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La vendetta perfetta

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VOTO: 5

L’orso che vorrebbe andare in letargo

«Squadra che vince non si cambia» è un proverbio molto utilizzato in ambito sportivo e lavorativo per dire che non bisognerebbe alterare un gruppo o un metodo quando questo funziona. Purtroppo può capitare che anche gli antichi detti popolari sbaglino, non trovando corrispondenze nell’esito finale. Al cinema accade ed è accaduto spesso che qualcosa o qualcuno non riuscisse a replicare quanto di positivo portato a casa la volta precedente. Ne sanno qualcosa Derrick Borte e Russell Crowe che sei anni dopo Il giorno sbagliato sono tornati a lavorare insieme, con il regista tedesco naturalizzato americano che ha diretto nuovamente l’attore premio Oscar in un film che loro e nostro malgrado non ha dato i risultati sperati. Il mancato bis è andato in scena in La vendetta perfetta (Bear Country), un crime-thriller dalle venature comedy basato sul romanzo “Strip” di Thomas Perry, adattato dallo stesso Borte assieme a Daniel Forte, in uscita nelle sale nostrane a partire dal 26 agosto 2026 con 01 Distribution.
A garantire a questa seconda volta di Crowe davanti alla macchina da presa di Borte non sono bastate dunque le solide basi dello scritto del 2010 del proficuo autore statunitense, scomparso nel 2025 che, lungo la sua fitta carriera, ha dato voce a personaggi tipici di un’America irregolare e sbilenca. Quello protagonista de La vendetta perfetta, nei panni dei quali si è calato in maniera brillante e convincente l’attore australiano, non è da meno, un dolente proprietario di un nightclub di Los Angeles di origini albanesi di nome Manko Kapac che decide di di tirare i remi in barca e lasciarsi alle spalle il suo passato pericoloso per godersi la pensione insieme alla donna che ama. Ovviamente non potrà farlo tanto facilmente, perché puntualmente arriverà qualcuno a rovinargli i piani. Quando due figure armate e mascherate lo rapinano e lui si ritrova stretto nella morsa dei cartelli, si presenta un uomo misterioso interessato ad acquistare il suo club. Con il pericolo che incombe da ogni parte, dovrà districarsi in una rete mortale di inganni, potere e sopravvivenza, dove la fuga potrebbe non essere più un’opzione.
Prende così il via un pirotecnico giro di vite che vede ha nella stramba figura interpretata da Crowe il baricentro su e intorno al quale ruota e si sviluppa un intreccio multilineare di personaggi, non tutti però costruiti efficacemente al punto da creare un giusto contraltare. Il ché a conti fatti finisce con l’indebolire la struttura portante di quello che sulla carta e in pratica dovrebbe essere un film corale. Ad eccezione di Manko, la galleria di personaggi di contorno, a cominciare da quelli affidati a Paul e Dobrev, a partericordare vagamente per disegno e goffaggine alcuni dei personaggi dei fratelli Coen, non funziona a dovere. Di conseguenza viene meno quella che era ed è la forza della matrice letteraria, retta proprio da un equilibrio tra le varie pedine presenti sullo scacchiere. La fragilità e l’incompiutezza strutturale che emergono dalla visione si traducono nell’anello debole di un film che nelle intenzioni del regista avrebbe voluto ricalcare lo spirito e strizzare l’occhio a cult come Una vita al massimo, Le iene e Point Break, finendo invece per scimmiottarli.
La vendetta perfetta si presenta come un crime-noir infarcito di generi che si muove tra il serio e il faceto, mescolando le varie tonalità. Lo switch però non regge e funziona a fasi alterne, con la tensione e l’azione che prova invano e con scarsi risultati a fare da contraltare e a bilanciare la componente dark-comedy. Quest’ultima prende decisamente il sopravvento, determinando uno squilibrio che non permette all’ingranaggio di garantire il regolare funzionamento del meccanismo. Coesistenza e dosaggio paritario erano infatti gli ingredienti fondamentali della ricetta creata a suo tempo dall’autore del romanzo che è alla radice del film. Venuti meno, la maionese ha finito con l’impazzire, lasciando nella bocca dello spettatore un sapore confuso e impasticciato.

Francesco Del Grosso

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