Intervista ad Andrea Colonnelli

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Ancora sul cinema italiano da Innsbruck

La quarta edizione del Festival del Cinema Italiano di Innsbruck gode del patrocinio di ENIT, Agenzia Nazionale del Turismo. Abbiamo intervistato il Dott. Andrea Colonnelli, referente ENIT Vienna, sul ruolo che il cinema ha nel definire le nuove frontiere del turismo in Italia.

D: Come mai l’ENIT ha deciso di supportare il Festival del Cinema di Innsbruck?
Andrea Colonnelli: È un Festival giunto alla sua quarta edizione che ha raccolto finora moltissimi consensi da parte del pubblico tirolese e che annovera tra i suoi ospiti personalità del mondo dello spettacolo e della politica, tra cui il sindaco di Innsbruck, Georg Willi. Questo è un forte segnale della profonda amicizia tra Austria e Italia. Essere presenti come sponsor è un modo per far sentire la presenza istituzionale in una regione molto importante dell’Austria e allo stesso tempo un’occasione per promuovere le nostre destinazioni turistiche.

D: Cinema e turismo: è un binomio che può stare insieme?
A. C.: Cinema e turismo sono assolutamente complementari l’uno all’altro. L’industria cinematografica è un settore molto importante per il turismo. Molto spesso i luoghi in cui vengono girati film di successo sono meta di pellegrinaggio di tanti appassionati e vengono organizzati veri e propri tour alla scoperta dei luoghi in cui si sono girate le scene del film. Tutto questo sviluppa un indotto che non va assolutamente sottovalutato.

D: Cosa propone l’ENIT al pubblico austriaco?
A.C.: L’ENIT cerca sempre di fornire al viaggiatore straniero una visione più ampia del nostro Paese rispetto a quella che essi conoscono. Il pubblico tirolese in particolare conosce benissimo il Nord Italia, visto la breve distanza dal confine che induce tantissimi tirolesi a trascorrere la loro vacanza in Italia utilizzando la propria auto. Per questo andiamo a stimolare la loro fantasia e la loro voglia di conoscere posti nuovi promuovendo per esempio le regioni del Sud Italia oppure destinazioni al Nord e Centro Italia, fuori dai circuiti classici e dalle mete ormai sovraffollate e che soffrono di overtourism.
Inoltre stiamo promuovendo un turismo slow. Vogliamo che il turista s’immerga completamente nella realtà che lo circonda e che si prenda tutto il tempo necessario per visitare un luogo. Cerchiamo di sostituire, per quanto possibile, il turismo mordi e fuggi con un turismo sostenibile in cui il turista si senta parte del luogo che sta visitando. Puntiamo su un turismo di qualità e non di quantità, a basso impatto ambientale.

D: Com’è il riscontro dei turisti austriaci alle novità appena elencate?
A.C.: Il pubblico austriaco è molto esigente e allo stesso tempo anche molto aperto alle novità. I turisti stanno rispondendo molto bene se pensiamo che i dati statistici parlano di un costante aumento sia degli arrivi che dei pernottamenti da 6 anni. Gli ultimi dati disponibili di ISTAT ci dicono che nel 2018 sono arrivati oltre 2,6 milioni di austriaci che hanno generato 9,5 milioni di pernottamenti. Sono numeri straordinari che ci danno ancor di più la convinzione che stiamo percorrendo la strada giusta.

La redazione

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