Outlaw King – Il re fuorilegge

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7.0 Awesome
  • voto 7

Feudalesimo britannico

Chi avrà avuto la fortuna di giocare la campagna di William Wallace nel videogioco “Age Of Empires 2”, non potrà esimersi dal vedere questo film.
Siamo nella Scozia del 1300, gli scozzesi hanno appena visto fallire la rivolta scatenata da William Wallace, che si è conclusa nel fallimento della battaglia di Falkirk. Outlaw King – Il re fuorilegge inizia con un gruppo di latifondisti scozzesi che accettano la resa al re d’Inghilterra Edoardo I Longshanks (Stephen Dillane). Essi vengono così riconosciuti dal re come neo sudditi e si riappropriano delle terre confiscate dagli inglesi che vengono restituite per volontà sovrana. Tra i proprietari terrieri presenti, spicca la figura di Robert Bruce (Chris Pine), di chiare origini nobili essendo lontanamente imparentato con l’ultimo re di Scozia poi morto senza eredi. Longshanks spera che gli scozzesi accettino il dominio britannico seppur debbano pagare costantemente un tributo alla corona. Quasi tutti accettano le condizioni del re e tornano alla vita normale. Anche Bruce, che sembra benvoluto dal re Longshanks, accetta le condizioni imposte dal sovrano inglese. Per premiarlo della sua fedeltà, Edoardo I consegna in sposa a Bruce la sua figlioccia Elizabeth De Burgh (Florence Pugh) permettendo così a Bruce di entrare nella famiglia reale inglese agglomerando così l’intero popolo scozzese. Un giorno, giunge alle orecchie degli scozzesi la notizia della morte di William Wallace per mano inglese; Robert è presente al momento in cui un gruppo di semplici abitanti di un villaggio scozzese inizia ad aizzarsi contro i soldati inglesi portatori della notizia, risvegliando in loro quello spirito guerriero che aveva portato alla rivolta contro il regno di Longshanks in passato. Lo stesso Robert Bruce sente che il popolo scozzese ha bisogno di una guida per potersi ribellare contro gli inglesi e inizia a riunire le tribù locali con i vari latifondisti e signori dei villaggi pronti a seguirlo in caso di bisogno. Tra questi c’è James Douglas (Aaron Taylor Johnson) al quale gli inglesi avevano tolto tutto e che inizierà a combattere con Robert sotto il nome di Black Douglas. Uno tra questi però, John Comyn (Callan Mulvey), non sembra accettare la situazione visto che anche lui sembra essere tra i favoriti di Edoardo I al ruolo di Signore della Scozia. Bruce non ha altra scelta che ucciderlo per poi chiedere la grazie ai vescovi scozzesi e al Papa i quali, oltre a perdonarlo, acconsentono a incoronarlo Re di Scozia con il nome di Roberto I.
Longshanks, saputa la notizia, dichiara immediatamente il nuovo re fuorilegge e incarica il figlio Edoardo II di guidare una guarnigione in Scozia per trovare Roberto I ed eliminarlo. Il sovrano scozzese sarà dunque costretto a scappare e a nascondersi per evitare la cattura e la conseguente uccisione per mano degli inglesi. Purtroppo per lui, la sua famiglia verrà catturata e due dei suoi fratelli saranno giustiziati senza pietà. Roberto I giura vendetta contro i Longshanks e inizierà a distruggere tutti i castelli dei signori che controllano la Scozia per conto della corona inglese. A seguito della morte per vecchiaia di Edoardo I, suo figlio – Edoardo II – diventa re e si prepara ad una battaglia contro gli scozzesi che avverrà sul confine tra Inghilterra e Scozia. Roberto I costringe alla ritirata Edoardo II e il film si conclude con il re scozzese che si riunisce con la sua famiglia che gli è rimasto fedele anche dopo la cattura.
David Mackenzie gira un ottimo film storico ripercorrendo la storia del re scozzese che decise di opporsi alla tirannia degli inglesi. La regia è di pregevole fattura con splendide ambientazioni ben ricreate permettendo così di assistere allo spirito degli anni in cui è ambientata la pellicola. Mackenzie e Chris Pine avevano già collaborato insieme Hell or High Water; L’attore americano ci regala una buona interpretazione del re scozzese anche se, con barba e capelli lunghi, non siamo abituati a vederlo come lo abbiamo ammirato nei panni del capitano Kirk di Star Trek. Pine lavora bene però sul suo personaggio regalandoci una buona performance che va ben oltre a quelle optate per interpretare il capitano della flotta stellare. Bene anche Florence Pugh nel ruolo della regina di Scozia e moglie di Robert. La britannica è in un ottimo momento e lo dimostrerà anche nella serie televisiva di prossima uscita The Little Drummer Girl, con i primi due episodi presentati in esclusiva alla Festa del Cinema di Roma. La Pugh, nella serie, aveva mostrato grande temperamento e un ottimo lavoro. Outlaw King è un’opera storica che permette uno studio approfondito di quel periodo storico nel quale vigeva ancora il sistema feudale. Un film capace di rievocare quel periodo storico che non siamo abituati a considerare quando ce lo ritroviamo di fronte sui libri di storia. Ma è proprio qui che entra in gioco la potenza del cinema; quando ci aiuta a ripercorrere questi periodi storici o la vita di un personaggio storico, seppur in modo parziale. Applaudo l’opera anche perché è stata ben strutturata con una sceneggiatura, firmata da Mark Bomback (già sceneggiatore dell’ultima trilogia di Matt Reeves sul Pianeta delle Scimmie e di Wolverine L’Immortale), che mette in mostra il periodo tra l’incoronazione di Roberto I e la sua prima vittoria schiacciante contro gli inglesi. Il film è un’opera originale prodotta da Netflix che sta aumentando la qualità dei film ai quali fornisce supporto per la produzione.

Stefano Berardo

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