parlando di Bombshell – La voce dello scandalo, la cui distribuzione nei cinema nostrani, inizialmente prevista per il 26 marzo 2020, è stata posticipata e per di più destinata direttamente allo streaming su Amazon Prime Video a partire dal 17 aprile. L’emergenza COVID-19 ha dunque cambiato le carte in tavola di 01 Distribution e di riflesso quelle degli organizzatori del festival barese che a tempo debito dovranno trovare un nuovo film d’apertura (e non solo).
Fruizione a parte, la pellicola diretta da Jay Roach non ha fatto registrare dei buoni risultati al botteghino statunitense, laddove ha esordito nel dicembre 2019, considerati dagli aventi diritto insoddisfacenti e non proporzionati al potenziale del progetto, all’importanza del cast coinvolto e al peso specifico della vicenda narrata, che per la cronaca riguarda le vicende legali che hanno portato alla rovinosa caduta di Roger Ailes, il famoso direttore di Fox News accusato di molestie sessuali da parte di una serie di dipendenti del famoso network tv a stelle e strisce, tra cui Megyn Kelly, Gretchen Carlson e Kayla Pospisil. Si tratta dunque di un storia vera, di quelle capaci di scoperchiare ancora una volta il vaso di Pandora (vedi il caso Weinstein), alimentando ulteriormente la lotta del Movimento #MeToo e consegnare nelle mani della giustizia il colpevole di turno. Peccato che Ailes, a differenza di Weinstein, di giorni in carcere non ne ha trascorso nemmeno uno, poiché deceduto nel 2017 a causa dell’aggravarsi dell’emofilia che ne ha segnato la salute sin dalla tenera età, dopo essere stato allontanato dall’emittente di Murdoch. Malattia, la sua, che però non gli ha mai impedito sino all’ultimo di portare avanti il suo ignobile modus operandi. Ma prima o poi tutti devono fare i conti con le colpe delle quali si sono macchiati e per Ailes lo tsunami era diventato inevitabile.
Quanto accaduto nell’ultima fase della vicenda è diventato il baricentro drammaturgico e narrativo di Bombshell che, diversamente dagli altri progetti audiovisivi sul tema sviluppati su una linea biografica ad ampio spettro (in particolare Divide and Conquer: The Story of Roger Ailes e la serie di Showtime The Loudest Voice), ha un arco temporale decisamente circoscritto, all’interno del quale hanno trovato collocazione una successione di highlights. Il tutto attraverso un drastico cambio di prospettiva, con il fuoco e gli eventi raccontati seguendo il punto di vista delle tre co-protagoniste. Di conseguenza, il testimone è passato dal carnefice alle vittime, dando origine a un’opera che oltre alla cronaca dei fatti e della reazione a catena che ne è scaturita ha portato sugli schermi un dramma che pone l’accento sul ruolo e sul valore della donna nella società americana, e in particolare nell’informazione televisiva, prima linea di un sistema di potere e di rappresentazione in cui il giornalismo cede alle richieste della politica e dello spettacolo. Scelta saggia e intelligente, questa, che consente alla pellicola di ampliare i propri orizzonti tematici, non limitandosi alla mera ricostruzione più o meno fedele degli eventi.
Purtroppo tali scelte non sono state sufficienti a garantire all’operazione nel suo complesso quel salto di qualità che noi tutti speravamo, poiché si assiste a un disequilibrio e a una mancanza di compattezza dettati dallo scollamento delle tre one-lines principali. Ciascuna sembra andare per conto suo, trovando solo di rado dei momenti efficaci di intersezione e un differente grado di coinvolgimento. Peccato perché il ritmo serrato delle scene e dei dialoghi, ma soprattutto il lavoro davanti la macchina da presa del favoloso trittico di attrici protagoniste composto da Charlize Theron, Nicole Kidman e Margot Robbie, rendono la fruizione più che piacevole.

Francesco Del Grosso

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