Home Festival Roma 2018 Vero dal vivo. Francesco De Gregori

Vero dal vivo. Francesco De Gregori

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VOTO: 7

Un’altra giovinezza

Le prime immagini di Vero dal vivo. Francesco De Gregori sono emblematiche. E rivelano la volontà del cantautore di approfittare del film che lo vede protagonista, per giocare assieme al regista con la propria immagine pubblica, a partire dal modo di presentarsi sul palco. Proprio su questo si sofferma De Gregori, in un prologo visivamente elegante che lo vede disquisire sul suo look, soggetto negli ultimi concerti a qualche vistoso cambiamento. Via gli occhiali scuri. Niente cappello. Perché ogni tanto si cambia. Panta rei. Ed è anche questo un modo di mettersi a nudo, di offrire a chi lo segue schegge di una sensibilità e di una personalità artistica fuori dal comune, in grado oggi più che mai di coinvolgere emotivamente un pubblico parimenti partecipe. “Il cantautore che cammina sui pezzi di vetro”, verrebbe voglia di ribattezzarlo così, parafrasando i sui versi.

Chissà. Può essere, però, che di fronte a tale documentario, presentato nel corso della 13esima edizione della Festa del Cinema di Roma e destinato tra non molto a qualche passaggio sui canali RAI, i fan più accaniti dell’artista romano storcano un po’ il naso, per via dei pochi “classici” del suo repertorio inseriti in montaggio. È vero, ci sono comunque “Generale”, “La leva calcistica della classe ’68”, “Alice” e “Buonanotte Fiorellino”, tra i brani celebri riproposti qui in concerto o in sala di registrazione. Ma c’è una parte del pubblico che non si stancherebbe mai di ascoltare i suoi successi, di cogliere ogni occasione per ripassarne la meravigliosa discografia.
Atteggiamento comprensibilissimo. Ma si tratta comunque di una prospettiva sbagliata: Vero dal vivo. Francesco De Gregori va oltre la dimensione più superficiale del film-concerto o del documentario musicale, per scandagliare invece in modo franco, aperto, seppur mitigato da una apprezzabile discrezione di fondo, quegli aspetti più intimi del personaggio e della sua vena creativa che in tour possono risaltare meglio. E vista la continua volontà di rimettersi in gioco, pare quasi di assistere a una seconda giovinezza dell’amatissimo cantante: non a caso a firmare la regia è uno che lo conosce piuttosto bene, quel Daniele Barraco che ha fotografato spesso i suoi concerti e che è stato anche direttore della fotografia per il videoclip de La donna cannone.
Il bel lavoro audiovisivo di Barraco, oltre a essere curatissimo – come era lecito aspettarsi – a livello di immagini e di montaggio, ha il merito di far calare lo spettatore nella peculiare atmosfera di un tour attraverso l’Europa e l’America, evidenziandone molteplici aspetti: l’apporto di provetti musicisti come Guido Guglielminetti e il giovane Carlo Gaudiello, l’atmosfera conviviale ma al tempo stesso molto professionale, i duetti canori in napoletano – una vera scoperta, questa, almeno per il sottoscritto – con la compagna di vita Francesca Gobbi, la reazione dei fan in paesi come Svizzera, Lussemburgo, Stati Uniti. Ed è forse proprio questo, il susseguirsi di confidenze e di calorose testimonianze da parte di un pubblico cresciuto con le sue canzoni, finito magari a vivere lontano dall’Italia, lo spunto emotivamente più carico di Vero dal vivo. Francesco De Gregori .

Stefano Coccia

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