Three Summers

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7.0 Awesome
  • Voto 7

Come si può reagire a una ‘caduta’?

Da alcune edizioni, il Festival del Cinema Africano Asia e America Latina ha introdotto la sezione “E tutti ridono…”, dedicata alle migliori commedie dai 3 continenti, che presenta in anteprima lungometraggi comedy, campioni ai box office o opere emergenti che con humor raccontano inedite sfumature di questi Paesi. Potremmo affermare che sia una vera e propria chicca perché, insieme ad altre opere inserite in altre sezioni, qui sicuramente si trova un approccio che meno conosciamo sul piano dell’espressività dei registi provenienti da questi continenti. Troppo spesso si ha una determinata immagine di ciò che avviene in quei luoghi, come se non avessero per nulla la possibilità o peggio la capacità di saper riderci sopra e/o ironizzare.
Three Summers (tit. orig. ‘Três Verões’) di Sandra Kogut mette in scena tre estati (dal 2015 al 2017). «Questo film è stato girato nel 2018, pochi mesi prima che Jair Bolsonaro fosse eletto presidente del Brasile. Vedrete come si sono create le condizioni perché arrivasse al potere in Brasile, nel 2018, l’estrema destra e come nessuno ne fosse consapevole» – ha spiegato la regista nel video introduttivo alla proiezione – «Il film si pone una domanda: cosa accade alle persone che orbitano intorno a ricchi e potenti, quando le vite di questi crollano e mettono in primo piano questi personaggi, che spesso fanno solo da sfondo o sono fuori campo: i dipendenti». Nel dicembre 2015, la domestica (di cui scopriremo doti di adattamento impensabili, forte anche di un carattere allegro) vorrebbe acquistare un terreno, parallelamente osserviamo come la ricca famiglia presso cui presta servizio dia feste, come quella per le nozze di porcellana (vent’anni di matrimonio) tra Edgar (Otávio Müller) e Marta (Gisele Fróes), senza badare a spese. In casa i due ospitano anche l’anziano padre di Edgar, Lira (Rogério Fróes) a cui preparano una sorpresa sulla moglie scomparsa. Già nel dicembre 2016 si comincia a presentire e toccare con mano qualcosa che non va, il tutto, in particolare, tramite lo sguardo di Madà (la bravissima Regina Casé, premiata più volte in vari festival come miglior attrice) che si ritrova a gestire ‘la casa’ (i proprietari sono spesso assenti ed eludono richieste economiche) e una situazione più grande di lei: improvvisamente arriva la perquisizione della polizia e chi ne subisce l’impatto emotivo peggiore è l’anziano. Cosa accade nel dicembre 2017 ci auguriamo che possiate vederlo coi vostri occhi. La regista, con esperienza da documentarista, è stata brava nell’(af)fidarsi alla Casé e nell’optare per il registro da commedia drammatica, anche per veicolare meglio la dura realtà, soprattutto per chi non l’ha vissuta sulla propria pelle, come noi, e chissà in quanti la conoscono. Three Summers racconta la caduta in disgrazia di una ricca famiglia colpita dall’operazione anti-corruzione chiamata ‘autolavaggio’, con una vena ironica che cerca di far digerire anche scene della cruda realtà come la reazione di un uomo anziano, appartenente a un’altra generazione e che, forse, mai avrebbe pensato di ritrovarsi così (a differenza della maggior parte dei ricchi e, in generale, dei cittadini, difende i suoi libri come un bene prezioso e inestimabile).

Maria Lucia Tangorra

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