City of Crime

0
7.5 Awesome
  • voto 7.5

Isolate Manhattan!

Il miglior film poliziesco dell’ultimo decennio. Con queste parole riassumiamo City of Crime, un film di cui non si parla ma che potrebbe essere una perla del genere crime/thriller. Le idee nel cinema sono talmente tante da poter rendere possibili anche le soluzioni più estreme che nella realtà non verrebbero mai prese in considerazione. A chi mai verrebbe in mente di sigillare una città nella quale vivono otto milioni di persone per scatenare una vera e propria caccia all’uomo dai contenuti adrenalinici? Gli sceneggiatori del film, Adam Mervis e Matthew M. Carnahan, lo hanno fatto, redigendo un thriller magistrale, ben orchestrato da Brian Kirk, regista irlandese forgiatosi grazie alle serie tv avendo diretto episodi di serie come Luther, Games of Thrones, Dexter, Boardwalk Empire e altre. L’irlandese è alla sua prima esperienza di direzione di un lungometraggio negli Stati Uniti. A produrre quest’opera, non originale ma innovativa per un genere che il pubblico conosce molto bene, spiccano i nomi dei fratelli Russo già registi degli Avengers. E proprio per ricollegarsi alla saga Marvel, ad interpretare questo film nel ruolo di un poliziotto detective tutto d’un pezzo voglioso solo di compiere il proprio dovere e di scoprire la verità, è la star di Black Panther Chadwick Boseman (in veste anche di produttore) il quale si rende protagonista di una prova superba. Oltre allo statunitense di origine africane, il film si arricchisce di altri personaggi portati sullo schermo da attori di ottimo calibro come la bellissima Sienna Miller, il veterano J.K. Simmons, Stephan James, Taylor Kitsch, Keith David e Alexander Siddig.
La storia, come si evince sin dai primi minuti, sembra essere quella del classico film con guardie e ladri che inizia con una rapina andata a male per poi espandersi in una spettacolare caccia all’uomo tra i sobborghi di Brooklyn e i grattacieli di Manhattan. Ma come ogni film che si rispetti, c’è sempre una storia ancora più grande e City of Crime non manca di portare alla luce, nel corso del tempo, una trama ancora più fitta e oscura, capace persino di redimere i malviventi e consentendo al pubblico di comprendere le motivazioni che si celano dietro le loro azioni. La sceneggiatura prende una piega più interessante quando viene dato ordine di chiudere Manhattan e di riempire le strade di New York di macchine della polizia a sirene spiegate, assumendo così una tensione molto più calcata e percepibile. Tra sparatorie all’aperto e inseguimenti su strade e in spazi ristretti, come edifici pubblici o la metropolitana, City of Crime arricchisce il suo standard e diventa un thriller durante il quale diventa impossibile annoiarsi, invogliando il pubblico a seguire la vicenda affinché si giunga ad una verità assoluta. Da evidenziare sono anche le bellissime scenografie della città che non dorme mai. Il film è ambientato interamente in una notte, di conseguenza le scenografie notturne e le riprese panoramiche di una New York ricca di luci, rendono gradevole la visione aiutando a staccare gli occhi per qualche secondo da un film che altrimenti risulterebbe troppo adrenalinico e caotico. Un lungometraggio magnificamente concepito che riporta in auge un genere che ormai sembra avere sempre meno idee da proporre. City of Crime, dal punto di vista della scrittura, non propone niente di così innovativo. Il ritmo, le scenografie, gli attori e i numerosi colpi di scena, sono la ricetta giusta che consente a questo lavoro di essere un’opera interessante, caparbia, capace veramente di ipnotizzare chi lo vede. Il problema più grande, forse, è la mancanza di una vera campagna pubblicitaria. Anche se visivamente il film è di ottimo spessore, il rischio che non incassi quanto meriterebbe a causa della mancanza di comunicazione e di marketing è alto. Ed è un vero peccato trovarsi di fronte ad un cinema così godibile pur sapendo che potresti essere uno dei pochi ad averlo visto in sala.

Stefano Berardo

Leave A Reply

5 + 11 =