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Vespertilio Awards 2026: il palmares

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Tutti i vincitori della quinta edizione dei Vespertilio Awards

La quinta edizione dei Vespertilio Awards ha segnato un passaggio fondamentale e di profonda maturazione nella storia della manifestazione. Sabato 23 maggio 2026, nella nuova ed elegante cornice del Teatro Marconi di Roma, il premio interamente dedicato al cinema di genere italiano e internazionale ha trovato una casa ideale, capace di restituire alla serata un respiro più ampio, solenne e autenticamente cinematografico. La capienza e la verticalità della sala hanno donato alla cerimonia un tono nuovo, fiero e coerente con la crescita naturale di un progetto che, anno dopo anno, si afferma come l’appuntamento più riconoscibile per chi ama, produce e sostiene il cinema horror, thriller, noir, fantastico, fantascienza e fantasy.

Un risultato che appare ancor più straordinario se si considera la natura interamente indipendente della manifestazione, costruita senza l’apporto di contributi statali o fondi pubblici. I Vespertilio Awards, ideati nell’ambito del progetto di Ore d’Orrore da Tania Bizzarro e Markus Di Meglio attraverso la Ta.Ma.H.Demi, dimostrano la forza organizzativa e la passione profusa, che puntualmente riesce a rendere la kermesse competitiva, curata nei minimi dettagli e sorprendentemente elegante. I numeri di questa edizione parlano chiaro: ben 153 opere candidate, di cui 126 italiane, articolate in 45 lungometraggi, 80 cortometraggi, 3 documentari e, per la prima volta in assoluto, una selezione di 25 film internazionali.

La cerimonia di premiazione, condotta sul palco da Tania Bizzarro insieme ad Alice Rigon e Ilaria Monfardini, era stata annunciata come un’edizione speciale dedicata alla memoria del critico cinematografico e divulgatore Federico Frusciante, figura centrale per l’intera comunità di appassionati che nel cinema non cerca solo intrattenimento, ma identità e pensiero. Il ricordo di Frusciante è stato, inevitabilmente, il momento più intenso e vibrante della serata. La proiezione di una clip inedita, in cui il critico parlava con la sua consueta lucidità dell’amore per la settima arte e del suo personale rapporto con la morte, ha attraversato la sala con una forza rara. Il lunghissimo applauso tributato dal pubblico al termine del filmato non è stato un semplice omaggio formale, ma un commovente gesto collettivo di affetto e profonda riconoscenza.

Ma la notte dei Vespertilio non è stata soltanto emozione e solennità; si è trasformata in una vera e propria festa, scandita da ritmo, ironia e spontaneità. Tra i passaggi più divertenti, i ringraziamenti e i saluti rivolti alla “seconda fila” della platea sono diventati un tormentone esilarante, alimentato dalle battute dei premiati e accolto con grande complicità dal pubblico. È proprio questa capacità di essere ufficiale quando serve, ma senza dimenticare la dimensione giocosa, che esalta l’identità unica del Vespertilio.

La serata ha infatti alternato momenti istituzionali, premi tecnici, riconoscimenti artistici e passaggi fortemente simbolici. Tra questi, la consegna del premio ad Ambra Principato per la miglior regia di Invisibili, da parte di Milena Cocozza, presidente di giuria di questa edizione, e successivamente Tania Bizzarro ha consegnato alla stessa Ambra Principato il premio anche per il miglior film. Evento che ha determinato una doppia immagine simbolica che sottolinea la straordinaria presenza femminile in questa edizione, già emersa nelle nomination, con opere e registe capaci di occupare un ruolo centrale nel panorama del cinema di genere italiano.

Altro momento importante è stato il premio per la Miglior Sceneggiatura Originale, consegnato dallo sceneggiatore Emiliano Rubbi a Paolo Strippoli per La valle dei sorrisi. Il film di Strippoli era tra i grandi protagonisti delle candidature, insieme a Invisibili di Ambra Principato, entrambi arrivati alla serata con 16 nomination ciascuno, seguiti da L’orto americano di Pupi Avati.

La cerimonia ha visto trionfare grandi nomi come Roberto Accornero (miglior attore protagonista per Archai), Marcello di Carlo (insieme a Sabina Cellitti) che ha vinto per La valle dei sorrisi la miglior scenografia (in ex aequo) insieme ad un altro grande maestro come Biagio Fersini per L’orto americano di Pupi Avati. Il film del cineasta bolognese ha visto premiati anche Stefano Arnaldi per la miglior musica e Sergio Stivaletti per gli effetti prostetici e pratici. Per gli effetti visivi invece, il Vespertilio Awards è stato consegnato a Bruno Albi Marini con Pierre D’oncieu per Eva.

I giovanissimi Sara Ciocca e Giulio Feltri trionfano rispettivamente come miglior attrice protagonista per Invisibili e miglior attore non protagonista per La valle dei sorrisi. Le donne dimostrano di aver segnato questa edizione grazie alle vittorie di Emanuela Galliussi con Zoe, come miglior soggetto, Coralina Cataldi-Tassoni (insieme a Mariano Baino) per la miglior produzione di Astrid’s Saints e Mara Fondacaro per il miglior esordio alla regia con Il primo figlio.

Il cineasta Vincenzo Alfieri per il secondo anno consecutivo vince nella categoria miglior montaggio, e si porta a casa la statuetta anche per la miglior sceneggiatura non originale (insieme a Giuseppe G. Stasi) per il film 40 secondi, tratto dall’omonimo libro della giornalista e saggista Federica Angeli, sulla storia realmente accaduta di Willy Monteiro Duarte. La miglior fotografia va a Davide Sondelli per Invisibili, mentre il cinema indipendente vede vincere come miglior manifesto la Camaleo Cinema per Dedalus e Lara Maria Azzurra Leuzzi per i migliori costumi di Un delitto ideale.

La potenza delle opere indipendenti continua a stupire, e vede due giovani registi come Vladimir Scavuzzo e Nikolaj Servettini trionfare rispettivamente come miglior cortometraggio e Vespertilio speciale per la tematica sociale grazie a due splendide opere come Beyond the Sea e Haiku 27. Già prima della cerimonia erano stati annunciati due riconoscimenti: A Mother’s Recall di Mauro Ivan Ojeda come Miglior Film Internazionale e The Dark Fantastic di L.G. White come Miglior Documentario. Un segnale della volontà del Vespertilio di allargare il proprio sguardo, mantenendo però salda la propria identità italiana.

Nel corso della serata si sono alternati ospiti, padrini e madrine tra cui il segretario generale dell’accademia del cinema italiano – premi David di Donatello Manuela Pineschi, il regista Gianluca Graupera, le attrici Mirella D’angelo, Anna Valentino e Silvia Collatina, la regista Deborah Farina e l’effettista Diego Arciero. La serata ha visto inoltre la consegna dei prestigiosi premi alla carriera al maestro della fotografia Luciano Tovoli e, postumo, al compianto regista Umberto Lenzi, a siglare un ponte ideale tra il grande passato del nostro cinema e il vibrante presente, che si proietta nel futuro nell’ambito del cinema indipendente celebrato al Teatro Marconi.

La nuova location ha valorizzato ogni passaggio della cerimonia, dando al premio una dimensione più matura senza snaturarne l’anima. Il Teatro Marconi ha funzionato non solo come spazio, ma come cornice narrativa, un luogo in cui il cinema di genere ha potuto mostrarsi con orgoglio, senza complessi e senza dover chiedere permesso.

Il successo della quinta edizione dimostra che il Vespertilio Awards non è più soltanto una scommessa nata dalla passione. È un appuntamento riconoscibile, con una comunità solida, una direzione chiara e un’identità sempre più forte. Una manifestazione indipendente che riesce a parlare al pubblico, agli autori e alle maestranze, celebrando il cinema di genere nelle sue forme più diverse: popolari, autoriali, tecniche, artigianali e visionarie.

La notte del Teatro Marconi ha lasciato la sensazione di un evento cresciuto, ma ancora capace di emozionarsi. E forse è proprio questa la forza più grande del Vespertilio, riuscire a essere premio, festa e rito collettivo nello stesso momento. Un luogo in cui il cinema di genere non viene solo premiato, ma riconosciuto come cultura, memoria e passione condivisa.

Il palmarès

5 statuette per Invisibili: Miglior film, Miglior Regia (Ambra Principato), Miglior Attrice Protagonista (Sara Ciocca), Miglior Fotografia (Davide Sondelli), Miglior Casting (Stefano Rabbolini).

4 statuette per L’orto americano: Miglior Scenografia (Biagio Fersini – Ex aequo), Miglior Musica (Stefano Arnaldi), Migliori Effetti Prostetici e Pratici (Sergio Stivaletti, M. Stivaletti, C. Ceccarelli, F. Capponi), Miglior Suono (P. Iaquone, T. Arcangeli, A. Doni, D. Silva). Vincitore del Premio Aldo Lado.

4 statuette per La valle Dei Sorrisi: Miglior Sceneggiatura Originale (Jacopo Del Giudice, Paolo Strippoli, Milo Tissone), Miglior Attore Non Protagonista (Giulio Feltri), Miglior Scenografia (Marcello di Carlo, Sabina Cellitti – Ex aequo), Miglior Trucco (Valentina Tomljanovic). Vincitore del Premio Fipili Horror Festival.

3 statuette per 40 secondi: Miglior Montaggio (Vincenzo Alfieri), Miglior Sceneggiatura Non Originale (Vincenzo Alfieri, Giuseppe G. Stasi), Miglior Acconciatura (Daniela Altieri). Vincitore Del Premio Claudio Lattanzi.

2 statuette per Zoe: Miglior Attrice Non Protagonista (Francesca Olivi), Miglior Soggetto (Emanuela Galliussi).

Altri premi assegnati

Miglior Attore Protagonista: Roberto Accornero (Archai)

Miglior Esordio alla Regia: Mara Fondacaro (Il primo figlio)

Migliori Effetti Visivi VFX: Bruno Albi Marini, Pierre D’oncieu (Eva)

Miglior Produzione: Mariano Baino, Coralina Cataldi-Tassoni (Astrid’s Saints)

Miglior Manifesto: Camaleo Cinema (Dedalus)

Migliori Costumi: Lara Maria Azzurra Leuzzi (Un delitto ideale)

Miglior Cortometraggio: Beyond the Sea di Vladimir Scavuzzo (vince anche il Premio Apulia Horror International Film Festival)

Vespertilio Speciale Tematica Sociale: Haiku 27 di Nikolaj Servettini

Miglior Film Internazionale: A Mother’s Recall di Mauro Ivan Ojeda

Miglior Documentario: The Dark Fantastic di LG White •

Premi alla Carriera: Luciano Tovoli e Umberto Lenzi (postumo)

Premio Speciale: Federico Frusciante

Fabrizio Battisti

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