Quindici anni di cinema elvetico in laguna
A Palazzo Trevisan degli Ulivi si sta svolgendo in questi giorni (dal 24 al 27 marzo 2026) la 15esima edizione della rassegna Cinema Svizzero a Venezia, curata ancora da Maks Maltoni: quattro serate per sette film, in un programma che si distingue per la varietà delle voci e degli stili.
Una scommessa riuscita, quella di portare nella culturalmente viva Venezia il cinema svizzero, che agli esordi della rassegna era sì già di elevata qualità ma pressoché inedito, in molti casi, nella nostra penisola; ad oggi, sono stati presentati più di 180 film, quasi 100 ospiti per una media di quasi 700 spettatori a edizione (oltre diecimila in totale), mentre Palazzo Trevisan degli Ulivi è divenuto il cuore della rassegna ed il punto di ritrovo di ospiti internazionali di livello, dal premio Oscar Xavier Koller a maestri come Villi Hermann, Christian Frei, Silvio Soldini e Lionel Baier, insieme a produttori e figure di spicco dell’industria cinematografica svizzera.
Il programma dell’edizione contemporanea si apre, martedì 24 marzo, con l’anteprima di Bagger Drama (La danza delle ruspe), uno dei film svizzeri di maggior successo internazionale dell’ultimo anno, candidato a sei Swiss Films Awards, presentato in sala dall’attore protagonista Phil Hayes. Mercoledì 25 doppia proiezione: nel pomeriggio il documentario Blame del regista Christian Frei – già candidato all’Oscar – che ha attraversato i principali festival mondiali raccogliendo recensioni di rara unanimità, mentre la serata vede la proiezione, in anteprima, di À Bras-le-Corps (Lo sguardo di Emma / Silent Ribellion), una storia di emancipazione ambientata nel Giura durante la Seconda guerra mondiale (prossimamente nelle sale italiane).
Giovedì 26 il ritmo cresce, con la proiezione dell’avvincente documentario Naima della regista Anna Thommen, la storia di una donna venezuelana emigrata a Basilea che combatte per i propri diritti con un’energia che il film fatica a contenere, seguita da Ruäch – Eine Reise ins jenische Europa, film on the road sull’Europa jenisch dei registi Andreas Müller e Simon Guy Fässler, che saranno presenti in sala assieme allo sceneggiatore Marcel Bächtiger.
Il festival si chiude venerdì 27, ancora con una doppia proiezione: alle 18, il film d’animazione Mary Anning, che vedrà ospite in sala la production designer Marjolaine Perretin, e poi alle 21, l’anteprima di Don’t Let the Sun: il film, presentato dalla regista Jacqueline Zünd, è ambientato in un futuro prossimo segnato dal collasso climatico, in cui la vita si svolge di notte. Un finale di festival dal sapore contemporaneo.
Organizzato dal Consolato generale di Svizzera a Milano e dal Consolato di Svizzera a Venezia, in collaborazione con le Giornate di Soletta e Swiss Films e con il supporto di Ferrovie Retiche e il patrocinio del Comune di Venezia, Cinema Svizzero a Venezia è una vetrina della cinematografia elvetica a tutto tondo, la cui selezione è curata con attenzione sin dalla prima edizione, con opere presentate in versione originale con sottotitoli in italiano. Vogliamo concludere la presentazione con le parole del suo curatore:
“Nel segno della varietà di generi, linguaggi e stili, il programma di questa 15esima edizione attinge agli sguardi di una cinematografia sempre più dinamica e puntuale nel raccontare il contemporaneo, ampliando i nostri orizzonti, stupendoci ed emozionandoci. L’atmosfera unica di Palazzo Trevisan degli Ulivi sarà come sempre il nostro valore aggiunto, facendo vivere al pubblico e agli ospiti l’esperienza di un festival innovativo, inclusivo e coinvolgente”. (Maks Maltoni, Curatore di Cinema Svizzero a Venezia)
Michela Aloisi
Riepilogo recensioni per sezione dalla 15esima edizione del Cinema Svizzero a Venezia
Lungometraggi
À Bras-le-Corps di Marie-Elsa Sgualdo
Mary Anning di Marcel Barelli
Bagger Drama di Piet Baumgartner
Documentari
Blame – Bats, Politics and a Planet out of Balance… di Christian Frei









