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Daddy’s Home

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VOTO: 6

Dalla parte di Ned Flanders

Avete presente Ned Flanders nei Simpson? Il mellifluo vicino di Homer viene raffigurato come un padre di famiglia eccessivamente bonario, politicamente corretto, abitudinario, fanaticamente devoto a Cristo, del tutto incapace di reagire a un qualunque sopruso. Ecco, è proprio a lui che pensavamo durante la visione di Daddy’s Home, mordace commedia statunitense che si propone di porre a confronto, anzi, in aperta e non sempre leale competizione, figure maschili assai differenti tra loro. Più in particolare è Brad il Ned Flanders della situazione. Impersonato col piglio giusto dall’ottimo Will Ferrell, Brad Whitaker è un americano mediamente agiato al quale sembra di aver fatto bingo nella vita: un buon lavoro in radio, una casa bella e spaziosa, più una moglie incantevole (quella Sara interpretata deliziosamente da Linda Cardellini) che però dal suo ex aveva già avuto due figli. Ed il problema di fondo è questo. Il mansueto Brad ha ancora un sogno importante da realizzare, ossia attuare la trasformazione da patrigno ben poco considerato e persino preso in giro a papà adorabile (per quanto non naturale), per quelle due piccole pesti. Col tempo la situazione sembrerebbe migliorare. Ma sul più bello si rifà vivo come un ciclone l’ex compagno della donna: Mark Wahlberg! Sì, è proprio l’aitante divo americano a impersonare Dusty, personaggio discutibile nelle vesti di “pater familias” ma impeccabile e seducente sotto ogni altro punto di vista. Background militare, muscoli tonici e sempre in vista, moto di grossa cilindrata subito parcheggiata davanti alla porta d’ingresso, trovate ingegnose a raffica per divertire i bambini, lo spregiudicato Dusty Mayron diventa ben presto un ospite scomodo a casa Whitaker, perché il suo scopo è chiaro: riprendersi l’affetto dei propri figli e non dividerlo con nessuno. Facendo magari lo stesso con la bella moglie di Brad…

Vista in filigrana, una commedia come Daddy’s Home ha senz’altro il difetto di mettere in campo una trama piuttosto articolata, piena di capovolgimenti, per approdare comunque a difendere la vita tranquilla e senza scossoni di una famigliola USA della middle class. Ma bisogna anche ammettere che i mezzi utilizzati per arrivare a tale conclusione sono a tratti irresistibili.
Fonte inesauribile di divertimento è il carattere ingenuo e un po’ imbranato di Brad, gigante buono che si trovava di certo a suo agio nella routine quotidiana fatta di gruppi scout, domeniche in chiesa, bambini da accompagnare ogni giorno a scuola; ma che per reggere il confronto con quella specie di “top gun” piombato all’improvviso in mezzo a loro sarà costretto a inventarsi cose assurde, pur di impressionare Sara e i piccoli. Con esiti quasi sempre catastrofici.
Ponendosi quasi come versione rimaneggiata del recente Come ti rovino le vacanze e dei suoi predecessori anni ’80 divenuti ormai “cult”, il film diretto con un certo brio dall’accoppiata Sean Anders e John Morris tenta un percorso analogo nel destrutturare le abitudini della famiglia media americana, riuscendoci in parte ma regalando lampi di comicità notevoli, poggiati peraltro su una discreta gamma di ingredienti: il “politicamente scorretto”, l’accentuazione grottesca del carattere dei protagonisti, l’irrompere in scena di gag dal sapore slapstick come quella, davvero ingegnosa, della moto fuori controllo che fa danni in casa. E con una simile partitura a disposizione la strana coppia di rivali, quella formata dal muscoloso Mark Wahlberg e dal finto tonto Will Ferrell, non delude affatto le aspettative.

Stefano Coccia

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