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Conversando con Ms. Vani Rao

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Tutto sulla seconda edizione dell’Indian Film Festival nella nuova intervista all’ambasciatrice dell’India in Italia

Nel 2025 avevamo pubblicato una prima intervista con Ms. Vani Rao, Ambasciatrice dell’India in Italia e promotrice dell’edizione pilota di una manifestazione cinematografica, l’Indian Film Festival, che da spettatori ci ha offerto parecchie soddisfazioni. Alla seconda edizione del festival, la cui inaugurazione è avvenuta lo scorso 20 Febbraio al The Space di Piazza della Repubblica a Roma, abbiamo incontrato nuovamente l’ambasciatrice, in un’atmosfera come sempre vivace e festosa, caratterizzata anche da abiti tradizionali, assaggi di specialità tipiche indiane e drink offerti al pubblico.
In tale occasione Ms. Vani Rao ci ha cordialmente e generosamente concesso una nuova intervista, per permettere ai lettori della nostra rivista di conoscere tutte le novità relative all’Indian Film Festival e alla presenza dei film di Bollywood nel nostro paese

D: L’anno scorso l’Indian Film Festival aveva avuto luogo in una sala nota principalmente agli addetti ai lavori, quella dell’Anica, quest’anno ci siamo invece ritrovati al The Space Moderno, nella centralissima Piazza della Repubblica. C’è quindi la volontà di portare il festival e il cinema indiano ancora più vicino al cuore degli spettatori?
Ms. Vani Rao: Si, l’idea è proprio quella. Anche perché l’anno scorso abbiamo portato opere cinematografiche di varie parti dell’India, quest’anno invece stiamo mostrando la retrospettiva di un unico cineasta indiano, Sanjay Leela Bhansali. Vogliamo quindi selezionare ogni volta film diversi, per raggiungere meglio il pubblico italiano. E Sanjay Leela Bhansali ha le carte in regola per essere molto popolare in Italia, i suoi film in genere vengono amati tanto per lo “storytelling” che per le loro qualità cinematografiche. Nei giorni del festival avremo così tanti film di successo realizzati a Bollywood. Perciò, riassumendo, stasera avremo un certo tipo di film (Hum Dil De Chuke Sanam ovvero Straight from the Heart, N.d.R), magari la prossima volta ce ne sarà uno differente.

D: Ci sembra quindi che stia prendendo forma una strategia, all’interno del festival, per cui a volte ci possono essere produzioni recenti di successo, un’altra volta qualche “classico” del cinema indiano, un’altra volta ancora puro cinema di genere. Abbiamo visto giusto?
Ms. Vani Rao: Assolutamente sì. Quello di stasera per esempio è un lungometraggio girato nel 1999, più di 25 anni fa. Ma è un classico senza tempo, anche perché è il tipico triangolo amoroso, ha un qualcosa di universale. Sono sicura che un film e un racconto del genere anche voi lo amerete.

D: Ne sono altrettanto sicuro. Mi riallaccerei ora a un discorso già affrontato in parte un anno fa. Sempre più spesso ci imbattiamo in quei multiplex, a Roma ce ne sono almeno un paio, che in date e ad orari particolari ma quasi contemporaneamente alla loro uscita in India proiettano i nuovi successi di Bollywood. Di recente per esempio abbiamo apprezzato l’ottimo, adrenalinico Dhurandhar diretto da Aditya Dhar. Sono appuntamenti che continuano ad essere molto sentiti, quindi, specie da quel pubblico di origine indiana presente in Italia che si dà volentieri appuntamento in sala, per tali eventi?
Ms. Vani Rao: In effetti la stessa reazione c’è pure in India. Da noi siamo soliti dire che gli indiani hanno solo due “religioni”: una è Bollywood, l’altra è il cricket. Pertanto siamo una nazione che va matta per i film, non importa quale lingua si parli. A livello globale poi la tendenza è questa, quando esce un nuovo film si cerca di proiettarlo lo stesso giorno in molti paesi, anche lontani dall’India, perché noi indiani vogliamo vedere quel film lo stesso giorno o almeno nella stessa settimana dell’uscita principale. E Dhurandhar è stato un grande successo. Spero che anche lei l’abbia potuto vedere in sala.

D: Sì, visto proprio al cinema. Ed è un film che genera forti emozioni!
Ms. Vani Rao: Bene. Il piano perciò è questo qua. In futuro vogliamo che nelle sale italiane escano sempre più spesso, i nostri blockbuster, in corrispondenza con la data di uscita in India. Molti di questi film escono già sulle piattaforme. Ma poterli vedere in una sala cinematografica è un’esperienza completamente diversa, non è come vederli a casa, o sullo schermo così piccolo di un laptop.

D: Verissimo, si fanno belle scoperte su piattaforme come Prime Video o Netflix, ma per gli stessi film l’impatto delle musiche, delle scene di ballo, sul grande schermo è tutta un’altra cosa…
Avremmo poi un’ultima domanda: ci sono in cantiere, al momento, co-produzioni tra Italia e India?
Ms. Vani Rao: Abbiamo una sola co-produzione del genere a buon punto. Se ne potrebbero fare molte di più. Ma la buona notizia è che diversi film indiani sono stati girati o prevedono a breve riprese qui in Italia. Ogni tot mesi sento di qualche regista o produttore che sta venendo qui dall’India, per effettuare riprese in Italia, anche a Roma. Tra le produzioni recenti è capitato con War 2, girato in parte a Siena. Così, questo è ciò che sta succedendo, però è vero che si dovrebbero fare più co-produzioni; e il governo dell’India sta dando segnali positivi, in questa direzione, altrettanto fa quello italiano.

Stefano Coccia

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