Animali Fantastici – I crimini di Grindewald

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8.5 Awesome
  • voto 8.5

Il velo si solleva

Il secondo capitolo della saga di Newt Scamander, Animali Fantastici – I crimini di Grindewald, ancora diretto da David Yates, il regista più discusso e meno apprezzato dallo zoccolo duro del fandom di Harry Potter, si discosta nettamente dal primo nella narrazione, iniziando a sollevare il velo sulla storia pensata dalla Rowlings: un vero e proprio prequel della saga di HP, sul modello della seconda trilogia di Star Wars.
Come in una partita a scacchi dei maghi, nel primo episodio la Rowlings ha messo a terra personaggi e pedine ed ora inizia la partita. Newt Scamander, magizoologo che in Animali Fantastici e dove trovarli  salva New York quasi per caso, diventa ora l’eroe vero e proprio, ‘colui che deve combattere Grindewald’, secondo una trama magistralmente orchestrata (e qui la similitudine con HP si fa evidente) da un giovane Silente, ben interpretato da un affascinante Jude Law. E con Silente il film, ambientato quasi interamente a Parigi, riporta noi Potterheads a casa: Hogwarts. La Hogwarts del 1927 (con qualche flashback nel 1910), con Silente insegnante di Difesa contro le Arti Oscure e una giovane Minerva McGranitt. Sì, la McGranitt a Hogwarts già dal 1910. Ma come è possibile, se è nata nel 1935? Semplice fanservice? Una dimenticanza dell’autrice? Lo scopriremo nei prossimi film, ma vorrei fare una piccola riflessione: la data di nascita di Minerva è ipotetica. Deriva dalla sua ammissione di lavorare ad Hogwarts da 39 anni fatta a Dolores Umbridge nell’Ordine della Fenice. Ma se i 39 anni non fossero stati continuativi? Nel 1910 e 1927 la troviamo insegnante di Trasfigurazione con Silente insegnante di DCAO. Ma proprio nel 1927 a Silente verrà preclusa la cattedra di DCAO. E molto probabilmente insegnerà Trasfigurazione (come lo troveremo con Tom Riddle – Voldemort nel 1937) lasciando così Minerva senza lavoro. Lavoro che riprenderà quando Silente diverrà Preside di Hogwarts nel 1955.

Un altro personaggio che lega AF2 ad HP è Nicholas Flamel, l’alchimista della Pietra Filosofale, che troviamo nella sua casa di Parigi introdotto da un divertentissimo incontro col nostro Jacob, Mago e NoMag anime affini per gentilezza e generosità. Jacob che torna con la sua Queenie, la memoria ritrovata, ma il loro è un rapporto complicato in un’epoca in cui i matrimoni tra Maghi e Babbani sono proibiti. Un amore profondo, che porterà però lui a rinunciare a sposarla per non metterla nei guai con la Legge, spingendola così tra le grinfie di Grindewald, che le promette che sotto il suo dominio sarà permesso amare chi vogliamo. Una scelta controversa quella di Queenie ma in linea con il suo personaggio: tutto cuore, passionale ed impulsiva. Una scelta che stringe il cuore dello spettatore che ama questa tenera coppia dal primo film ma a ben pensarci inevitabile.
Un’altra scelta dolorosa è quella di Leta Lestrange, solo accennata nei ricordi di Newt nel primo episodio e che qui troviamo in carne ed ossa, fidanzata col fratello di Newt. Un fidanzamento che, erroneamente interpretato da una rivista di gossip, quasi divide Newt e Tina. Ma, seppur promessa sposa di Theseus, il forte legame che la unisce a Newt fin dai loro tempi ad Hogwarts è palese. Tanto che, nell’estremo sacrificio, la sua dichiarazione d’amore aleggia e resta sospesa tra i due fratelli. Ma il personaggio di Leta è fondamentale per la trama del film soprattutto per i suoi rapporti con Creedence.
Già, Creedence, la cui morte nel primo film non aveva convinto gli attenti spettatori, e che infatti ritroviamo ora proprio a Parigi. Creedence che cerca di trovare la sua vera famiglia. Creedence che fa amicizia con la bella Nagini, maledictus che diverrà il serpente di Voldemort. Creedence creduto il fratello perduto di Leta, Corvus. Creedence bramato da Grindewald. Creedence un Silente? Le rivelazioni finali di Grindewald lasciano lo spettatore basito e pieno di dubbi. Verità o falsificazione per spingere Creedence ad uccidere Silente?

E veniamo al protagonista di questo secondo AF. Gellert Grindewald, magistralmente interpretato da un eccezionale Johnny Depp. Grindewald e Silente. Il loro rapporto, ben più che amichevole e fraterno, spezzato dalla prematura morte della sorella di Silente, Ariana, di cui Albus non si perdonerà mai. Il loro patto di sangue, che gli impedisce di combattersi direttamente. Grindewald non è Voldemort, è una figura complessa, fondamentalmente idealista, capace di ammaliare con il suo sguardo ed il suo tono suadente. Grindewald si macchia di freddi assassinii ma non è un sadico carnefice. Nel suo folle idealismo vuole portare nel mondo un sistema rivoluzionario che operi al di là della Legge. Attrae perché le sue idee di libertà sono condivise da gran parte del mondo magico di quegli anni, costretto in regole a volte opprimenti. Queenie ne è l’esempio.
Ecco. Grindewald e Silente. Newt il trait d’union tra questi due grandi Maghi. Il velo è sollevato. La storia si svela in tutta la sua grandezza. Aspettiamo trepidanti il seguito.

Michela Aloisi

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