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Song Sung Blue – Una melodia d’amore

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VOTO: 9

Un biopic musicale che sprigiona energia e tocca il cuore

La vera storia di Mike e Claire Sardina, più noti come Lightining and Thunder, tribute band di Neil Diamond, era già stata raccontata sul grande schermo nel 2008 da Greg Kohs, regista del documentario Song Sung Blue; quasi vent’anni dopo, Craig Brewer riprende in mano la loro storia e ne fa un biopic musicale intenso e coinvolgente, con lo stesso titolo, Song Sung Blue (in italiano Song Sung Blue – Una melodia d’amore) e due protagonisti strepitosi: Hugh Jackman e Kate Hudson, le cui interpretazioni sfaccettate restituiscono a perfezione l’ironia e il dramma di due anime tormentate che – incontrandosi – danno vita a qualcosa di straordinario.

Le performance musicali dei due attori confermano il loro talento anche in questo campo, come avevano già ampiamente dimostrato in opere precedenti quali Nine (2009) di Rob Marshall per la Hudson e The Greatest Showman (2017) di Michael Gracey per Jackman, e rappresentano l’anima di Song Sung Blue. Se Mike si definisce “un intrattenitore” e Claire lo definisce “un interprete”, insieme sono il Fulmine ed il Tuono, Lightining and Thunder, molto più di una cover band di Neil Diamond: alla sua musica, alle sue canzoni, aggiungono il proprio vissuto, il proprio sentire, la propria anima, in una interpretazione unica e scintillante che conquistò l’America.

L’America di Mike e Claire è quella delle periferia, lontana dalla ribalta, il mondo musicale è quello degli artisti nell’ombra, che sbarcano il lunario cantando i successi di star più o meno attuali, cavalcando l’onda della nostalgia e della verosimiglianza; eppure anche qui, è possibile aspirare alla gloria. Dopo tutto siamo a Milwaukee, quella di Happy Days! Mike, veterano ed ex alcolista, ha un carattere che mal si sposa con la piaggeria atta ad avere un ingaggio ad ogni costo; una sera incontra la bionda Claire, nei panni e sotto la parrucca bruna di Patty Cline e resta, per restare in tema, folgorato dalla sua personalità e dalla sua voce. “Dal letame nascono i fiori”, cantava De Andrè; dal fondo, da pub fumosi, incontri per alcolisti anonimi e scampoli di depressione nasce l’amore di Mike e Claire ed il loro sodalizio artistico. Coppia nella vita e sul palco, il loro show, dopo un inizio poco rassicurante, raggiunge un successo inaspettato, tanto da essere chiamati ad aprire un concerto dei Pearl Jam; ma il destino – e la tragedia – è sempre in agguato. Un incidente assurdo farà precipitare nuovamente Claire nella spirale di depressione, il matrimonio con Mike sarà messo a dura prova; riemergere dagli abissi più scuri non è facile, ma passo dopo passo i due rinasceranno dalle ceneri e torneranno a splendere in casa e sui palchi. Con la tribute band approvata dallo stesso Neil Diamond ed un concerto prestigioso, tra Soolaimon (voluta fortemente in scaletta da Mike) e l’ultra popolare Sweet Caroline, cantata da ogni americano finanche sotto la doccia, il duo Lightning and Thunder è di nuovo a un passo dalla gloria. Ma anche la tragedia, è nuovamente dietro l’angolo…

Song Sung Blue è anche il titolo di una canzone di Neil Diamond; blue significa malinconia, ed è una canzone che parla di persone sole, della malinconia “che tutti conoscono e che cresce in ogni giardino”, un sentimento sottile che trova conforto nella condivisione e nella musica. È una canzone che tutti amano cantare perchè “Funny thing/ But you can sing it with a cry in your voice/ And before you know/ it start to feeling good/ You simply got no choice: puoi cantarla con il pianto nella voce e prima che te ne accorga ti senti meglio. Song sung blue è una canzone che arriva dritto al cuore di chi la ascolta; parimenti, Song sung blue di Craig Brewer, grazie ad una regia semplice ma efficace, ad una interpretazione corale intensa (oltre a Jackman e alla Hudson, ricordiamo Jim Belushi, Ella Anderson, Michael Imperioli, Fisher Stevens, King Princess e John Beckwith nei panni di Eddie Vedder, leader dei Pearl Jam), ad una scenografia curata e ad una attenta scelta dei costumi (da quelli ‘ordinari’, per tutti i giorni, a quelli scintillanti delle tribute band e degli show), diverte, appassiona ed arriva al cuore dello spettatore.

Michela Aloisi

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