Il ritorno della comicità politicamente scorretta
Presentato in anteprima alla 21esima edizione della Festa del Cinema di Roma, esce in sala dal 29 ottobre 2026 con 01 Distribution l’ultima opera di Massimiliano Bruno, Un tranquillo funerale di famiglia, adattamento del concept dello sceneggiatore Dean Craig, già sviluppato in due versioni, entrambe intitolate originariamente Death at a Funeral; la prima, e più nota, è quella inglese del 2007, diretta da Frank Oz (Funeral Party) l’altra è il suo remake americano del 2010, diretto da Neil LaBute (Il funerale è servito).
Trasposta in Italia, la commedia non perde la sua verve, riprendendo la satira politicamente scorretta dello humor britannico ed intrecciandola con una comicità tutta borghese ed italiana, che prende di mira indistintamente immigrati, politici banderuola, nani, invalidi offensivi, medici tossicodipendenti e preti social che vendono la fede come al mercato. La storia è semplice: al funerale del patriarca Mancuso, si ritrovano i figli Daria (Claudia Pandolfi), contabile aspirante sceneggiatrice, e Riccardo (Pietro Sermonti), regista di successo; vecchi rancori e segreti nascosti danno vita a poco a poco a rivelazioni sorprendenti e gags esilaranti, che coinvolgono tutta la famiglia, compresi zii e nipoti arrivati per la cerimonia di addio, ed un ospite misterioso.
Un tranquillo funerale di famiglia è commedia pura, che Masssimiliano Bruno dirige con maestria, tornando alla comicità politicamente scorretta che negli ultimi anni si è vista soprattutto nella stand up comedy da locale, ma quasi sempre lontano dal grande schermo. Il ritmo è scorrevole, basato su una serie di gags irresistibili e l’interpretazione dei suoi protagonisti, da Claudia Pandolfi e Pietro Sermonti a Diego Abatantuono, dall’ottimo Stefano Fresi alla sempre splendida Stefania Sandrelli, da Carlo Buccirosso a Dino Abbrescia, per citare i principali. Bruno resta fedele al plot di Craig, la storia di una famiglia disfunzionale riunita per il funerale del patriarca che vede la cerimonia precipitare nel caos a causa di segreti svelati, un misterioso ricattatore e delle droghe allucinogene, ma lo adatta ad una realtà alto borghese italiana, fatta di politica e cinema, ma anche di medici e preti, aggiungendo altresì dosi di esilarante comicità decisamente grotttesca e sopra le righe, inverosimile eppure dai tratti soprendentemente plausibili.
Ritmo sostenuto, una bella location, ottima fotografia, una colonna sonora scelta con cura, una comicità fatta di gags continue e protagonisti in stato di grazia; gli ingredienti per meno di due ore di risate irresistibili ci sono tutti, e Bruno sa mescolarli a perfezione per donare al suo pubblico una ventata di divertimento e leggera follia.
Michela Aloisi









