Home In sala Uscite della settimana Ice Cream Man

Ice Cream Man

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VOTO: 6,5

Zombie e occultismo

Eli Roth è un regista che, nel bene e nel male, non passa mai inosservato. Esordisce con quel gioiellino di Cabin Fever per poi bissare con Hostel, diventato un vero cult dell’horror nel sottogenere torture porn. Di recente è tornato dietro la macchina da presa per onorare lo slasher con Thanksgiving, scivolando invece, in seguito, nell’adattamento del videogioco Borderlands. Nelle sale dal 29 ottobre 206 ci riprova con Ice Cream Man.

Bayleen Bay è una cittadina di provincia in cui l’evento più sentito è una partita di baseball tra alunni delle scuole medie. Proprio quei ragazzini si prendono il centro della scena: si sa infatti che i bambini sanno essere molto cattivi, oltre a essere ghiotti di gelato. Figura enigmatica e inquietante è l’uomo del furgoncino colorato che se ne va in giro vendendo gelati, accompagnato da un motivetto innocente diffuso da una cassa sonora disposta sul tettino del camioncino, che in realtà mette i brividi.
Il film di Eli Roth, attraverso il personaggio di Jonathan Smiley (Ari Millen), rievoca e parafrasa la leggenda del Pifferaio di Hamelin, capace in Ice Cream Man di ammaliare orde di giovanissimi con la sua musichetta e con le sue specialità dolciarie.
La cittadina precipita presto in un incubo, deflagrando in uno zombie movie ricco di legami con l’occultismo e la magia nera.
Il cineasta statunitense condisce il tutto con una black comedy che tracima nello splatter dal sapore anni ’80, sorretta da effetti speciali pratici croccanti e succulenti, in un tripudio di teste spappolate, sangue e liquami che inondano lo schermo con la fotografia di Simon Shohet a esaltare la saturazione del colore. Non è la prima volta che il cinema racconta di bambini inquietanti e “cattivi”, e il regista, con questo lungometraggio, richiama titoli come The Horrible House on the Hill, The Children, Grano rosso sangue e Il villaggio dei dannati.

Eli Roth che firma la sceneggiatura insieme a Noah Belso, non si prende troppo sul serio: lo script evidenzia un tono divertente quanto divertito nella messa in scena, celebrando con momenti esilaranti la miglior tradizione delle commedie horror d’antan.
Non è tuttavia tutto oro ciò che luccica. Se da un lato gli effetti speciali da B-movie omaggiano la vecchia scuola, dall’altro Ice Cream Man scivola nell’uso discutibile dell’intelligenza artificiale per alcune sequenze visive, ad esempio quando una voce fuori campo racconta l’antica maledizione di Bayleen Bay. La pellicola vanta inoltre citazioni che omaggiano il grande cinema di genere italiano: da una scena che richiama con forte suggestione Zombi 2 di Lucio Fulci, fino all’inserimento del commento sonoro della traccia Violenza inattesa, composta dal maestro Ennio Morricone per L’uccello dalle piume di cristallo di Dario Argento.
La carriera di Eli Roth resta un’altalena tra film riusciti (come The Green Inferno, che celebra il filone cannibalico omaggiando Cannibal Holocaust di Ruggero Deodato) e altri decisamente meno esaltanti (come Knock Knock o il deludente Hostel: Part II).
Con Ice Cream Man confeziona un’opera che esplora i capisaldi dell’horror tra zombie, negromanti e omicidi efferati ma esilaranti. Il film rievoca un retrogusto scanzonato che divertirà senza pretese, pur rischiando di deludere e dividere il pubblico più esigente.

Fabrizio Battisti

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