Animali Fantastici 3: I segreti di Silente

0
10.0 Awesome
  • VOTO 10

Lo spettacolare ritorno della magia

Quattro anni dopo Animali Fantastici 2: I crimini di Grindelwald, torna in sala la Magia. Ancora magistralmente diretto da David Yates, che quando non è costretto tra le pagine di un libro dà luce alla saga più amata dal Wizarding World. Se, infatti, la sua trasposizione degli scritti della Rowlings, dall’Ordine della Fenice in poi, è stata la più discussa e meno amata dai Pottetiani doc, con Animali Fantastici il regista riesce ad ammaliare il fandom, creando un perfetto equilibrio tra storia ed effetti speciali, tra personaggi vecchi e nuovi, lanciando qua e là riferimenti ‘casuali’ alla storia primigenia che i fan più attenti non mancheranno di cogliere, dal deluminatore di Silente al boccino d’oro del Quidditch, dalle valigie uguali che rimandano ai 7 Potter al ‘Sempre’ di Piton.

Se con AF2 si è alzato il velo sulla storia, ora Yates la dipana con scioltezza, come una matassa di cui si è trovato il capo; siamo nei primi anni ’30, l’ascesa al potere di Grindelwald sembra inarrestabile (i riferimenti della Rowlings alla Storia, già visti con la saga di HP, sono qui ben più evidenti), mentre la sua crudeltà inizia a trasparire inesorabilmente dalla sua facciata manipolatrice. Silente, impossibilitato a combatterlo direttamente a causa del reciproco Patto di Sangue, mette in campo la sua ‘squadra migliore’ per fermarlo (tra Londra, Berlino ed il Bhutan). Se nei film di HP protagonista era sempre il Magico Trio, in AF all’eroe atipico Newt Scamander si affiancano via via altri personaggi; in questo terzo capitolo della saga, accanto all’immancabile NoMag (Babbano) Jacob Kovalski, a far squadra troviamo Theseus, fratello di Newt, ora a Capo dell’Ufficio Auror britannico, l’esperta di Incantesimi Eulalie “Lally” Hicks, l’esperto mago Yusuf Kama (fratellastro di Leta Lestrange, già apparso nel secondo film) e l’insostituibile assistente di Newt, Bunty.
Manca all’appello Tina Goldstein, ora a Capo dell’Ufficio Auror americano, lasciando la sua possibile liason con Newt solo accennata in questo capitolo della saga; torna invece prepotentemente la dolce Queenie, ora a fianco di Grindelwald, che la usa per le sue capacità di Legilimens. Un’alleanza che quattro anni fa straziò il fandom, dividendo la coppia più amata della saga di AF e mettendola sui due lati contrapposti della scacchiera; ma sotto la cenere la brace non ha smesso di ardere, e l’impulsiva, ingenua, pura Queenie, è ormai ben consapevole della vera natura del Mago Oscuro che ha scelto di seguire.

Abbiamo parlato di scacchiera; come già in HP, anche in AF Silente sembra guidare un’astuta partita a scacchi contro il suo avversario, muovendo alleati e nemici come pedine. Ma l’Albus di Jude Law accosta alla quasi austera saggezza del Silente potteriano una passionale umanità; nello svelare i suoi segreti, dal suo (passato?) amore per Grindelwald ai difficili rapporti con suo fratello Aberforth, dal suo rimorso per la morte della sorella Ariana a quello per il destino di Credence (la cui vera storia, qui rivelata, mostrerà da un lato il lato cinico e manipolatore di Gellert e dall’altro il volto umano della famiglia Silente), Law dona al suo personaggio un’intensità indimenticabile.

Assolutamente perfetto nel suo ruolo anche il suo Alter Ego, il Mago Oscuro che vuole dominare il Mondo Magico e mondarlo dagli impuri Babbani, Mads Mikkelsen nel ruolo di Gellert Grindelwald. Successore dell’amato Johnny Depp, cacciato malamente (ed ingiustamente, a nostro parere) dal set per i suoi problemi giudiziari, prima ancora dell’uscita del film ha spaccato in due il fandom; parte del quale ha scelto di non vedere questo terzo capitolo per protesta contro la coatta sostituzione. Personalmente, pur essendo una grande estimatrice del Depp attore e della sua inimitabile capacità di trasformarsi, e sebbene sia critica verso le scelte ‘politically correct‘ della Warner Bros, ho purtuttavia visto con occhio benevolo l’arrivo di Mikkelsen nel ruolo di Grindelwald; e la visione del film ha confermato quel che, ad istinto, avevo percepito: l’algido Mads, già apprezzato nei suoi numerosi film, in particolare nel recente (del 2020) Un altro giro, si è dimostrato un Gellert molto più aderente al personaggio originale, quello di cui avevamo avuto un assaggio nella saga di HP.

Plauso pieno ai due mattatori del terzo capitolo dunque, Jude Law e Mads Mikkelsen; ma l’intera scelta del cast si è rivelata perfetta. Eddie Redmayne È Newt Scamander, fin dal primo AF; ma nei Segreti di Silente il suo essere il Magizoologo più famoso del Mondo Magico assume finalmente una centralità più definita e determinante, a tratti anche esilarante. Dan Fogler dona al suo Jakob Kovalski il coraggio dei puri di cuore, e ben si affianca alla sua Queenie/Alison Sudol, che troverà il suo riscatto dalla discussa scelta di campo fatta nel precedente capitolo. Un cresciuto Ezra Miller, recentemente alla ribalta della cronaca per il suo arresto alle Hawaii, ben incarna il sofferto personaggio di Credence/Aurelius, mentre Callum Turner nel ruolo di Theseus Scamander alleggerisce il lato intransigente del fratello di Newt, dando, in questo capitolo della storia, maggior spessore al rapporto fraterno tra i due. Meritano di essere menzionati poi anche i bravi Jessica Williams (Lally Hicks), William Nadylam (Yusuf Kama), Richard Coyle (Aberforth Silente) e la simpatica e fondamentale Victoria Yeates, nei panni dell’impacciata ma insostituibile assistente di Newt, Bunty.

Ma i Protagonisti centrali di Fantastic Beasts: The Secrets of Dumbledore, sono proprio loro: gli Animali Fantastici. Oltre ai ben noti ‘pets’ (animaletti da compagnia) di Newt, Pick l’asticello e l’irrefrenabile snaso, infatti, in questo terzo capitolo facciamo la conoscenza di nuove incredibili creature; a partire dal Qilin, noto come unicorno cinese, creatura della mitologia cinese coreana e giapponese simbolo di fortuna e prosperità, che qui assurge al ruolo di puro conoscitore dell’animo umano, unico a poter individuare con giustezza ed imparzialità la nuova guida del Mondo Magico. La maestosa scena iniziale, in cui fotografia ed effetti speciali si intrecciano mirabilmente, indica chiaramente la strada: AF3 è il film cinematograficamente più spettacolare dell’intera saga, che riempie perfettamente lo schermo tra panorami mozzafiato e combattimenti acrobatici, creature fantastiche ed interpreti carismatici, senza perdere di vista lo svolgimento della storia e dei suoi personaggi.

Michela Aloisi

Leave A Reply

venti − nove =